Archivi per il mese di: aprile, 2016

Dopo varie indagini,non ho ancora capito cosa sará di me e della mia vita. Si sbandierano tanto le innovazioni nella diagnostica,ma in medicina nulla é certo. Onde per cui,anche rivoltata come un calzino,sono ad un punto morto. La mia mentalitá,colpa di un matrimonio con uno di loro,é chirurgica: apritemi e vedete cosa c’é. Invece mi sembra che si perda tempo,mentre il bastardo avanza. Lunedí altre analisi, rx, invasioni del mio povero corpo,non credo che si scoprirá di piú. La cosa bella é che io sto benone,mangio come un lupo,lavoro come un orso,non vorrei peró fare la fine del ” babi”… Sono combattiva e tostissima,vorrei già vedere come andrá,invece devo portare pazienza( che non ho). La cosa che mi mette di buon umore é che,quando ne parlo con amici,questi si mettono a piangere e sono io,donna morta che cammina,a confortarli! Altra cosa é che stanno rompendo le balle a tutti i Santi del Paradiso,anche quelli piú strani,per perorare una mia guarigione( sic!). Con una raccomandazione cosí forte,a colpi di rosari e novene,come posso non venirne fuori? 

Allegra come un funerale vi saluto. Stasera sono sola,e non vorrei esserlo per moltissimi motivi. Ho ricevuto telefonate bellissime,che mi hanno alleggerito il cuore,che mi fanno procedere con spirito combattivo. Ma quando tutta questa energia positiva mi aveva risollevato,ho guardAto il calendario :  28 aprile. E un pezzo di cuore cede, da sola in casa, frastornata dai miei pensieri,avevo sorvolato su questa nefasta data. Il tuo ricordo é quotidiano,sempre,ti parlo,sorrido,non voglio lasciarti andare. Stasera ho bisogno della tua leale amicizia,fammi sapere che mi starai accanto,che mi aiuterai e conforterai,rendimi un po’ di serenitá,ti prego…..

Le persone affini le riconosci subito,da pochi tratti,da poche parole scambiate. La mente entra subito in contatto,scansiona,confronta,approva,mentre la pelle o,se volete,la pancia,ti da l’assenso. Non ci vuole molto per sapere se c’é affinitá. Riconosci il tuo simile da una parola soltanto,a volte: quell’espressione che é anche tua,fa parte del tuo bagaglio linguistico. Una volta acquisito il nuovo simile,vai avanti in scioltezza,perché comprendi di essere capito al volo,che le tue battute sarcastiche sono stilettate rafforzate da un assenso tacito dell’altro.  É una cosa bella,che tranquillizza la mente e lo spirito,perché non devi sforzarti,devi semplicemente essere quello che sei. La naturalezza con cui puoi mostrarti é il miglior antistress del mondo.

Dopo tanto parlare e tante polemiche,i 3 gruppi attivi nel mio Comune,sono riusciti ad organizzare una camminata mangioira,nominata appunto” Caminá e mangiá”. Un percorso attraverso i campi con tre tappe,in cui si potevano gustare,in ordine,antipasti,primi,secondi e torta. Il lavoro per far partire questa iniziativa é stato grande,avevamo il terrore che non funzionasse la comunicazione,partita purtroppo in ritardo. Invece,grazie al web,caricando l’evento su siti internet specializzati,in una settimana avremmo potuto avere ben 300 partecipanti. Purtroppo,essendo la prima volta,non sapendo come sarebbe andata, ne abbiamo accettati 200. Il risultato,complice una giornata metereologicamente superba,é stato ottimo. Il cibo,preparato dalle super donne locali,é stato da urlo! Abbiamo avuto anche delle stending ovation! Mi sono stancata una cifra,mi sono divertita un botto,sono distrutta ma carica a mille. Ottimo. 

 

É tempo di giardinaggio. Mi hanno donato una pianta bellissima,grande,ma non so cos’é,fa fiori bianchi delicatissimi,spero attecchisca. Ho messo giú tre cespi di foglie verdi,del tipo di quelle che le fioraie arrotolano e lucidano per rifinire i bouquet: sono foglie antiche,donatemi anni fa dalla cara Luccia,che a sua volta le aveva avute da Benilde. Una storia tutta monferrina,che si tramanda tra noi paesane,molto bella,che mi riempie di orgoglio. Altri quattro piantumamenti sono di futuri cespugli sempreverdi,che fanno fiori a pannocchia ,prima rosati e poi bianchi.Sandrella O’Hara mi ha regalato una rosa alberello,vedremo di che colore sará,visto che non se lo ricordava piú…Ho scoperto,in campagna,nel corso del solito Rocco & roll’s, due piantine di ippocastano,pianta da me molto amata: sradicate e messe a dimora nel mio giardino. Avevo giá diradato le calle,ora in fioritura,e sará uno spettacolo. I gerani si sono ripresi,con un po’di concime daranno il meglio . E poi basta,non perché mi manchi lo spazio,ma perché l’acqua del Monferrato é piú cara del petrolio,e i fiori vanno bagnati molto spesso,perció mi sono data un limite pecuniario.

