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Una Gerini, evdentemente datata, se la cava in un filmetto divertente per svagarsi un po’. Peró adesso basta, cambia ruolo o pensiònati. Bisogna tener conto dell’anagrafe.

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Mi viene subito in mente Lucio Battisti, poi penso al significato: pulita, immacolata, pura. Non esiste cosa piú bella che la chiarezza, la pulizia mentale, la purezza dei sentimenti, una tavolozza immacolata su cui incidere il futuro. É il nome giusto per una nuova arrivata alla vita, una speranza di grande portata. Accolta in una bellissima famiglia, con una sorella che la guiderá e la proteggerá, non mi resta che augurare ogni bene a questa frugoletta di un giorno: tieni fede al tuo nome, tenerissima Linda.

Alle 14 arriva la telefonata:” é caduto G., potresti portarlo all’ospedale?”  Come non correre, se chiamano i fratelli Berti! Li trovo entrambi sul marciapiede di casa, G. dolorante al polso e ferito alla testa. P., 84 anni,scorta il fratello all’auto, gli apre la portiera,lo sistema, con molta delicatezza. Arrivati al Pronto Soccorso, lo prende sottobraccio, lo accudisce, quasi gli dispiace non poterlo seguire oltre le porte oscurate. Attendiamo, poi lo accompagniamo alla Tac e agli Rx, loro sempre a fianco, si sfiorano con affetto. Lo accompagna in bagno, perché ha male al polso, vuole aiutarlo.  Poi ancora in attesa. P. é preoccupato, cerco di stemperare la tensione facendolo raccontare di vecchie storie del paese. Riconosciamo una signora i cui nonni erano di un paese limitrofo, e i racconti si fanno piú ricchi, le ore passano, ma ogni volta che si apre la porta del Pronto, lui é in allarme. Per ben due volte riesco a farlo entrare: parla con il fratello, gli prende la mano. Ci mandano a casa, lo dimetteranno dopo cena. P. insiste di voler venire con me a recuperare G., ma sapendo che va a letto a orari da pollaio, tipo le 20/20.30, gli impedisco di venire, dicendogli che fra una cosa e l’altra, faremo mezzanotte.  Alle 22 mi chiamano per  avvertirmi che lo dimettono, parto al volo. G. sta abbastanza bene, niente di rotto, solo una distorsione, meno male. Piange, si sente debole, si sente vecchio, ha 82 anni, mi fa tenerezza. Gli parlo della partita dell’Italia, si ditrae, chiacchiera volentieri. All’arrivo, troviamo P. ritto sul marciapiede, ci aspettava, sono le 23,30. Si abbracciano, due lacrime ognuno. -Perché sei quí fuori, con il vento che c’é?   -Aspettavo mio fratello. Ho detto tutto.

Film carinissimo, ottimi attori, storia fantasiosa con un finale americano. Bella serata.

Improvvisamente capisco. Con la progenie non riesco ad avere un buon rapporto, amen. Possiamo fare discorsi superficiali, parlare del tempo, di terze persone, restare sul generico, guai a fare domande personali. Muta a cieca, ecco come vorrebbero fossi. É come se fossimo personaggi che si incontrano alla sala d’attesa della stazione. Ne prendo atto, mi interesseró solo dei fatti miei, penseró a stare bene con mio marito e stop. Se la progenie ha dei problemi, che se li risolva, non ne voglio sapere. Tanto, il piú delle volte contano balle o non dicono mai tutto, ti angosciano con lavoro, amicizie, ecc., sempre tacendo cose essenziali per comprendere appieno. Se vorranno passare a salutarmi, mi fará piacere, ma a parte parlare del tempo, di libri, programmi tv, e restare per poco, non mi aspetto altro. Le sale d’attesa sono luoghi di breve transito e sono sempre aperte.

Che delusione. Non mi aspettavo molto, ma vedere Diane Keaton nel ruolo della stupidina nervosa e schizzata, non mi é piaciuto. É una donna di 71 anni, diamine, datele un ruolo dignitoso. Son finiti i tempi di Woody Allen, ora merita parti consistenti, di spessore, basta farle fare la scema nel filmetto commerciale. Molti fischi a chi l’ha scelta.

Complice una bella giornata, ho fatto il cambio degli armadi e ogni volta mi chiedo: come ho fatto a comprare sta roba? Cose che non ho mai messo e non metteró mai, acquistate in un momento di follia. Molte cose, vecchie di anni, non le metto piú, le tenevo per affetto. Compresi 2 golfini di mia mamma, ormai vecchi di 20 anni. Ho scovato, invece, 2 magliette che cercavo da tempo e non vedevo piü, finite sotto ad un cumulo di panni obsoleti. Con soddisfazione, ho riempito un sacco condominiale, anche se mi resta roba ancora per un esercito…affronteró l’inverno leggera, ho molto piú che l’essenziale. In primavera sfronderó ancora, ho troppa roba. Ora non mi resta che fare lo sbarazzo nella mente, piú complicato, ma voglio posto per sentimenti nuovi e sensazioni fresche. All’opera!

Mi accoglie con questa tremenda domanda. Devo pensarci un po’. Siamo donne che hanno passato mille battaglie,situazioni critiche, dolori, rancori , abbiamo sempre contato su noi stesse. In noi troviamo la forza per andare avanti, vivere al meglio, superare ostacoli e ostilitá. Per quanto tu abbia gente intorno che ti consiglia, le decisioni finali le prendiamo a tu per tu con la nostra anima. Abbiamo risorse inaspettate, cervello da vendere, cuore troppo grande, energia da buttare. Sembriamo a terra, stanche, deluse, scoraggiate, invece stiamo giá risorgendo a rinnovato vigore. La consolazione é avere molta razionalitâ, buoni sentimenti, qualche amico inossidabile, una buona salute. E chi ci ammazza a noi?

Ho bisogno di tende invernali da esterno. Finalmente trovo la stoffa, mi reco alla sartoria cinese. La ragazza che mi accoglie, parla uno stentato italiano, le spiego,con ausilio di disegni precedentemente preparati, cosa desidero. Non capisce tanto, chiama un uomo piccolino ed anziano, che parla solo cinese. Guarda la stoffa, i disegni, mi indica alcuni dettagli da chiarire, pare abbia capito. Si paga in anticipo. Confabulano, litigano( forse), arrivano alla cifra dovuta. Saldo il mio debito e sono curiosa di vedere, giovedí, il risultato….vi faró sapere.

Non puoi fare tutto con tutte. C’é l’amica con cui apri il tuo cuore, senza difese, quella con cui vai al concerto, quella che é sempre pronta ad accompagnarti dappertutto, quella con cui hai diviso l’infanzia, quella che non vedi mai ma ti é nel cuore come una sorella, quella intuitiva, basta guardarsi e capisce tutto di te, quella che ti stimola, curiosa ed intelligente, quella che dispensa perle di saggezza,quella che sai che c’é, quella che é ” consigliori”, quella saggia che ti riporta con i piedi per terra, quella che si preoccupa per te e ti tiene nel suo cuore, quella con la valigia in mano, quella con la forchetta in mano, quella con il coltello in mano, quella con il martello in mano, quella con un fiore in mano. A tutte queste mie amiche io dico: grazie di esistere.