Archivi per il mese di: settembre, 2013

Aspetto che arrivi da Roma:,in auto,posteggio fronte stazione. Un via vai sostenuto di gente,molti studenti,sono terminati i corsi pomeridiani. É straordinario osservare la gente,immagini i loro vissuti,dái giudizi,mi mettono allegria. Ho notato diverse cose.1) Le ragazze sono molto curate,buona percentuale di visi carini,molte in forma o comunque taglia 44 al massimo,vestite coloratissime,paperine e stivaletti a iosa,piú maleducate perché fumano e buttano le cicche per terra.2) ragazzi tremendi. Quasi tutti grassi,anche se alti. Cappellino da basket al contrario che nemmeno piú i tamarri…vestiti con jeans e felpe orribili. Solo per le scarpe sportive dimostrano un certo gusto,un’attenzione particolare. In generale sorridenti,caciaroni,molto camerateschi,allegri,non se la tirano per niente. 3) gli anziani. A coppie,si sostengono,spaesati e un po’ preoccupati di dover fendere la moltitudine studentesca. Abiti fuori stagione: ci sono 23 gradi e hanno maglioni da Alaska.4) impiegati. Standard,grisaglia,tailleur,borsa portacomputer,li sgami subito. Poi arriva il treno da Milano……fighetti etnici,tacco 10 come minimo,false Vuitton damier,un universo parallelo che si riversa in provincia e poi sciama in piazza e si confonde con i locali. Varia umanitá.

Non mi piace discutere,piuttosto giro i tacchi e me ne vado. Accadde cosí anche con la strana coppia: alla morte del mio piú caro amico,quasi mio fratello ,si sono permessi,soprattutto lui ,di mandarmi un biglietto. Dovevano essere,credo,condoglianze,invece risultava piuttosto offensiva la frase” se fossi meno arrogante,non piangeresti,ma gioiresti perché lui,ora,é nella pace di Dio”. Da allora li ho cancellati dalla mia esistenza,senza una parola. Credevo avessero capito che era meglio girarmi al largo. Qualche tentativo di dialogo,devo dire,lo hanno fatto,io mi sono limitata alla buona educazione senza offrire spunti di avvicinamento. Ora siamo in piena emergenza con la vecchia chiesa,io sono amministratrice parrocchiale,diverse riunioni con il canonico per arrivare ad una qualche conclusione. Nell’ultima,loro ed il loro gruppo,hanno tenuto un atteggiamento aggressivo con il povero prete di 80 anni,per caritâ,niente di sbagliato,se non il modo. Mi sono sentita a disagio,mi ha fatto pena il don,unico sacerdote che si é attivato per cercare di risolvere la situazione,mi sono chiamata fuori. In tutti questi anni mi sono spesa abbastanza per il mio territorio,credo in modo civile,rimboccandomi le maniche,ora non ne ho piú voglia . Non solo,non voglio nemmeno affiancare le battaglie degli altri,che non condivido pienamente. Tutto questo prologo per dire: ieri sera,a cena con amici,la mia sodale socia riceve un sms. Lui,la metá della strana coppia,vuole inontrarci. Cosí,senza niente altro. Ma io so il perché: é come Balilla,tira il sasso e nasconde la mano. Ha bisogno di due mastini per l’incontro di martedí con la Curia. Caro ragazzo,é giunta l’ora che ci metta tu la faccia,questa volta!

Arrivano cosí,dal nulla,riconoscimenti per cose normalissime che hai fatto. Non sono un eroe,cerco di vivere bene,aiuto se posso,mi rendo disponibile se capita,non sono Sai Baba. Il mio comportamento é lineare con le mie idee e il mio sentire,non stravolgo il mio essere per niente al mondo. E capita che,facendo una cosa per niente straordinaria,che veniva dal cuore e dall’affetto,sia stata giudicata come una benedizione. Non mi piace che parlino di me come una persona speciale,perchë non la sono. Se agisco spontaneamente é perché é nella mia indole. Ora sono imbarazzatissima e ,se capiterá ancora,mi tratterró,mortificando quella parte di me stessa che salta sempre fuori nei momenti di emergenza.

Che sia il mio giorno fortunato? Pare che tutto vada per il verso giusto: figlia felice,marito contento,cane allegro,gatti affettuosi….e poi buone notizie sul fronte malattia e legale. Che stato di grazia! Avevo sempre un’amarezza di fondo,come un piccolo grumo in fondo all’anima: oggi no. E non é che sia cambiato qualcosa da ieri,ma va cosí. Non mi resta che ringraziare con un inchino la buona sorte ,e pregarla di restare ancora un po’ con me.

Non riesco piú a leggere i miei blog preferiti. Aspetto che torni figlia competente,nel frattempo,vi stellino idealmente…….

