Archivi per il mese di: dicembre, 2016

Solo cose belle voglio ricordare. L’affetto che mi ha circondata, la vicinanza ideale e non, gli amici che si trasformano in parenti,i parenti che si confermano una sicurezza, i parenti ritrovati con grande gioia, l’amore di mio marito e di mia figlia, le piccole cose che mi rendono viva, il lavoro per l’infanta e il suo sbocciare giorno dopo giorno, l’aver incontrato per ben 2 volte mio figlio,cosa rara ed eccezionale, perció ancor piú speciale, il miracolo della mia ritrovata salute, i pensieri positivi, i regali inaspettati, i sorrisi degli sconosciuti, la gentilezza casuale, i buoni pasti al ristorante, il tassista napoletano, i panorami da Sorrento, le mostre di Roma, le idee geniali, le scarpe perfette e il cerotto del Papa. Buon anno.

Annunci

Passato il Natale, ritirato le decorazioni, sono giá in modalitá” attesa della primavera”.  In questo inverno anomalo, nei prati già fioriscono le margherite, il calicantus é al massimo del suo splendore, timide gemme si affacciano. Per tutti gli altri , lo spirito natalizio pravale. In questo strano paesello dove abito, ci si sbizzarrisce, ognuno a suo modo, senza competizione, per il solo gusto del farlo. Cosí i rumeni che hanno comprato la casa dell’Evasio, hanno dato segno di sobrietá ed eleganza impensabile. Casa S., come sempre magnifica, in monocolore bianco. Alberelli e lucine colorate lungo tutto il paese, ma il primo premio, ex aequo, va a due campioni mondiali della decorazione. Casa P., dopo anni di sfoggio di un albero di Natale rosso fuoco, poco pertinente ma visibilissimo, quest’anno ha innalzato una Nativitá luminosa, racchiusa in cerchio con il diametro da tendone del circo Orfei. Non so come abbiano fatto ad innalzare questo mastodontico manufatto sul tetto, ma applaudo al coraggio. Altro primo premio alla new entry V., che si é messo di buzzo buono a decorare la facciata della sua casetta, poi si ë stufato di dipanare file e file di lucine ,ed é venuto fuori un gigantesco fallo intermittente, con base colorata. W il Natale!

E stasera ho in mente te. Ripeto il tuo nome ,ossessivamente, nella mente. Mi ricordo di piccole e grandi cose fatte con e per te. Ma non é rimpianto,né tristezza, é solo voglia di averti accanto,ancora.

Maryl Streep puó fare ció che vuole, lo fará sempre benissimo. H. Grant piú invecchia, piú mi piace. Un film triste e pieno di sentimento, ben fatto, attori al posto giusto,il pianista poteva essere confinato nella caricatura, invece é emerso alla grande. Una storia vera, ben interpretata, ben diretta, ma non da vedere a Natale.

..di regalare un pc al maritino. É un disastro con la tecnologia.

– ce l’ha google? 

– ce l’ha window? 

– cosa serve sto chrome?

– si possono mettere i giochi?

– la password l’ho messa.   – bene,poi devi ricordartela.   – accidenti! Potevo mettere la data del matrimonio!   – ah ben, almeno quella te la ricirdi…     – no,no, ma é incisa dentro la fede,vado a vederla quando serve.

E per oggi é tutto: passo e chiudo.

Ieri sera ho pianto, perché ero stanca, una settimana massacrante, guai con le tubature,il caminetto, regali da distribuire, ecc., ecc.  Oggi parto malissimo, sempre in ritardo, niente va per il verso giusto, fino alle 10,30. Entro dai Dodini, miei carissimi amici, per fare gli auguri e trovo affetto,cura, carezze, dolcezza, che mi scaldano il cuore. E poi trovo G., che fa la spesa e in un secondo combiniamo di andare a pranzo insieme, per chiacchierare e augurarci buon Natale. Prima peró passo da Giulia, che non si aspettava una mia visita. Tanta é la felicitá di vederci che ci mettiamo a piangere,di gioia. Un quarto d’ora di pura commozione, con lei emozionatissima che alla fine mi bacia e mi ribacia, persino sulle mani.Ho il cuore leggero, danza come una libellula. A pranzo,tra una parole e l’altra, il tempo vola, non mi accorgo che é giá ora di tornare a casa. Assaporo questa bella sensazione, ma non é finita!  Vado da R., una colonna del paese, modi spicci,essenziali, ma sinceri e diretti: i suoi auguri me li sento impressi sulla pelle. A casa di E. trovo la felicitá per essere diventata bisnonna, l’affetto che ci lega da sempre, la voglia di vivere ed andare avanti ,nonostante le malattie e l’etá avanzata. Concludo con gli auguri a F., una sorella che non ho avuto biologicamente ma per destino. Con lei pochi salamelecchi,siamo telepatiche ormai. Ci rivediamo a Natale, sul lago,con suo marito in ripresa dall’intervento: noi siamo una famiglia,sul serio,non solo per lontanissima ed improbabile parentela, ma perchë ci siamo scelte e ci confermiamo ogni santo giorno. Buon Natale a tutti.

