Archivi per il mese di: gennaio, 2013

Tutti siamo gelosi delle ricette di famiglia,quelle che si tramandano da generazioni e ci fanno ritrovare il gusto del tempo perduto. Non sveleró mai la ricetta del gateau Ines( ribattezzata torta Obama). Ho carpito segreti altrui,non ne ho rivelato di miei. Capita che G. faccia una torta portentosa,ricetta di sua mamma,che viene spazzolata in un decimo di secondo,prelibatezza incommensurabile. Non vuol dire né ingredienti,né preparazione ,e la diatriba va avanti da anni. Io so come si fa,perché mia nonna la faceva uguale. P. vorrebbe sapere come poterla preparare,non capisce perché non le viene svelato il segreto. Lei,poverina,dá le sue ricette a tutti,é una bravissima cuoca,ma agognava di fare il dolce perfetto. Oggi le ho stampato la ricetta di mia nonna e gliela ho messa nella buca delle lettere: aspetto impaziente l’esito di questa soffiata traditrice.

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Guardo un’amica con i suoi nipotini e penso che io non ce la farei. Sono stata mamma per caso,moglie per caso,non era forse quello che desideravo di piú. Ammiro le ragazze di oggi,indipendenti,volitive,libere. Io pure combattevo,ma di fronte alla famiglia mia ho ceduto,mi sono fatta sottomettere. Non so dire se poteva andare meglio,in fondo la mia vita é abbastanza equilibrata,adesso. Ho avuto insofferenze,dolori,pentimenti,mi sono annullata e poi ho rialzato la testa,momenti perfetti,serenitá. Dato di fatto é che come madre non ci sono tagliata per niente,meno ancora mi vedrei come nonna. Non ho voglia di spendermi ancora per dei nipoti,di stare in ansia,prendere altri insulti e batoste. Oggi sto bene,ho esaurito il mio ruolo forzato di educatrice,da tempo ho lasciato che le cose vadano per loro conto. Non é solo per sano egoismo,ho diritto a vivere per me,cercare i miei momenti di gioia,preoccuparmi di me: per i nipoti no,non ho spazio nella mia vita e nel mio cuore.

Certo che arrivare alla mia etá e dover ancora tacitarsi per il quieto vivere,é grossa! Ce l’ho con mia figlia: caratterino ispido,da maneggiare con cautela,possibilmente indossando una corazza. Se dico il mio pensiero,si infuria,se non lo dico,si infuria lo stesso. Vietato porle domande personali,o farle appunti,o metterle regole. Va bene che ha l’etá della ragione,quasi un quarto di secolo,ma se vivi ancora sulle mie spalle,dico la mia. Vorrebbe andarsene,non ha lavoro,zero soldi,un moroso piú in miseria di lei. Restare con la famiglia non le va piú,ma deve adattarsi,LEI,noi stiamo a casa nostra benissimo,e le regole le mettiamo per convivere decentemente,mica perché ci siamo svegliati un giorno col piede sinistro. Anche io vorrei che spiccasse il volo,prendesse le sue responsabilitá,si gestisse la vita,sarei molto piú tranquilla. Con mio marito siamo affiatati,nessuno scontro,nessuna tensione,due anziani in pace. Devo ancora camminare sulle uova,fare da cuscinetto perché suo padre non si incupisca,trovare il modus vivendi con questa Erinni furiosa. E sono stanca,sconfortata ,tutto le é dovuto,la cattiva sono sempre io,quella che deve solo pulire e cucinare e sparire dalla faccia della terra. Una volta ho detto:” i miei figli saranno contenti solo quando saró morta ,o ben che vada al manicomio”. Oggi lo penso piú di ieri.

Che palla! Noiosissimo. L’attore protagonista fa apparire il piú famoso presidente degli Stati Uniti un deficiente. La famiglia che lo circonda é di checche isteriche,lui un corrotto furbetto presuntuoso. Andate a mangiarvi una pizza o a fare i karaoke,é meglio.