Finalmente al campo di addestramento. Rocco é un cane dominante,con gli animali e con gli umani. Guen,psicologa canina ,ne ha disegnato bene la personalitá,non appena l’ha visto muoversi sul campo. Lei é ingambissima,fa gare,addestra,é fatta di pazienza e autoritá. Abbiamo lavorato con lei per 2 ore ed é stato bellissimo. Ci ha spiegato,corretto,supportato: un po’faticoso,ma i risultati stanno arrivando. Un po’piú complicato ripetere gli esercizi a casa,dove Rocco si sente padrone assoluto,ma devo dire che un miglioramento c’é.  Non vedo l’ora della prossima lezione! Non voglio trasformare il mio cane in un robottino,ma,come dice Guen:” portarlo in giro con un filo da pesca per guizaglio.”

Non sono una santa,nemmeno troppo religiosa,contesto la Chiesa per le sue falsitá,ma…credo,in Dio,nei Santi,alla Madonna in particolar modo. Tempo fa,ascoltando,un’omelia di un saggio sacerdote,ho fatto mie le sue convinzioni: prima di addormentarmi,3 Ave Maria,per la Salute,il lavoro e la salvezza dell’anima. Piano piano,  il mio pregare si é allargato: prego i miei santi protettori,Antonio e Rita,la Madonna di Crea,e li invoco perché proteggano i miei figli,mio marito,me,la piccola G., il futuro nascituro.  Prego per i morti miei,quelli che ho nel cuore e quelli che in vita ho incrociato e mi hanno lasciato traccia di affetto. Prego per gli amici malati,perché possano guarire o sopportare dolorose terapie. Prego infine solo per me,una serie di preghiere affinché possa mantenere la salute e la serenitá. Concludo con qualche parolina diretta a Dio,perché non sia sordo a chi lo invoca con sinceritá. Tutto questo mi rende tranquilla,perché esprimo il mio sentire,perchë ho la certezza di essere ascoltata,certamente non esaudita,ma mi basta la convinzione che lassú mi prestano attenzione. Scusate se é poco!

Oggi il nostro parroco ha iniziato la benedizione delle famiglie. Di questi tempi,per correttezza,ho pensato di affiggere un foglio ,in chiesa,dove si poteva mettere in elenco chi desiderava essere benedetto. Le adesioni sono state abbastanza numerose, e forti di questo dato abbiamo iniziato il nostro giro. Tutto bene fino a metá,poi,visto che ci si attardava nelle case,abbiamo ricevuto l’invito ad accelerare,proprio da chi non ci avrebbe ricevuti. Incredibile: ma farsi i cavoli propri? Non sono certo stata zitta,educatamente ho risposto che i tempi e i modi venivano dettati unicamente dall’affetto delle famiglie che ci ricevevano: chi ci ha fatto vedere il giardino,chi gli animali domestici,chi i nipoti. Per tutti il parroco ha avuto parole affettuose,ha portato simpatia e vicinanza in ogni dimora. É stato un bellissimo tour per le case del paese,il don si é sentito accettato ed era contento. Si é stupito di quante case vuote ci sono…non riusciva ad immaginarsi un paese pieno di gente,come lo ricordo io nella mia gioventú…. La cosa piú divertente é stata l’aspersione con l’acqua santa: per un problema di regolazione,ogni volta che benediva,faceva un vera doccia ai presenti. Io sono stata lavata/ benedetta ben 13 volte,cioé tutte quelle che non sono riuscita a scansarmi.

…arriverá,e sará bellissimo. Una nuova vita sta per affacciarsi al mondo. E tu,cosí giovane, sarai una buona mamma: hai voluto fortemente questo piccolo esserino,lo hai cercato e finalmente sta crescendo dentro te. Ti aspettano giorni felici,ma anche difficili,snervanti,estenuanti,so che ce la farai. E hai reso felici ,oltre che me,molte persone. Buona gravidanza,di tutto cuore!

Una persona che conosco mi ha detto:” immagazzino ricordi belli per quando servirá”. Mai frase é stata piú illuminante e partecipata. Perché nelle difficoltá,nelle tempeste,nel buio che ti inghiotte,ti devi attaccare a qualcosa. Lo dicono pure i prigionieri,i sequestrati,chi si trova in grande disagio: pensare a cose belle della tua vita ti tiene a galla. Una piccola isola dove stipare le meraviglie che hai visto,le belle esperienze, le persone care,affollarla per bene per poi potervi attingere. Cosí mi faccio ritornare in mente le estati con nonna e zii,con i suoi riti immutabili; il batticuore nel vedere quella partita del Novara dove giocava il mio grande amore; la prima visita a Parigi,con abitazione nel quartiere piú malfamato; la prima volta che ho visto i miei figli; il mare in inverno; Biarritz; le foto salvate dall’alluvione…per ogni momento nero,tiro fuori un ricordo felice. Cosí ho imparato a sopravvivere e ad andare avanti.