Nella sera del vile attentato a Berlino, penso alla Siria, e alla poca copertura mediatica che c’é. Se ne parla come di una cosuccia minore,lontana, che non ci riguarda, noi europei razza superiore. I morti bambini siriani non sono come i morti bambini francesi o tedeschi. Per me é un pugno allo stomaco, la guerra in generale, l’indifferenza mondiale mi pesa come un macigno. Il mondo potrrebbe mettere fine a questo orrore in 24 ore, invece no. Trattative, parlamenti diplomatici che si trascinano e non incidono. Sono persino giunta a pensare che sarebbe meglio se Putin prendesse in mano la situazione…le notizie e le foto che giungono da Aleppo sono scudisciate alla mia coscienza e mi chiedo: cosa posso, cosa possiamo fare noi che odiamo tutta questa violenza? Non ho una risposta…

Se sono triste,cucino. Questa mia reazione ë iniziata 8 anni fa: cucinando la mente é impegnata,attenta agli ingredienti, alle mescole, al fuoco,al forno, ai condimenti. Tutto ció migliora il mio umore, e un po’ mi rasserena. Quindi oggi, al termine di una giornata durissima, che mi ha provato fisicamente e moralmente, ho pensato ad Enrico, a cosa potevo fare per trattenerlo ancora un po’ con noi. Lui,amante della buona tavola, avrebbe apprezzato, forse davvero si  sarebbe trattenuto quí ancora un po’ , per assaporare. I dolci erano il suo punto debole e quindi é stato facile! Ho fatto il tiramisú al’arancia, intriso di lacrime e dolcezza, di ricordi belli e di sconforto. L’ho messo in frigo,deve riposare fino a domani ,quindi,caro amico,ti tocca aspettare,con me,ancora un altro poco, giusto per farmi abituare a come sará senza poterti piú vedere…..

Quando un amico ci precede in cielo,si resta sgomenti,attoniti,tristissimi. Cosí é per me questa sera,inaspettatamente. Anzi no, me lo aspettavo,non cosí presto. Ci siamo visti mercoledí scorso, gli avevo portato i bigné, a lui che era un golosone, un uomo gioviale che gustava la vita con un sorriso. Ne aveva passate tante, una su tutte la morte dell’amata figlia Elena, eppure il suo buonumore, seppur velato di amaro, contagiava ancora tutti. Ci eravamo conosciuti anni fa, soci dell’Aeronautica e subito ci eravamo presi,a pelle. Quante gite, quante battute,specialmente sulle nostre stazze e la buona tavola, quanta allegria…sul cellulare lo avevo salvato come ” Modello” , per via di una sua sfilata con le tute da volo a Ghedi. L’ultima uscita a maggio, a Latina: io sarei stata operata dopo 4 giorni, con il terrore di non vivere più di 2 anni, lui con qualche piccolo sintomo ma ancora nessuna indagine. Eravamo stati bene, avevamo riso tantissimo, ma nessuno dei due aveva svelato i propri crucci di salute. A luglio ci siamo rivisti, io fra i due intervanti, lui con una risonanza in mano, ancora misteriosa. Anche questo ci accomunava: il non voler tediare il prossimo con i nostri guai. Poi gli eventi, per lui, purtroppo, sono precipitati. Conservava la speranza e la resistenza degli antichi contadini, ma anche la saggia ineluttabilitá degli eventi della vita , che bisogna saper accettare. Era tutto proteso verso la serenitá della sua famiglia, con l’arrivo del nipotino Vittorio, una grande felicitá lo aveva rasserenato. Ma le cose non vanno come desideriamo noi, anzi, dopo un momento buono arriva uno pessimo. Io non ci posso ancora credere, non voglio neppure pensare di non vederlo più con la sua bustina blú di sghembo sul capo, con la giacca dell’OVS comprata per fare la foto di gruppo, con la sua gigantesca corpororatura che depone la corona d’alloro al cippo dei martiri aviatori, giá mi manca ogni sua battuta o risata. Mi manca lo sguardo che rivolgeva a Paola, sua moglie, roccia con roccia, solidi e solidali alle intemperie del mondo, la fierezza del suo lavoro e l’orgoglio della sua famiglia. Mi mancano i suoi modi semplici e signorili,la sua affettuosa accoglienza, il suo sguardo ceruleo e stupito: guardava te e il mondo come fosse meraviglia primitiva. Arrivederci amico mio,vola davanti a noi ed indicaci il cammino.

Auguri,di cuore. A te che sempre penso,a te che sei in salute,a te che sei felice. A te che guardi avanti,con il futuro in mano,la valigia pronta,l’ energia della maturità. Auguri per una splendida vita, carriera, realizzazione. Auguri anche a me, che ti ho messo al mondo e dato qualche possibilità.