Archivi per il mese di: giugno, 2017

Ti hanno trovato senza vita, nella tua bella casa…infarto, forse. Sei morto solo, ultimo di una famiglia giá segnata da grandi lutti. Eppure tu eri andato avanti, dribblando la sfiga, affermandoti in un mondo competitivo e falso. La tua attivitá si era espansa, avevi tanti progetti in cantiere,anche se qualcosa si era spezzato. Ti avevamo visto lasciarti andare, eccedere alla buona tavola, non essere piú curato come un tempo, avevamo forse sottovalutato i segnali. Meglio ricordarti bambino, le grandi giocate all’ombra del pino a casa di zio Remo, o giovanotto fighetto, calciatore, sempre affabile ed educatissimo, accompagnato a bellissime ragazze. Eri il principino di nonna Rita, il sostegno dei tuoi genitori, fino alla loro fine, non ti sei mai risparmiato. Adesso siete tutti insieme, Federica ti é venuta a prendere: quaggiú siamo piú poveri, ancora, perché un altro pezzo di Brusaschetto ha preso il volo.

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I parenti non si scelgono, si sa. A me é toccata la perfida cognata: tralascio  8 lustri di cattiverie, frecciatine, anello di nozze falso, negazione della laurea di mia figlia e altre amenitá…stasera, ci informa la puntuale suocera, che, siccome  la galattica cognata mi ha visto una volta e sa che altre volte sono andata a pranzo in un ristorantino a me tanto caro, non ha perso tempo a spiattellare in giro che suo fratello( non io, certo, meglio attaccare il consanguineo) deve guadagnare una barca di soldi se frequenta con assiduitá  quel locale. Quindi ne ha dedotto che il fratello preferisca sprecare cosí i suoi soldi piuttosto che pensare alla vecchiaia della vetusta genitrice. Ho le spalke larghe, ma anche le palle rotte. Ora ho la metto sotto con l’auto alla prima occasione o ,appena avró la sfiga di incontrarla, la caricheró con eleganza di contumelie. Nel frattempo, prenoto per questa settimana, un bel pranzetto per risollevarmi il morale.

Questa foto é meravigliosa,stupenda, ha mille chiavi di lettura e io, si sa, sono una grafomane. Innanzi tutto analizziamo i soggetti: il nuovo sindaco di Morano, Luca Ferrari e sua figlia. É commovente, nella sua immediatezza quel toccare con le manine una cosa nuova, un bel nastro colorato al collo del proprio padre. Quell’appropriarsi di un simbolo con il candore infantile: non sa certo cosa rappresenta quella fascia, e il peso che avrá sul suo papá e su tutta la famiglia. Perché  tante sono le responsabilitá e gli impegni che sottrarranno tempo ai figli, alla moglie; alle rinunce che si dovranno fare per quadrare gli impegni, dipanare le grane piccole e grandi che un Sindaco deve sobbarcarsi.  Quelle manine esprimono l’incanto e lo stupore, ma anche la curiositá per quello che sará, l’energia giovane che scorre nelle vene di entrambi. É il legame forte di una famiglia, come passarsi un testimone e accettarlo, dire: va bene, adesso tocca a me, domani forse sarai tu che porterai avanti le cose. É l’avvicinarsi alle istituzioni in maniera umile, semplice, con la voglia di imparare dai grandi, assorbire il buono che ci sará. É l’amore grande, il  far presente che papá sará un esempio, il solco in cui camminare, l’appiglio a cui aggrapparsi incondizionatamente.  Quelle manine sono la bussola per il mandato comunale, sono le mani di tutto il paese, pronte a sostenere e ad aiutare, con fiducia. Auguri Sindaco. 

 

Comunque sono sopravvissuta ad ospedali, pronto soccorso, controlli,corse, appuntamenti, disperazioni, marito svampito. In tutto questo caos, sono andata ad una conferenza di un ingeniere della NASA, ho potuto ammirare una pietra proveniente dalla Luna, mangiarmi un gelatino lungolago con le amiche. E poi fare da paciere, provare a far ragionare i facinorosi che si scannano per la politica, curare le rondini, confortare i depressi, cucinare alimenti per la dieta dell’infanta( come rimpiango il periodo vegetariano!), insomma, ordinaria follia del mio quotidiano. Oggi lunedí di tregua, pranzetto con amica, incontro con l’Avvocato, niente di speciale…ma domani si ricomincia, a 1000.

Comunque vada, mi ricorderó dove e cosa staró facendo domani sera. Cosí come mi ricordo le lacrime di mio papá e lo stupore sbigottito di mio nonno la sera dell’Heysell, con il tremore nella voce e le sigarette consumate davanti alla tele, con emozioni contrastanti e ragionamenti sani da contadini. Ricordo la rabbia dopo Atene, sentirsi persi davanti all’inimmaginabile, mandare giú come troppe volte….é ora di scrivere una storia diversa #finoallafine.

Questa lettera é per te, carissima. Tu lo sai, non ho bisogno di ribadirtelo,quanta parte del mio cuore occupi. Da sempre ci siamo volute bene, come sorelle che non abbiamo avuto. Un sentimento fortissimo e saldo che oggi, piú che mai ha un valore salvifico. Se mi trovo in difficoltá, é a te che penso, tu faresti lo stesso con me. Riusciamo ad avere una confidenza e una schiettezza senza filtri, a dirci l’inimmaginabile, certe di essere capite e non giudicate. Non ci dispensiamo consigli, ci scambiamo opinioni, ci confrontiamo e ci ammazziamo di risate. Solo con te rido come una matta, un divertimento sano e spontaneo, forse per le analogie di vita che ci legano.  Abbiamo ricordi in comune che non condividiamo con tutti, son cose nostre. Sei tu oggi ad aver bisogno la mia mano, che stringa forte la tua e ti porti a galla da quell’abisso che ti sei creata: non mancherá mai il mio sostegno. Ti tengo stretta al cuore, ti curo, provvedo al mantenimento del tuo buon umore come posso, ma ci sono. La mia casa, il mio affetto, il mio cuore son cosa tua, disponine come meglio credi, approfittane finché vuoi, lasciami essere la tua piccola isola di pace e serenitá, lasciami esserti utile. A presto.