Perché ha vinto il Leone di Venezia? Perché ne doveva vincere 10! Documentario di stile pasoliniano,amaro il giusto,tristemente sottile,ironico,vero,bizzarro,ti colpisce alla coscienza. Finalmente ti fa pensare che la tua vita,cosí normale,é un privilegio. 10 e lode non basta ancora.

Ieri,a Milano,esausta per il caldo,vado a sedermi nel mio posto preferito: Loggia dei Mercanti. É un cortile di influenza veneziana,una vera oasi in centro cittá,silenziosa,rilassante. Non avevo mai notato che dall’altra parte della via c’era la camera di commercio( solo io!). Un viavai tremendo mi fa capire che é in corso un evento legato alla moda: inizio ad osservare. I valletti della situazione sono giovani sui 20 anni,etero,bellocci ma non eccessivamente palestrati,un po’ coatti,il giusto,gentili e sorridenti. I fotografi sono di varia umanitá,tutti con trolley gigante pieno di attrezzature,non guardano nessuno,esibiscono il pass e spariscono dentro. Le giornaliste sono le piú comiche: donne che non si rassegnano al tempo e per essere fashion sfiorano il ridicolo. Le modelle sono in gran parte dell’est,altissime,magrissime,bellissime. Poi c’é il catering: finalmente! Gente normalissima,che lavora sodo,traporta pesi incredibile,maneggia ceste di bicchieri con attenzione,fa battute e ridacchia mentre muove le mani. Incredibile come,osservando un lavoro manuale,tutto torna a posto. Certo,i mestieri d’elite e stravaganti li abbiamo sognati tutti,ma il lavoro che implica fisicitá resta il mio preferito,sempre.

In attesa di una telefonata per definire una terapia,in attesa che dimettano un amico dall’ospedale,in attesa che la mia amica mi dica quando la vedrá il neurologo,in attesa di fare i bagagli per Roma,in attesa di partire per Andora,in attesa dei biglietti per Milano,in attesa di……Insomma,vorrei meno impegni e piú relax,invece mi prende l’ansia per 1000 cose in sospeso che devono concretizzarsi. Dicono che sfruttiamo solo il 30/100 del nostro cervello: mi illudo che il mio 70/100 non sfruttato,andrebbe a confluire su gioia,serenitá,pensieri leggeri. So che invece ,se lo sfruttassi,mi porterebbe ad ancor piú gravosi impegni. Lasciamo pure le cose cosí.

Amo e amavo ballare,una cosa che mi piace un casino! Ricordo che,con F.,andavamo in un locale dove suonavano il liscio,sulla strada per Moncalvo. C’era sempre tantissima gente,trovavi un cavaliere di sicuro e ballavi tutta la sera. Era divertente,e si poteva fare,negli ultimi anni 70. Poi,fidanzandomi con il palo dello stilita,ciao. Mi portava in discoteca,ma lui se ne stava seduto o a parlare con gli amici,io fremevo,il nervoso nelle gambe. Poi i figli,e ora l’artrosi. Dico sempre che per la pensione ,quando ci arriverá,gli regaleró un corso di ballo,sapendo che non lo faró. Mi dispiace non aver coltivato questa mia passione,mi sono adagiata e adeguata a lui,non era giusto. Resta il fatto che una donna,sposata,non puó lanciarsi nelle danze con uno sconosciuto senza sollevare critiche. I mariti delle amiche ti invitano per un giro,poi tornano con le loro partners,tu ti senti di far pena….é andata cosí,potevo essere una Rossella Brescia.

L’ho mangiato a Milano,sui Navigli. Sapore accattivante,amore fulmineo. Ogni tanto,ne compro al supermercato,lo propongo a cena,ma quel sapore resta un miraggio. Tutto ció porta al fatto che per definire un uomo belloccio,gli si dá del ” gnocco”. Non ce ne sono molti in circolazione,a mio parere. Ma io ho gusti difficili,e poi una certa etâ….Quasi sempre sono piú giovani di me, seppure mi proponessi,sai che risate si farebbero! E poi,propormi? Ma son diventata matta? Con un partner piú giovane,c’é da lavorare,impegnarsi,apparire. Non ne avrei piú voglia. Sono appagata dall’attuale situazione,una tranquilla routine,una minima vigilanza perché non mi si rubi il marito,molta complicitá e amicizia vera. Perché é vero che invecchiando,l’affetto profondo sostituisce la passione. Ci si sente legati dal tempo trascorso insieme,dalle battaglie combattute,dalle soddisfazioni e dalle amarezze,dall’intesa che si é creata. Cosí,ai gnocchi,preferisco la minestra in brodo: é piú calda e nutre stomaco e mente.