Archivi per il mese di: novembre, 2015

Al telefono:” scusa,ti devo lasciare,è arrivato S. a prendere la capra che è  morta.”.” Ma da quanto avevi una capra? Non l’ho mai saputo..”.” Ê quella di Natale,che mettevo sul balcone.”

Per la cronaca,era una renna con le luci interne. Comincia cosí la mia giornata,poi altre 5 telefonate,sempre da lei, su argomenti vari,e,ore 11,30:”se leviamo le begonie sul peso..”.” Mettiamo un albero di Natale,che ci starebbe bene!”.” Ma la smetti di essere troppo avanti? Volevo appunto un’idea e tu giá dai la soluzione.”.” Lo sai che io risolvo le complicazioni….vestiti,sto andando a fare spesa,vediamo al Brico cosa troviamo.”

Partiamo,discutendo durante il. viaggio,concordiamo che albero ecologico é meglio: ce ne serve uno di almeno 2 mt,vero costa una fortuna….prendiamo palle e fili argentati.” Tienilo in auto fino a domani,se no la badante lo addobba subito e fa un casino”.” Ma scusa,non é  mica il suo,perchè dovrebbe fare una cosa simile?”.” Io la conosco….impazzisce per il Natale e io non so frenarla”.

Pranzo a ore 14, ma a ore 14,15:” perchè hai abbandonato il gruppo di wa del consiglio di…..?”.”perché è  un gruppo morto,più nessuno lo usa,mi riempie solo la memoria del cellulare.”.  Non contenta,messaggia a tutti i membri del gruppo per avere conferma e poi mi da ragione.

Ore 16:”avevamo delle statue gigantesche del presepe,le mettevano in chiesa negli anni 60. Tu sei la priora,dove sono andate a finire?”.” Le ha vendute don C.,non ci sono più, da 30 anni.”.” Bastardone”.” Senti,dammi tregua,non cercarmi piú fino a domani,buona notte”.

Ed é solo il primo lunedí di Avvento…..

Quattro settimane a Natale e la solita crisi. Maritino lavorerá,resteremmo solo io e figliola,la quale mi ha appena annunciato che preferirebbe fare un turno alla Charitas,quel giorno.Io lo so che per noi il Natale é un fastidio,non siamo usi ad invitare parenti o frequentarli. Che poi,io di parenti ho solo mia cugina,con figli e nipoti e consuoceri che le invadono casa,ma se anche non fosse,non mi andrebbe di fare il pranzo o il cenone con loro: sprizzano troppa felicità,mentre io sono nel solito rifugio antiatomico. Sulla famiglia della controparte,stendiamo un velo pietoso…la figliola non vuole andare dal fidanzato,perché” Natale si fa a casa!” Ma se questa casa é triste,perché vuoi starci? E poi,se vuoi andare alla Charitas…non mi sembra coerente. Bisognerebbe avere un coraggio che non ho più,alzare il telefono,invitare…..ma sono stanca,triste già in anticipo,vecchia. Lasciatemì cosí……

Aspetto i miei due protetti per portarli a fare l’ecodoppler,seduta in macchina davanti casa loro. Sono in anticipo,lo sguardo vaga e si posa su un balcone,secondo piano di una palazzina abitata in buona parte da immigrati,a giudicare dalle antenne paraboliche. Due bambini,fratello e sorella di forse 7/8 anni,alti quasi uguali,la femmina più piccola,che fanno dentro e fuori da casa,portando oggetti e tessuti,che piegano diligentemente,e ripongono in un armadietto metallico posto lí fuori. Ridono,scherzano,si aiutano,canticchiano canzoni dei cartoni animati,appena finito,il maschio prende una scopa,ramazza tutto il balcone e la sorellina lo aiuta con la paletta. Si siedono in terra,riscaldati dal sole ancora tiepido e leggono un libro. Si affaccia la mamma,con il velo, sorride loro e rientra. Siamo poi così diversi?  Cosa ci spaventa di loro? Forse la loro educazione,ma chi sbaglia cosa,adesso? Tante domande da farsi…..

Passata la prima prova dell’esame di stato: a sorpresa,non per me,é promossa. Domani la seconda prova,ma c’é un problema:” la prof mi ha seguito e mi ha detto che il mio twinset era meraviglioso! Accidenti,pensavo di metterlo anche domani,ma come faccio? E cosa mi metto? Sono rovinata.” . Giá,domani seconda prova,stessa commissione. E cuore di mamma parte a fare il giro dei negozi,lei deve studiare da matti. Con faccia tosta,entro,visiono,wastappo foto di maglie,completi,giacchette,e lei mi dice no,no,no,no e no. Allora decido di andare sul sicuro: vado dove abbiamo comprato il vestito di laurea,mi conoscono,sono cliente da quando avevo 14 anni,pure mia mamma era loro cliente. Spiego la situazione e Azzurra,la titolare,si presta,divertendosi,a fare la modella,indossando i capi scelti da me e farsi fotografare. Dopo 8 scelte e 8 no,troviamo il capo adatto. Domani passerella in grigio per la commissione esaminatrice,speriamo che apprezzino la mise e pure lo scritto,insomma speriamo in bene! Io la mia parte l’ho fatta.

” Lo sai mamma,se a 71 anni tiri sotto un ciclista,ti danno i domiciliari: tra poco potrai realizzare il tuo sogno”.

