Archivi per il mese di: gennaio, 2015

Vado alla solita rivendita religiosa per comprarle: chiusa. Ma come? Senza un cartello,un avviso,nienteTelefono al Parroco: mi assicura di averna in quantitá,me le rivende lui. Oggi parto sparata alla volta della Parrocchia: oh, sí,le candele ci sono,ma sono tutte bianche. Noi siamo abituati ad avere quelle azzurre,con la Madonna disegnata sopra. ” hai solo delle storie,io in Parrocchia distribuisco queste,vanno benissimo. Una volta benedette,sono come le altre”. Incasso,ne prendo 30 ,gabolo cosa fare. Compro nastro azzurro e cartoncino. Coinvolgo una riluttante figlia,dalla sorprendente manualitá( avevo visto che mirabili plastici aveva manufatto per laurearsi in Design), e abbelliamo le candele con fiocchetto e paracera. Sembrano un po’alle fiaccole della marcia della pace,ma di meglio non ci é venuto. Domani saranno benedette e distribuite. Io, vigliaccamente, non andró a Messa: non voglio sentire i commentacci che faranno. Per espiazione,passeró il pomeriggio all’hospice, tenendo compagnia a E. e a sua moglie: credo di scontare la mia colpa,con gli interessi. Un cuore dolente e triste vince su tutto

Sarà domenica: distribuzione candele e benedizione della gola. Ma a noi mancano le candele! Mi reco al negozio di articoli liturgici per comprarle: chiuso. Senza un cartello,una spiegazione,senza sapere per quanto. Telefono al Parroco,per fortuna lui ne ha molte,me ne vnderá una ventina. Speriamo vada tutto bene. Mi accorgo di essere l’unica ad aver pensato a questa cosa: né le priore,né la perpetua si sono preoccupate di controllare che ci fossero i ceri. Ricordo,da bambina,impossibile mancare alla benedizione di San Biagio,ti preservava dalla tonsillite tutto l’anno. E il tempo della Candelora ti diceva se eri fuori o dentro l’inverno. Tutte tradizioni che si stanno perdendo. Un po’mi dispiace,ma tutto cambia,bisogna adeguarsi.

Mi sa che é iniziato. Lo ricoverano domani,nessuna speranza. L’attesa del momento fatale é ormai molto vicina,inevitabile. Serve ancora resistere,lottare,sperare? Mi sento solo di confortare,alleviare,soccorrere, con grande fatica e il cuore pesantissimo. A da passá a nuttata……

Al San Luigi di Orbassano,a cercare una speranza,un appiglio,una strada da percorrere,anche se la rassegnazione si fa spazio sempre piú. Medico ostile, scazzato, di poche parole e zero conforto. ” non ci sono terapie da proporre, quelle che indicate voi non le faremo mai. Aspettate il decorso infausto” . Macigni sul cuore, sbigottimento di una veritá che giá si sapeva,ma si continuava a negare, alimentando un barlume di speranza.
Difficile proseguire, tutte le porte sono chiuse, sbarrate, nessuno disposto, nemmeno in compassionevole, a proseguire una qualsivoglia cura. Restano solo le cure palliativa,per fortuna. E aspettiamo la fine, massacrati nel corpo e nell’anima.
Caro E., morirai per la fibra killer d’amianto, ma ti hanno ucciso anche la burocrazia e l’ostilitá di una classe medica miope, che fa quadrato nascondendosi dietro ad una legge superata, che non vuole ammettere che una cura esiste,anche se sperimentale, negandoti la possibilitá di una cura validata sul campo. Sgomento infinito.

L’ultima domenica del mese vado a Messa,perché c’é il nostro Parroco che officia. Mi siedo vicino a V., convenevoli,ecc.ecc., poi mi indica sua figlia,mia grande amica:” povera la mia F.! La vedi? Prende in braccio il bimbo di L., lei adora i bambini e non le é permesso di vedere le sue nipoti…..ma come si fa? E pensare che mio nipote é un bravo ragazzo,affezionato a noi,quando viene, al sabato,mi abbraccia e mi bacia…..io non gli dico piú niente, sai, con sua moglie non voglio che bisticci, peró soffriamo tanto!” . Cerco di dirle due pirlate per distrarla un po’, conosco bene il loro dolore, raccolgo spesso gli sfoghi di F. Poi:” e tu come fai? Tuo figlio ha giá dei bambini? “. Eccola la stilettata! ” Non ne ho idea,puó darsi che ne abbia 2 o 3, per quel che ne so” .
E poi é iniziata la Messa.

