Archivi per il mese di: febbraio, 2012

Nella seconda Guerra Mondiale,la mia nonna materna,Ines,con i suoi figli,era andata ad abitare a Rolasco,suo paese di origine,presso una sorella,Maria,anche lei vedova con due figli. Si aiutavano reciprocamente nella conduzione di una piccola osteria,mentre i figli continuavano gli studi nella vicina città. Verso la fine della guerra,il figlio maggiore di Maria,Virgilio,fu catturato dai Tedeschi,perchè retinente alla leva,messo su un treno diretto in Germania,verso un campo di concentramento.Si immagini lo sgomento della famiglia: le due sorelle,sole contro il nemico,bussavano a tutte le porte,non ottenendo nemmeno udienza. Un religioso,a suo rischio,fece incontrare brevemente madre e figlio,per un addio struggente. Il treno partì,portando via un giovane ai suoi affetti. La tristezza era immensa in tutto il paese e tra i suoi cari. Le due donne,minute di fisico ma con grande forza morale e immensa fede,fecero voto alla Madonna di Oropa,che distava 80 km da casa,di percorrere apiedi la strada per il Santuario Mariano se Virgilio fosse ritornato sano e salvo.Passarono tre lunghi anni,le speranze e i rosari si sprecavano,nessuna notizia. Un mattino,quasi all’alba,bussano alla porta: era il giovane uomo,magrissimo e irriconoscibile,che rocolambolescamente,era tornato. Grandi feste,felicità,ma due giorni dopo,mamma e zia chiusero l’osteria e si incamminarono verso Oropa.Raggiunsero il Santuario in tre giorni,dormendo nei fienili,mangiando se capitava,sempre pregando la Madonna per la grazia ricevuta.
Anche Rossella sarà libera,festeggeremo,io personalmente reciterò un’Ave Maria alla Madonna di Oropa.

Le scade la patente a metà marzo,non vuole rinnovarla,per pigrizia e per paura. Quando invecchi,tutto sembra difficile,al di fuori di ogni portata. Suo marito le ha fatto presente che,vivendo fuori città,anziani senza figli,bisogna assolutamente essere indipendenti. Ma lei dura,non sente ragione. Così lui si appella a me,la risolutrice,per farla ragionare. L’impresa è veramente difficile,lei é un mulo,se si fissa su una cosa,neppure il Padreterno… Le faccio tutto il pistolotto ragionato,argomento con razionalità,zero,non si smuove. Allora gioco la carta Amicizia,alle qule non può rifiutare:”fallo per me,se avessi bisogno,non puoi nemmeno venire ad aiutarmi. Ricordi quando mi hanno ricoverata? Per fortuna sei venuta subito,con la tua auto,altrimenti ero sola come un cane.” questo l’ha convinta,in teoria. Prenota la visita medica per il rinnovo,ma:”comunque non guido,se non per gravi motivi”. Ci risiamo….”domani andiamo a trovare V. Così guidi tu e io sto a fianco. Mi fido,vedrai che avventura,ho bisogno di ridere per tirarmi su di morale”. A voi tutti,spero di dirvi solo arrivederci,se ce la caviamo senza incidenti,torneremo a scriverci.

La dannazione delle donne sono le scarpe. Tutte le amiamo,quelle che ci fanno belle sono,in genere,scomodissime. Le mie sono “da suora”: basse,pianta larga,sfondate,anche quelle sportive sono fuori moda in tutto. Ma il mio primo desiderio è camminarci comoda,perciò me ne frego. Dovendo presenziare ad alcuni eventi importanti,ne ho prese decolletè,mezzo tacco: un incubo,malissimo ai piedi. Mi riprometto di metterle per casa,per farci il piede,poi ricordo il dolore e non lo faccio. Mia figlia,al contrario,adora i tacchi,ne ha di ogni altezza,cammina spedita su altezze notevoli,la ammiro. A volte,se è stanca o malinconica o”non è serata”, si veste glamour,tutta fighetta,monta sui trampoli e poi:”vero che starebbero bene gli anfibi?”. Io,esperta podologa,le dò l’ ok,li infila esaltata ed esce felice. Quasi sempre è la scelta migliore: la felicità viene dal basso.