Mi vede come un killer stradale?

Quest’anno lavora il giorno di Natale. Mi dispiace e ancor di più spiace all’infanta,che arriverá da Gaeta per l’occasione. Lei ci tiene moltissimo al Natale, specie ora che siamo rimasti solo in tre. So che patisce e da anni sogna una festa di famiglia che non c’é. I miei cugini sono al mare,altri parenti non festeggiano per errate convinzioni,quindi…probabilmente andremo a pranzo con due amici messi male come noi,ma sará triste lo stesso. Da bambina,il Natale era una festa meravigliosa,con casa piena di gente e famigliari,pranzi e cene sontuose. Molto é cambiato,ci si deve adeguare. Fosse per me,non me ne importerebbe molto,mi dispiace per mia figlia. Non avrà un bel ricordo della sua giovinezza da legare alle festivitá. Quindi mi devo impegnare,rendere questa giornata importante e piacevole,farle sentire l’affetto e la serenitâ che merita.  Da stasera ,cervello in fermento: bisogno assoluto di idea strepitosa,eclatante,fattibile. Pensare che basterebbe le facessero una telefonata di auguri,un invito per un caffë…che rabbia. Porta una colpa che non ha, non posso farci niente. Buon Natale.

  • Tutti gli anni lo stesso problema: i ficus da ritirare e non sa dove metterli. Ha il pollice verde,anche troppo,pianta una foglia e si sviluppa una pianta. A me aveva già dato un ficus di 2 mt,che mi ha procurato non pochi disagi per il collocamento,e dopo  due stagioni  trascorse a casa mia l’ho rifilato alla moglie del mio muratore,amante delle piante. Quest’anno lo stesso dilemma,con aggravante che la pianta in questione è un albero enorme. Nessuno lo vuole,incarica me di trovargli un padrone. Contatto molti,poi trovo dove piazzarlo,ma come trasportarlo? Tra i miei contatti c’é un giovane agricoltore,con un pick- up,disposto a fare il trasferimento. Siamo in 4 per issarlo sul cassone,i rami strabordano per ogni dove…seguo il mezzo con la mia auto,come se fosse una trebbiatrice. Arrivati,lo tiriamo giú,tra lo stupore del ricevente,che credeva fosse molto piú piccolo….. Lo collochiamo,ancorandolo con due corde al muro,per paura che cada. Non so se vivrá a lungo questa pianta,andrebbe svasata subito e dubito verrá fatto,inoltre procura abbastanza fastidio e penso che un bel bicchiere di candeggina risolverá definitivamente ogni disagio.

Tornerai a casa,alla fanciullezza spensierata,in un micro mondo dove tutti ti accoglieranno con gioia e affetto,anzi,non vedono l’ora. È una decisione coraggiosissima e più che giusta. Va bene cambiare,ma non alla cieca: torni alle origini,che sono solide,belle da ricordare e da vivere adesso con una consapevolezza matura e ragionata. Sono passati gli anni da giramondo,le delusioni ti hanno scottato il cuore,ma ti sei rialzata forte e decisa. Prendi in mano le redini della vita e la indirizzi dove sempre è stato il cuore. È il momento giusto: figli grandi,lavoro organizzato,nuove prospettive che ti motivano ancora di più. La casa che sceglierai è il set di un film: Via col vento. Una casa coloniale che potrebbe trovarsi in Virginia o in Alabama,senza sfigurare. Ma tu ,per fortuna , non sei Rossella O’Hara! So che la renderai accogliente e calda,avvolgente,piena di serenitá. Conta su di me,moralmente e fisicamente. Sono la persona piú felice del mondo: la seconda,per etá,Venezia sta tornando a casa.

Lo sapete quanto costa una statua di Gesú bambino? Da 170 a 400 euro!trattasi di manufatti in legno,o pasta di legno,o vetroresina,provenienti dal Portogallo. La piú piccole sono di 35 cm,in crescendo fino a 50 cm. Ne abbiamo visionate una trentina,nessuna a portata delle nostre finanze,stavamo per gettare la spugna ,ma per non perdere la vendita,la vecchia commessa scafatissima ha trovato la soluzione. Giacevano in un angolo delle statue in gomma dura,un po’datate ma spaiate dal resto dei presepi,ce le propone. Esaminandole,troviamo il nostro soggetto: un 40 cm paffutello,ben colorato,con tanto di culla di giunco a corredo,prezzo abbordabile. Torniamo soddisfatte,missione compiuta.

Tutti a parlare della compostezza ,nel dolore, dei genitori di Valeria,morta al Bataclan. Io non concepisco questa freddezza questo distacco,no io no. Se fosse malauguratamente toccato a me,non sarei stata nemmeno lontanamente presentabile,non avrei parlato con i giornalisti,mi sarei disperata,annientata,non mi sarei lavata e pettinata per giorni,non avrei mangiato,e chissá quale altra cosa avrei fatto. Poi mi sarei incazzata,con il mondo,con il Governo,i Servizi Sagreti,Dio, Allha,Geova, Budda. E avrei comprato una pistola,grossa,precisa,avrei ritirato tutti i miei risparmi e sarei partita,portandomi piú vicina possibile alla Siria. E avrei fatto un macello,tanto non avrei avuto piü nulla da perdere.