Quando ero giovane,i nostri genitori,con sacrifici accettabili,potevano farci studiare. Della mia generazione,molti sono i laureati,che hanno studiato fuori sede. Con mio marito,vivevamo a Pavia,centro storico,casa un po’ fatiscente ma comoda. Io ero con altre 3 ragazze,lui,al piano sopra ,con 5 ragazzi. Sono stati anni duri ma piacevoli,abbiamo finito nel tempo stabilito, le nostre famiglie erano contente,a fronte di un investimento finanziario sostenibile,del risultato. Con la crisi,mi accorgo che oggi,studiare ,é cosa da ricchi. Intanto,giustamente,le tasse univeritarie si pagano a fasce di reddito,ma sono in ogni caso molto alte. Affittare un buco in cittá sede di ateneo é sproporzionato al mercato. Poi contiamo i trasporti,il vitto,i supporti e la tecnologia di cui bisogna dotare lo studente per metterlo in grado di seguire le lezioni: ci vuole uno stipendio dedicato a questo. É vero che si puó viaggiare da casa,ma il risparmio non é significativo. Una olta laureati,poi,si gironzola fra stage e lavori gratuiti,senza guadagnare un soldo. Alle amiche che mi chiedevano com’era far stuiare i igli ,ho sempre detto: é come avere 2 slot machine in casa,tiri e non viene mai 3 bar o 3 fragole,perdi sempre. Ho compassione di questi tempi,e del futuro: se non garantiamo l’istruzione dele nuove generazioni,siamo un Paese finito.

A pranzo con una meravigliosa amica,parliamo delle nostre vite,dei figli,lavoro,mariti,ecc. Ci accorgiamo,in contemporanea,di come siamo cambiate,quasi parallelamente. Prendiamo distanze,ci rifugiamo in famiglia,cambiamo prioritá. Non pesano piú cosí tanto i sacrifici che facciamo,semplicemente li facciamo perché dobbiamo farli,senza recriminazioni e furori. I nostri traguardi li abbiamo raggiunti,oppure no,va bene in ogni caso. Siamo pacate,non rassegnate: ci mettiamo in gioco e lottiamo solo piú per la figliolanza,gli altri scontri li lasciamo a chi vuol farsi male. Forse é maturitá,forse sono i tempi di crisi. Ci teniamo stretta la nostra amiczia fatta di rari incontri e di pensieri telepatici,il resto puó attendere.

Il film di Tarantino che ti aspetti,forse anche di piú. Vale il prezzo del biglietto,quasi quasi gli lasci pure la mancia alla cassiera.

Uno dei film piú belli della stagione. La storia é difficile da capire,al primo approccio,ma,man mano che si dipana la trama,ti senti coinvolto,riesci a stabilire i legami e ti prende in maniera ossessionante. É un grande film d’amore,anche se forse non voleva esserlo .Attori straordinari,di bravura eccellente. Dura 3 ore,non te ne accorgi,staresti lí per altre 3.

….e non mi muovo. Non perché mi faccia paura,no,sono abituata a guidare con la neve,ma stasera dovevo uscire,andare a teatro. C’erano ben 2 spettacoli che mi attiravano,poi,questo manto bianco,il freddo,un marito moderatamente critico,mi faranno restare a casa. Mi sto impigrendo,forse no,sto solo selezionando. Non mi sbatto piú ai quattro angoli della terra ,tanto per…solo ció che mi interessa veramente mi smuove. Un po’ mi dispiace,é indice di vecchiaia,mi ripeto che se abitassi in cittá uscirei di piú,non é vero. É la testa che ragiona diversamente a qualche anno fa,mi risparmio per cose veramente meritevoli. Cosí,a furia di selezionare e riparmiarmi,resto seduta in poltrona.

Mi sono fatta la stanza per lo stiro,volevo metterci la tv,cosí,per sfizio. Mi hanno regalato quest’antenna mobile,con i baffi,visto che lí non c’era il cavo centrale,ma,dopo innumerevoli tentativi,non riuscivo a vedere niente. Chiamo un esperto e,l’unica posizione dell’antenna in cui vedevo qualche cosa era con la stessa fuori,sul balcone. Per caritá,ottima soluzione in estate,ma in inverno….poi,genialata:basta allungare di 5 metri il cavo dell’antenna centrale! Messa tv su vecchio carrello anni ’50, et voilá,,la sposto da una stanza all’altra e la vedo se mi va.