Recentemente,mi è stato detto che io ho solo amiche pazze. Me ne sono risentita,primo perchè,scusate,faccio amicizia con chi mi pare,secondo,io non mi permetto di scannerizzare le amicizie altrui . Questa cosa,oltre tutto,mi è stata rimarcata da due che considero miei amici da una vita,mi è dispiaciuto sentirmi giudicata proprio da loro,che consideravo fratelli. A parte ciò,forse le mie amiche possono essere considerate persone fuori dagli schemi. Si badi bene che io non ricerco particolarità nella gente,mi sento attratta da soggetti in cui vedo il buono dentro. Non mi importa il ceto,l’etá,il lavoro, il sesso,se scopro che il cuore è grande,continuo la conoscenza,altrimenti taglio corto. Sono molto istintiva,se mi vai a genio,ti darò anche l’ultimo boccone di pane rimastomi. Così,per farvi capire,riassumerò un campionario delle mie sodali,non giudicatemi anche voi. Amo alla follia M. Cartomante e parrucchiera,con cui rido di gusto quando mi racconta la sua vita passata e presente,a volte futura. Con E.mi devo sciroppare storie di Madonne e clero,ma la sua schiettezza é determinante per darmi visioni chiarificatrici.O. mi delizia con graffianti battute,senza morale ma con grande senso di giustizia.G.é più pacata,ragionatrice,ha storie contorte alle spalle e in corso,non chiede aiuto ma lo accetta.A.è in miseria sempre,difficoltà,urla come una scimmia ma mi vuole bene veramente.P. é depressa,mi chiama spesso per solitudine,si farebbe in quattro se ne avessi bisogno.A.è in crisi sempre,intelligente,colta,con lei non mi annoio mai.G.mi è sempre stata accanto,anche se non ci vediamo spesso,quando capita ti accorgi che il filo non si è mai interrotto. Potrei continuare ancora e ancora,di amiche ne ho tante,come si piò capire,saranno come saranno,a me sta bene così,le adoro tutte,mi fanno stare bene e so che ci sono se ho bisogno.

Ogni volta che andrò al cinema,postrò i miei commenti sul film visto.”Quasi amici” ,film francese di grande delicatezza. Argomento duro ,
umanissimo,trattato con ironia e serietà,senza pietismo. Buona ironia,attori perfetti,recitazione ottima,consigliato assolutamente.

La mia famiglia antica era di contadini. Vivevano coi frutti della terra,dignitosamente e faticosamente. la terra di collina è arida,calcarea,dura,sfiancante. A parte la fatica del dissodarla,il continuo sù e giù del terreno,ti massacra gambe e piedi. Per questo,nelle vecchie foto,i miei avi erano tutti magrissimi. Ricordo mio nonno Albino,nella vigna,già vecchio,instancabile,senza orari,ignorando le stagioni,caldo o freddo,mai fermo. Una vitaccia.Mio padre l’avevano fatto studiare,perciò non ha piû coltivato i campi,proprio non se ne intendeva. Morto mio nonno,ha sradicato la vigna vicino a casa,livellato l’orto e ne ha fatto un enorme prato.Le altre terre,avuta occasione,le ha vendute tutte,manco più sapevamo dov’erano,il gerbido avanzava su tutti i possedimenti come i nostri,abbandonati. Io ho venduto le ultime terre della famiglia di mia madre,possiedo solo il grande prato vicino a casa. Un po’questo mi dispiace,anche se non avrei saputo coltivarle. Mi spiace non saper nemmeno più riconoscere quelle terre che erano nostre,ora inghiottite dal bosco,di mostrarle a mia figlia,peraltro affatto interessata a ciò,si perde un patrimonio di ricordi e fatica atavici. Ma il mondo va avanti,molti mi dicono di non guardare indietro,non so
se hanno ragione.

