Archivi per il mese di: luglio, 2015

La tua figura alta,magra,dinoccolata,con la onnipresente sigaretta in bocca,é ben stampata nella mente. Il tuo fare schivo,ritroso,una naturale soggezione e un pudore a farti avanti,a partecipare se non invitato,ti distinguevano in un mondo sempre piú preda dell’arroganza. Gran lavoratore,duttile in officina come nei campi,lí non ti tiravi mai indietro,anzi,davi tutto senza risparmiarti. I tuoi nipoti: la cosa piú bella, giusta,felice e generosa che la vita ti avesse assegnato,un regalo ed un premio cosí grande che faticavi ad accettare,come non te lo meritassi. Peró eri anche un bel testone: quante volte ti hanno avvisato che dovevi smettere di fumare? Facevi spallucce e dicevi che quelle erano salute. Anche tu vai ad abitare in via Vittorio Emanuele 74: sei in buona compagnia,riprenderai i discorsi interrotti con Mario e tanti altri e veglierai su questo povero paese…..buon riposo.

Si sa,d’estate gli anziani frescheggiano al centro commerciale. Dopo una mini spesa,si siedono al bar,ordinano un caffé,che costa meno,e si spiaggiano per tutto il pomeriggio al tavolino.  Sono a gruppetti,sempre le stesse persone,gli stessi argomenti: é dura far passare iltempo. Esco dall’edicola,di fianco al bar,dopo aver preso il quotidiano,metto a posto il resto. Mi cadono 10 centesimi: iniziano a roteare e descrivono un cerchio quasi perfetto,ritornando vicino ai miei piedi. Mi chino a raccoglierli,mentre la prima fila di tavolini é in piedi e commenta questo fatto. Mi sento un’artista da circo,involontaria: ho regalato pochi secondi di spettacolo ed un quarto d’ora di conversazione eccitante.

Li ho portati oggi,al mare. Resteranno fino a fine agosto. In genere lei ci andava in treno,da sola,oppure,piú raramente,in auto,se era in compagnia. Questa volta tutto rivoluzionato. Lo so,potevo oppormi dirle di arrangiarsi,ma cedo,perché la vedo fragile,bisognosa di certezze e di coccole. É sempre stata aggressiva,spaccava il mondo,pensavo che diventando adulta sarebbe stata ancor piú combattiva. Sbagliavo. Mi trovo di fronte ad una giovane donna che vuol essere rassicurata,supportata,approvata nei suoi comportamenti. E poi ora sembra serena,equilibrata: vorrete mica che spezzi l’idillio a fronte di 500 km in auto? Giammai.

In gioventü eravamo la compagnia del paese: da 10 a 30 anni,tutti insieme sugli scalini della chiesa,estate ed inverno. Le nostre strade si sono divise,ognuno con i suoi malesseri,resta il sentimento di fratellanza e partecipazione all’altrui vita,anche se lontani. Ci si ritrova raramente per belle occasioni,più facilmente per i lutti. Quí sta la differenza: da giovani,i maschi erano sodali,le femmine più divise da gelosie,ripicche,piccoli screzi.  Osservo oggi : noi donne tutte insieme,rilassate,partecipi,legate con forza da un sentimento bello e atavico. I maschi: dopo una stretta di mano,due convenevoli di circostanza,marcano una divisione fisica evidente,dispersi solitariamente tra la folla,in silenzio,quasi assenti.  Questo fatto mi salta agli occhi con violenza e ne soffro. Vorrei poter ancora legare tra loro le persone a cui voglio bene,ma non c’é piú quel feeling,quell’emozione. Si é marcato il territorio,ognuno nella sua solitaria isola : poveri uomini,voi soffrirete di piú.

É lo stereotipo perfetto. Scende in spiaggia alle 11, con figlioletto ingrugnito. Avrá sui 35/38 anni,magrissima,bikini di marca con slip brasiliano,poche tette,capelli lunghi color nocciola,cappellino con paillettes. Subito sul lettino,raduna la sua corte di amiche ” mal mariai” intorno a sé. Molto gossippara,sa tutto di tutti,specie dei frequentanti della spiaggia. Parla con confidenza ai bagnini,tanto per ribadire che lei,lí,é una reginetta abituée. Beve caffé dacaffeinato,senza zucchero,acqua Perrier,mica come noi che ci riforniamo al Discount! Fornita di smartphone grosso come una padella,chiama tutti a Milano,per renderli edotti sulla sua vacanza. Poi attacca il telefono ad un amplificatore e delizia tutti con la sua colonna sonora preferita,illustrandoci i vari cocerti che ha seguito dal vivo.Dalle sue conversazioni evinco che é separata con rimpianto,sul lavoro l’hanno mezzo trombata a scapito di personale piú giovane e lei si dá molto da fare per risalire in sella,senza peró riuscirci,ancora. É tutto un contattare gente che in qualche modo la puó favorire o le deve rendere piaceri: il tutto stando sdraiata al sole come una lucertola. 

