Archivi per il mese di: novembre, 2014

Tornate,stanche e felici. Abbiamo camminato e camminato,visto tutto e di piú,abbiamo mangiato troppo e anche bevuto troppo,ma ci stava. La felicitá sul suo volto quando,arrivati a Trocadero alle 18 , si é illuminata la Torre. La vista di Parigi dall’alto,gli occhi che brillano,emozione e stupore. Le risate,la caduta sul bus con spiaccicamento della banana, le conversazioni impossibili con la gente del posto. I mercatini dei Campi Elisi,shopping senza pensieri. Ne é valsa la pena: un momento o dieci di felicitá, per fottere il cancro.

P. S. Se qualcuno va da quelle parti,puó, gentilmente, riportarmi le gambe, le anche, le caviglie? Grazie.

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Domani si parte. Una valigia sgangherata,abbigliamento di sicuro non appropriato,scarpe comode che diventeranno stivaletti malesi. E ho pure sbagliato il nome dell’hotel sulle etichette…non importa,quel che sará,sará. Lascio il fantastico duo famigliare a sopravvivere,se ci saranno difficoltá,andranno in hotel pure loro. Cane Rocco in pensione,contento come una Pasqua: lo hanno messo vicino ad una deliziosa cagnolina e l’amore é subito scoccato.. Salutato tutti gli amici,spero di ritrovarli al mio ritorno.
Non so perché ma mi sento Totó in compagnia dei fratelli De Filippo, au revoir.

Giovedí prossimo verrá operato agli occhi : non ci vede quasi piú,da entrambi. É molto angosciato, non potrá piú guidare,come fará? Dipendono tutti da lui, un arzillo ottantenne. Eppure ha uno spirito indomito,lavora come un matto,inventa,realizza,una manualitá fantastica. Mi ha da poco fatto una zanzariera,perfetta. Io non ci saró,parto lunedí,cosí vado a salutarlo,a fargli un ” in bocca al lupo”. Mi ringrazia,fa battute ,e poi:” sa,vieni quí che ti stringo la mano,buona fortuna a me e a te”.
Mi ero giá protesa per dargli un bacio, ma no,lui ha troppo pudore,non é abituato,vecchio contadino cresciuto nel rispetto e negli antichi valori. Anche se con tutti dice di me : ” é piú che mia sorella”, nonostante i 27 anni che ci separano,non accetterebbe mai un bacio sulla guancia,lo metterebbe troppo in imbarazzo. Sorrido,ma mi domando che vita affettiva abbia avuto,con che approcci si sia fatto avanti con sua moglie, come viva questi tempi lassi di moralitá. Forse,peró,queste domande me le faccio solo io….
Quando torno,dopo l’operazione, lo baceró,per levarmi la soddisfazione.

Vado via per 5 giorni,li lascio soli. Sará difficile per me e per loro,perché non hanno la piú pallida idea di come funziona la casa,anche se vivono lí da 14 anni. Oggi,ad esempio,non si sono accesi i termosifoni: al mio ritorno l’ho trovato seduto quasi sulla stufa a legna,che avevo acceso io prima di uscire. Mossa a compassione,ho cercato di dargli qualche dritta sul riscaldamento,lui mi ha guardata smarrito,come se parlassi di cose aliene. Per l’alimentazione,ha detto che ci pensa lei: sa a memoria il numero della pizza a domicilio…..
Questo viaggio mi spaventa un po’, per quello che succederá quí a casa,per i miei animali lasciati soli tutto il giorno,per quello che troveró al ritorno.
Mi spaventa il fatto che il fisico é indebolito,stanco,non so se reggeró a ritmi stressanti,mi intimorisce la folla,sono preoccupata per le minacce dell’Isis, non sono cosí attenta e sveglia come una volta.
Ma i migliori viaggi iniziano sempre nei peggiori dei modi,quindi vado avanti con speranza.

Giá,quella sensazione di sapere come andrá e non mi piace. Perché la speranza che le cose vadano diversamente,uno ce la mette,pensa positivo,ma in fondo al tuo cervello,un piccolo spillo ti punge,ti ricorda che ,senza nessuna ragione,tu giâ lo sai che andrá cosí. Bruttissima cosa. Perché lotti sapendo che é inutile,speri sapendo che non serve, sorridi e vorresti urlare. Ma é forse meglio rassegnarsi? No,non voglio,mi batto per cambiare il mondo,quello piccolo,quello mio,cosí,tanto per cominciare,poi vedremo…….

Metá novembre con una flora da maggio-giugno! Ho le gaure fiorite,bellissime e rigogliose,le calle verdeggianti e con fogliame enorme,i fiori di S. Giuseppe fioritissimi,le araglie giá sfiorite ma con un migliaio di api che succhiano l’ultimo nettare. Non fa per niente freddo,anzi…non ho ancora acceso i termosifoni,solo stufa e a volte il caminetto. Dovrei sistemare il giardino,ma non ho il coraggio di rasare a zero questa inaspettata selva di fiori fuori stagione,aspetteró. Aspetteró #unsanoinverno,tanto arriverá,prima o poi…

Da qualche tempo compro detersivi alla spina, per un motivo ecologico e anche di risparmio. Mi trovo bene e in piú i titolari del negozietto sono simpatici e gentili. Ma dal mio commerciante di granaglie,oggi,sono comparsi detersivi ecologici,a costo forse maggiore,ma multiuso e ancor meno inquinanti. Anche il commerciante di granaglie é gentilissimo e simpatico,cosí ora mi tocca lavare di tutto e di piú per potermi approvvigionare da entrambi…..che mondo difficile.

Chiunque,nella propria professione,deve dare il meglio. Ed essere, possibilmente, competente per quel che lo riguarda,oltre ad essere gentile e disponibile. Vale doppio se hai a che fare con i malati. Cosí,se devi fare una toracentesi,per niente piacevole,pretendi competenza e professionalitá. Se buchi 4, dico 4 volte il povero polmone,fatti delle domande. E poi scusati con il malcapitato paziente,come minimo.

Due anni fa una badante ucraina mi ha regalato un portaspazzolini da denti. Molto carino,con vere conchigliette,alghe e simil coralli che fluttuavano tra le intercapedini. Si é rotto,ieri,é uscito un liquido puzzolentissimo,tipo fogna di Calcutta. Lo metto in un sacchetto per buttarlo,non mi accorgo che é bucato,il liquido gocciola per le scale e nell’atrio,fino alla pattumiera,fuori casa. Ora,il puzzo assatanato che si é diffuso a casa mia,non posso nemmeno farvelo immaginare. Ho cosparso ogni superficie di alcool puro,niente. Ho provato con il Cif,niente. Ho lavato e rilavato, niente. Nessun deodorante,sia per ambienti che per tessuti ha fatto qualcosa. E poi dicono che son finite le conseguenze di Chernobil!

Ore 08, sta male,corsa in oncologia:- Cosa ci fate quí? Dovete prima passare dal Pronto Soccorso. Torna indietro, al P. S.- Ma non potevano vederla in oncologia? Aspettate che facciamo il foglio.
Passano 90 minuti,arriva il foglio,ma per andare ai Raggi X. Ritorno al P. S. e fanno un prelievo di sangue. Decidono di mettere su una flebo, per reidratare , e intanto sono le 15, e non si vede una fine…….
L’Inferno si chiama Sanitá e anche Burocrazia e anche Fancazzismo.