Da qualche anno non sono in sintonia con le scelte della giuria degli Oscar.Sono film che ,magari,funzionano per il mercato americano,da noi sono incomprensibili.Posso approvare i premi agli attori,ma in quanto ai registi e ai lungometraggi,ho serissimi dubbi.Ho visto “Paradiso amaro”,pluricandidato alle statuette,ne sono uscita annoiata a morte.Per poco non mi addormentavo,film lentissimo,Clooney per nulla convincente.Non penso affatto che in lingua originale,i dialoghi,salvino il lavoro.Le espressioni mimiche del dottorino di E.R. erano più in sintonia con una commediola comica che non con la tragicità del testo.Ancora una volta è dimostrato che i premi sono pilotati dalle major di Holliwood.Spero di rifarmi con i fratelli Taviani,i premi europei li comprendo di più.Se non basta,torno alla coppia Boldi – De Sica,anni fa mi facevano fare belle risate,credo esistano dvd da noleggiare,in qualche sopravvissuto negozio di provincia.

Si chiama M.,abita un paese dopo il mio,più o meno avrà la mia età. Verso sera arriva con il treno da T.,non tutte le sere,fa l’autostop,perchè in Vespa ora fa freddo,se lo incontro lo carico.Inizialmente ci davamo del lei,oggi siamo passati al tu. Abitava in città,bel lavoro,la crisi,costretto a vivere al paese con sua madre anziana. Le fa un po’da badante,anche se ogni tanto trova lavori saltuari nella grande città,dove è conosciuto e stimato.Da quel che ho capito,lavorava in un grande negozio di intimo e camiceria,faceva il vetrinista come doppio lavoro,era molto ricercato.Viveva benissimo,amici,divertimento,ora la noia assoluta,relegato con anziani. Però è un ragazzo che non si perde d’animo,ha ottimizzato la situazione. Si presta,per le amiche di sua madre,a fare piccoli lavoretti,spalare la neve,commissioni di vario genere,tiene compagnia a tutto il vicinato.Non è felice,si adatterebbe a tutto,per evadere,si sente frustrato. A me dispiace,è una persona buona,gentile,mite,non so come aiutarlo.Spero possano realizzarsi le sue speranze,vederlo sfrecciare in moto nel fine settimana,se lo meriterebbe.

A poche centinaia di metri da casa mia,scorre il Po.E’ un fiume bellissimo,argentato,a suo modo maestoso,carico di forza imprigionata.Me lo ricordo bene durante le due alluvioni subite:l’acqua aveva una forza erculea,ti strappava appigli e ricordi.Ma sono stati due episodi,come se si fosse arrabbiato molto solo quelle due volte.Per tutta la mia vita,l’ho visto ogni giorno,mi è caro come un parente,non posso immaginarmi lontano da lui.Se lo osservi ora,che aspetta il disgelo e poi la presa d’acqua per le risaie,ti sembra un serpente immobile,in attesa.Sinuoso,calmo,con mille riverberi di luce sotto il sole,a guardarlo ti dà forza e calma.Il rumore è sommesso,come se le sue acque cantassero un mantra,ti incantano.La bellezza di un fiume,la capisci poco a poco,frequentandolo,non dandolo per scontato,rispettando la sua natura,poi sarà un oasi a cui fermarti per raccogliere i pensieri.

Sono malata,ho mal di gola,non posso uscire. Che noia,immobile,bloccata,stiravo e ho preso qualcosa col ferro,una puzza di bruciato…ora ho tutte le finestre aperte e mi sono rifugiata in cucina fino a che scompaia questo odore. Sono sola,rifletto:sono l’ultima della mia famiglia,poi si estingueranno i R.,di noi,dei miei avi,si perderà memoria. Così,oggi,ho decio che devo scrivere la storia di famiglia,lo devo a me,a loro,a mia figlia. Non ho tutte la informazioni,solo i miei ricordi di bambina,non ho più a chi domandare,solo una vecchia zia,non sempre in ragione. Non fa niente,documenti ne troverò,a casa nostra si tiene tutto….questo è il mio scopo di vita per i prossimi mesi. Ora posso chiudere le finestre e riprendere a stirare.