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Riprendiamo la tradizione del Natale argentino. Con le zie ci siamo riunite, dopo un burrascoso periodo e grazie ad una ereditá, così che si ripetono le tradizioni estive. Domenica gita a Mondoví, per acquistare il panettone fresco, nella migliore pasticceria del luogo. Ferragosto con pranzo Natalizio, rivisitato, ma con immancabili agnolotti Baracco e zabaglione delle 12 uova di Giovanni. Per l’occasione abbiamo steso un Moet& Chandon ghiacciatissimo e delizioso, ci siamo scambiate gli auguri con brindisi e bollicine. Tradizioni che ci appartengono e ci uniscono in fratellanza: evviva noi. 

 

Domani alle 03.00, partiamo per Malpensa: l’infanta parte per la strana vacanza. Strana perché ha sostituito un componente del gruppetto , forzatamente, per fare un piacere ad una amica. Ha bisogno di staccare, di relax, di divertimento, ma nella settimana di Ferragosto troverá anche disagi, affollamenti, confusione. Invece le vacanze devono essere relax, oasi mentali di pace, staccare la spina, riposo. I giovani d’oggi vivono a mille, non concepiscono questi concetti, conta solo divertirsi. Sará come sará, mi importa solo che torni sana e salva, per il resto, veda lei.

Sono 20 anni che mi hai lasciata. Malamente, improvvisamente, per colpa di errori altrui. Eri in piena forma, stavi benissimo, uscite dal cancello per andare in ospedale hai detto:” chissá se rivedró ancora tutto questo..” E io ho pensato ad una scaramanzia, non certo un presagio. Senza te siamo stati disperati, con un dolore grande che ha annientato papá, ha rotto il mio cuore in miliardi di pezzi, ha messo in crisi il nostro mondo. Faticosamente siamo sopravvissuti, non papá, morto con te in quello stesso momento, vagando tra i ricordi ancora per 8 mesi, con la sola speranza di raggiungerti. In questi vent’anni é capitato di tutto, cose belle e cose che per fortuna ti sono state risparmiate, é cambiato il mondo in generale. Vorrei avere la tua forza e la tua saggezza, non sempre sono all’altezza delle situazioni che vivo. Combatto, mi stremo, mi arrabbio, mi dispero e sempre penso a cosa avresti fatto o detto tu. Non ti lascio andare, non lo faró mai, ti invoco nelle difficoltá e ti penso nella gioia. Restami accanto, sempre. Grazie.

Nella settimana piú calda dell’anno, per me é tempo di Natale. Ho gia addobbato la casa, le ghirlande sono pronte, andiamo a prendere il panettone a Mondoví( anche se lo vendono al Bennet…), gli inviti sono stati diramati. Mi resta solo da perfezionare il menù e poi si iniziano i festeggiamenti, sotto l’occhio accondiscentente di maritino e il sostegno dell’infanta. Con le zie, siamo giá eccitatissime, faremo il punto davanti ad una coppa di champagne a metá settimana. Forse dovró prendere dei regalini, o forse no: il regalo piú grande l’ho giá quí con me, é l’aver trovato amiche un po’ folli e geniali che mi accompagnano nella vita. Comunque un regalo inaspettato me lo meriterei in ogni caso.

Momenti che valgono una vita.

Lo so, mi conosco. Non cedo, tengo la schiena dritta, dico in faccia il mio pensiero, non sono da intrallazzi gotici. Essere diretti , oggi, é un difetto. Meglio la falsitá, i convenevoli, si va avanti cosí. Peró sono capace di farmi da parte, non scocciare, rendermi invisibile, eppure ancora sono un problema. Forse é piú comodo darmi addosso, tanto ho spalle larghe e so difendermi, che riconoscere la propria piccolezza. Se sono un macigno cosí grande, non so che fare. Mi sento come uno scoglio sferzato dalle onde violente del mare: lo erodono poco a poco, ma ci vorranno millenni.

Non voglio piú sperare. Non credo di dover piú sperare.

Questo é quanto scrive la mia cara cugina, donna volitiva e positiva. Sembrerebbe che la vita abbia piegato anche lei, so che non é  cosí. In realtá credo fermamente che la presa di coscienza della realtá ti apra gli occhi, ti faccia abbandonare le illusioni. C’é bisogno di concretezza, di vivere agganciati al mondo, portare avanti progetti personali anche difficili e scomodi, senza immaginare qualcosa che hai perduto o forse mai avuto. É molto bello sognare, lo facciamo tutti, per sconfiggere dolore e delusioni, ma é poco utile. Lasciamo comunque aperta la porta alla speranza, non si sa mai, la vita sorprende sempre e dobbiamo essere pronti, con il cuore accogliente.

Bella serata, grazie a chi c’é stato, ai nostri ospiti, all’organizzazione, ai balli, all’allegria. Sono tanti 60, ma c’é chi non ci arriva, o ci arriva malamente. Noi siamo gente di cuore, energia, combattenti indomiti, e ce la godiamo ancora, per nostra fortuna. Evviva noi. 

 

Sono astemia, piú o meno. Mi concedo un whisky dopo cena e ogni tanto le bollicine. Ma ieri sera mi sarei scolata una botte di Pommery  Sur Glace, la cosa migliore che io abbia bevuto. Accompagnato da gustosi stuzzichini, che ho replicato più volte , e speciale compagnia. Una serata perfetta.

 

https://youtu.be/PfWRgctK00AMentre guardiamo Techetecheté, mi sfiora la mano e dice:” la miglior canzone che hanno scritto. Perfetta per noi”.  Eh, giá, mi ha sorpreso.