Alza per un attimo lo sguardo dal telefono e non vede piú il figlioletto Matteo: i suoi amichetti fanno il bagno tranquilli e lui non c’é. Percorre la spiaggia chiedendo a tutti,ma nessuno lo ha visto. Chiama a raccolta i bagnini,proclamando che il giorno prima,lei lo sa per certo,alla spiaggia accanto hanno tentato di rapire un bambino! Insomma,Matteo non é in acqua,né al bar,né,in altro luogo. Lei si agita alla milanese,ma non smette di camminare con il culo ben in vista di fuori. Contatta due ragazzetti di 20 anni,affermando che loro conoscono bene il suo bambino,li fa entrare in acqua a scandagliare fra la folla ,per ritrovarlo. Dopo una bella mezz’ora di casino costruito ad arte,secondo me,poiché non la vedo disperata,come sarei stata io al suo posto,Matteo arriva,con il retino da pesca: era a pescare sugli scogli. Lei,con molta calma:” non ti devi allontanare senza dirmelo! Lo sai che ero disperata e ho quasi pianto?”   Ecco,io avrei pianto proprio e poi avrei sgridato per bene mio figlio,ma io sono piemontese.

Ricordo,prima del rientro pomeridiano delle elementari,con la paghetta settimanale,passavamo nella tua bottega a prencere i cicles o addirittura le patatine. Avevi introdotto nel nostro mondo bambino i formaggini Susanna: quanti ne avró mangiati per fare i punti e prendere quella orribile bambola col testone? Poi nei formaggini trovammo la mini pistola con i colpi: io ho trovato sempre solo i colpi,mai potuto spararli. E come tagliavi a mano il salame cotto o crudo,spesso o sottile a seconda del cliente,tutte le fette uguali. La tua cucina piena di salami appesi,ad asciugare,in inverno,e quell’odore salato che ti si appiccicava addosso,nei capelli e nei vestiti. Il tuo sorriso soddisfatto e felice nel vedere tua figlia che si sposa,bella come una bambola nel suo bianco abito di pizzo. Un nipote adoratissimo,amatissimo,curato e seguito,nonostante il tuo lavoro impegnativo. Una vecchiaia tutto sommato serena,qualche dolore,qualche cruccio,ma tanto amore dato e ricevuto. Un riferimento per la comunitá e per il tuo quartiere. 

Vederti in questo letto letto d’ospedale,stravolta nella fisionomia,col respiro pesante,senza conoscenza,mi fa male. Non rende giustizia alla tua vita non facile e operosissima. Mentre ti guardo penso: la Viola che vorrei quí é quella con la cappellina di paglia,alla moda delle mondine,che ci fa fare merenda nei filari della vigna della Rocca. Domani spero meglio,spero che tu combatta stanotte per tua figlia e per i miei bei ricordi. Arrivederci.

Sono olandesi, lui A sui 40 anni,lui B sui 35. Alloggiano in un ottimo hotel,hanno l’ombrellone e i lettini compresi nel pacchetto vacanze. Parlano pochissimo,arrivano in spiaggia nel pomeriggio inoltrato. Vanno subito in acqua,col materassino arancione. Arrivano sempre con il secchiello del ghiaccio con immersa una bottiglia di prosecco rosé e due calici di cristallo. B beve parecchio,é bizzoso,si allontana con il materassino,sta molto al largo. A é triste,vede il suo compagno bere e non prova nemmeno a fermarlo,raccoglie il calice abbandonato sulla sabbia e lo va a rusciacquare. Scruta dagli scogli cosa combina B al largo,lo vedo preoccupato e un po’ malinconico.  B torna,senza una parola,si schianta sul lettino e beve. A si cambia il costume bagnato,piega i teli mare,fa su la borsa,recupera i sandali. Non un gesto di dolcezza,non uno sguardo di felicitá: mi pongo tante domande sul loro rapporto. Ma perché restare insieme se la tristezza domina la tua giornata? É il destino di molte coppie,etero e non,invuschiarsi in situazioni senza speranza.