Quando é mancato,12 anni fa, sono rimasta rattristata. Se ne andava un mito, un’icona, con quella sua aria allegra, un po’ mascalzona, ma raffinatissima e di classe. Il mio Presidente, con la Juve nel D N A, fattivo, critico, generoso, equilibrato. Non ci ho pensato su,ho preso carta e penna e ho mandato le mie condoglianze alla famiglia, per affetto verso una persona speciale. Dopo nemmeno un mese, mi é arrivato il ricordino, con una sua bella foto mentre gioca con il cane. Sono rimasta sorpresa,stupita,ma poi ho pensato:” che classe!”.

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Si chiama come un dolce, sulla sessantina, sembra arruffata,quasi sospesa in questo reparto. Ci riceve a tardo pomeriggio, sa giá perché siamo lí, famigliari e amici di soggetti colpiti dal killer amianto. Quanti, come noi, saranno passati da quello studio, quanti le avranno raccontato di dolore e disperazione, eppure sembra che siamo gli unici a farla partecipe di un dramma comune a tutta la cittá. Ascolta attenta, controlla cartelle,tac, esami, senza giri di parole espone un quadro gravissimo, terminale. Con pazienza si lascia rovesciare addosso la rabbia e l’impotenza dei figli di E., lo sfogo accorato e il dibattersi in percorsi burocratici avvilenti, sia per il paziente che per la sua famiglia. Competente, individua i nodi della questione, a domanda risponde con sinceritá e sinteticamente, offre strade percorribili, supporti assistenziali e psicologici,di tutto e di piú, una manna per chi é malato e soffre. Giá domani mattina sará attiva un’unitá di cura palliativa, che seguirá e curerá E., lo monitorerá e fará il necessario. Usciamo sollevati,come se ci avessero tolto un masso dal cuore: pur essendo in una situazione disperata, avere persone cosí al fianco,rende il percorso un po’ meno accidentato. Dire grazie sará sempre troppo poco.

Mi attira sempre la Archibugi. Non sapevo che era tratto da un lavoro teatrale francese e altri dettagli,le mie amiche internaute mi hanno informato sul campo,io scelgo i film a istinto. Gradevole lavoro,con attori di mestiere,ma non ingessati,sembravano molto spontanei. Traversie famigliari e di amicizia,con lieto fine di rigore. Ma sí,si puó vedere,in giro non c’é molto di meglio.

Seratona al Le Roi di Torino. Non ci ero mai stata,mi ha conquistata. Splendida architettura anni 50, su progetto di Molino,mosaici e specchi senza limiti e illuminazione evolutiva per quegli anni. Un vero innovatore del design. Andiamo,con Miogianni e la Prof e Lamiadani,per sentire Drupi,cantante anni 70 ,di cui conosciamo tutta la discografia. Ma la differenza l’ha fatta il pubblico: eravamo piombati sul set della Dolce Vita. Madame torinesi,imbattibili da sempre e per sempre in fatto di eleganza e sobrietá,con abiti da mezza sera,che non vedevo piú se non nei film,tacco 7 cm,né troppo alto né troppo scomodo,su scarpe raffinate e lucide. Uomini con. ” la vistimenta” o almeno con la giacca,fazzoletto bianco nel taschino,cravatta sobria,scarpe morbide e con i lacci. Non capivo se ero ad un matrimonio,ad un ricevimento o cosa……vederli ballare é stato un colpo di fulmine: misurati,aggraziati,composti,eleganti,un mondo che oggi non esiste piú. E poi bisognava vedere quanta gente c’era! Ho provato ad immaginare cosa fossero nella vita reale: bhé ,molti saranno stati pensionati( etá media dai 40 in su), professionisti,quadri fiat,impiegati statali,il classico ceto medio,dignitoso e con voglia di divertirsi senza caciara. Che spettacolo. Lamiadani,che era andata a prenotare lunedí pomeriggio,ha detto che,anche a quell’ora,il locale era pieno di gente che ballava.
Il concerto di Drupi é stato bellissimo,ho cantato,con i miei sodali amici,tutte le canzoni,abbiamo giá fissato prossimamente per Fausto Leali e per Torino Beat, e vi diró una cosa che mai avrei pensato di dire: vorrei vivere a Torino solo per andare al Le Roi. W la vita.

Andiamo con le zie a vedere uno spettacolo musicale sugli anni 70-80. Conosco la compagnia: i Carovana di Trivero,spettacolari. Le sapevamo tutte,le canzoni,le abbiamo cantate tutte,abbiamo riso agli sketch ,fino alle lacrime. Io sono completamente afona,oggi. Mi sono divertita tantissimo,una serata speciale . Credo che sia stato il modo migliore per festeggiare il mio compleanno. Sabato 31 ,a Borgomanero,porteró il mio consorte a vederli,anche se é un altro spettacolo,penso che meriti e so che passeremo una bella serata.
Ci voleva,per iniziare l’anno,un po’ di buonumore.