Qualche giorno al mare,stessa spiaggia da 40 anni. Ho visto nonni,madri,figli,nipoti e pronipoti. Moltissime le differenze in questo arco temporale. Ora é la volta dei nipoti,ormai trentenni,ad essere protagonisi,ed infelici. A fianco al nostro ombrellone,5 donne,tutte separate,con relativa figliolanza. Ogni due giorni si aggiunge il fratello,pure lui separato,di una di queste,con bambino urlante e indomabile. Sento ,per forza,i loro discorsi: 4 sono rancorose verso l’ex,una lo rimpiange,vorrebbe ritentare ma lui non ci sta. 

In acqua,faccio il bagno vicino a due donne,madre e figlia. La piú giovane si lamenta del marito,che ama la montagna e tutto l’inverno la trascina per rifugi e cime innevate,con figli al seguito,cosa che a lei non piace per niente. Un gramo mese di mare,e lui si lamenta del caldo,della sabbia,della folla,insomma le rovina le ferie. Lei gli ha pure proposto ferie separate: lui sui monti e lei e figli al mare,niente! Viene in Riviera,rompe le balle,si chiude in camera tutto il giorno con l’aria condizionata a lavorare,fa la vittima  martire della famiglia…la povera mamma annuisce,non ha parole,cerca una mini difesa del genero ma poi deve cedere davanti al fiume in piena delle lamentele della figlia.

Il solito notaio vedovo e subito consolato con la segretaria. É giusto il detto della nonna Pucci: ” la prima dona la fa la serva,la secunda dona la fa la sgnura!”. Lui che era riverito e servito di tutto punto,adesso viene per primo in spiaggia,attrezza le sdraio,il cesto con le cibarie,va a comprare i quotidiani ,poi arriva lei ” la secunda dona”: si fa spalmare la crema,porgere l’acqua da bere,sistemare l’asciugamano. É la prima volta che vedo quell’uomo darsi tanto da fare. Intanto il figlio di lui,36enne,non si é ancora fatto una vita,solitario,cerca compagni piú giovani per giocare al pallone in acqua,come quando aveva 16 anni….

Deduco che la qualitá della vita é peggiorata. C’erano situazioni e persone più normali 40 anni fa. Ora un velo di tristezza avvolge tutta la spiaggia,e pensare che saremmo quí in vacanza….

Dilettanti allo sbaraglio: questo si adatta bene al gruppo di storditi di cui faccio parte. Organizzano,a mia disattenta insaputa,una camminata con osservazione delle stelle e una cena benefica per raccogliere fondi. Dietro mia insistenza,facciamo una prima riunione conoscitiva per distribuire i ruoli. Risultato: il percorso della passeggiata é ancora da verificare,come del resto il sito dove dovrebbe svolgersi la cena,nessuna notizia dell’illuminazione,il gruppo astrofili a cui era stato accennato l’evento,non é più stato contattato. Ma il peggio é la cena: previsioni surreali sulla partecipazione,parliamo fra le 100-150 persone,supportate da nessun riscontro,inesistente menú,che a fatica ho tentato di abbozzare,e nessuna forza lavoro. 

-Chi cucina?      -Poi vedremo,qualcuno fará qualcosa,poi ci pensiamo.        Ma l’evento é il 10 agosto! Quando ci pensiamo? Alla fine siamo in 5 e mezzo a dare la disponibilitá ai fornelli,nessuno che abbia esperienza con grandi numeri di commensali. Finirá o in un disastro o in un successo da dilettanti. Ma fino ad allora,mi sale la caroga…

Oggi compie gli anni la mia amica speciale. Una persona buona,dolce,intelligentissima,con una visione a tutto campo dei problemi,energica,resistente,e molte altre qualitá che non sto ad elencare ,a meno che questo post si trasformi in una elegia. Mi legano a lei un grande e sconfinato affetto,il sapere che ci siamo l’una per l’altra a prescindere,una ormai lontana giovinezza piena di ricordi,un presente fatto di rari incontri ma di grande sintonia. La sua sinceritá mi fa sentire bene,so che da lei non avró mai parole di circostanza ma il parlare chiaro di chi si mette nei tuoi panni. Ringrazio il caso e le circostanze che ci hanno fatto incontrare,é la mia oasi mentale: buon compleanno G.