Archivi per il mese di: ottobre, 2012

Tristemente,ancora,siamo quí a dire addio ad un amico. Questo paese é come una famiglia,con pregi e difetti,ogni membro é importante. Sandro era una presenza discreta,riservato,mai una parola di troppo. Lo si vedeva passeggiare per B.,anni fa con i suoi amici,ora da solo: era rimasto l’ultimo di quella gioiosa compagnia. Si fermava volentieri a parlare,una battuta e via,col suo passo dondolante. Aveva una vena artistica molto fertile,dipingeva con naturalezza,riempiva le tele di colori allegri,come allegro era lui. Si era inventato un gigantesco murales,in piazza,per testimoniare il suo amore per il paese,per il Piemonte,i suoi frutti,la sua storia. É stato un lavoro di anni,frutto di ricerca e di passione,ma interpretato con l’immediatezza della sua semplicitá. In quei disegni,nella sua composizione,si puó capire molto di Sandro: i suoi sentimenti,il suo attaccamento alla terra sono

offerti come dono indelebile a tutti noi. Ricordo il Sandro laico,che non fa sconti al clero,fedele al suo passato partigiano e antifascista,ma pronto,con amore,a mettersi al servizio della comunitá cristiana: alle sue capaci mani si devono il restauro di tutte le statue della Chiesetta di S. Sebastiano,persino l’effige del Santo sul portone d’ingresso. Faceva le cose con spontaneitá,generosamente,senza esibizionismi. É stato coerente,esemplare,fedele ai suoi ideali: lo ricorderemo cosí. L’addio di oggi é solo una questione di fisica,i ricordi ci faranno ritrovare Sandro ad ogni angolo del paese,dalla piazza alla chiesa,dalla panchina al vecchio circolo,perché lui ha vissuto intensamente il suo essere di B. E allora, per citare una invocazione buddista :” Inarcati ,o terra,non schiacciarlo,forniscili un ricovero,dagli un caldo grembo,ricoprilo come madre ricopre ,col lembo della sua veste,il figlio”. La speranza é sempre di rivederci di lá.

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Al Salone del gusto,in giro per le bancarelle,era una delizia per gli occhi. Mi sono piaciuti: quella del vetro riciclato,quella dei mobili e arredi fatti col cartone degli scatoloni riciclati,che erano comodissimi. Bella la Bormioli,con i vetri colorati,faceva allegria. Poi trecce di aglio,peperoncini,pomodorini legati con il cotone: uno spettacolo. Cromaticamente appagante. Ho assaggiato poco,troppa ressa,quel poco che ho testato era ottimo. Un plauso alle Pastiglie Leone,innovazione e tradizione. Litigato con la Lavazza:cosa riempite le pagine di giornale promuovendo il caffé Tierra,se poi lo distribuite in 6 posti in tutta Italia? Stanca e con i piedi doloranti,stasera digiuno,per compensazione.

Alla fine della Messa,una suora di colore ci parla del suo paese. Lo fa in maniera pacata,ottimo italiano,racconta la difficile vita delle donne e poi: ” ci siamo resi conto che prima della Parola di Dio,quelle ragazze hanno bisogni primari:mangiare,bere,essere in sicurezza,avere istruzione. Facciamo quello che possiamo,viviamo di caritá,confidando nella Provvidenza. In Italia la situazione é difficile,ma paragonata al Benin,consideratevi molto fortunati”. Raccoglievano offerte in cambio di un calendario,purtroppo avevo solo 10 euro,meritavano di piú.

Ieri sera,a teatro,una compagnia dialettale di Carmagnola,Gruppo Teatro.BRAVISSIMI. Una commedia scritta da loro,divertentissima,con un ritmo serrato,mai banale e sempre di alto livello,che bellezza. Passate 2 ore senza che te ne accorgessi,ridere dall’inizio alla fine,di gusto,condividendo una sana allegria con tutta la sala,capita poche volte. Un applauso infinito a questi bravissimi attori,non professionisti,che rallegrano anche in momenti difficili.

Ho i piedi “dolci” ,cioé,molto sensibili,delicati,con calli dove si appoggiano a terra. Sono andata per un certo periodo dal pedicure,poi ho abbandonato per mancanza di tempo. Mi curo autoctonamente: scrub,burro di karité,calze di cotone,ma sono lo stesso troppo difficili. Le scarpe chiuse sono un incubo,tendo a tenere i sandali 6 mesi all’anno,in inverno mi arrendo. Ora,col cambio di stagione sono iniziate le dolenti note. Le scarpe della passata stagione,sembrano essere ristrette,mi fanno male. Ho fatto una selezione,ne ho salvate un paio,che hanno 5 anni,meravigliosamente sfondate e comodissime,adatte ormai solo per girare in paese,essendo rovinate in piú punti. Mi reco al negozio abituale,con sorpresa ci sono i saldi(!),la mia taglia esaurita. Le nuove collezioni arriveranno a giorni,la commessa guarda cosa indosso,forse le faccio pena,mi fa provare un modello estivo della mia misura. Bello e comodo,se fosse estate…poi prende i tonchetti. Li ho sempre odiati,ma ho bisogno calzature invernali,sono in saldo…li provo. Meraviglioso:comode,calde,finalmente scarpe decenti e adatte. Le ho tenute su,uscendo trotterellando:piova pure,nevichi,faccia freddisimo,con i miei tonchetti non temo meto.

Oggi,col caldo sole di mezzogiorno,i miei gatti si sono sistemati fuori dalla porta di casa,per scaldarsi un po’. Io entravo ed uscivo,facendo le mie cose. Minnie arriva di corsa con un topolino in bocca: non so dove sia andata a prenderlo,era piccolino,tenero,mi guardava con occhi disperati. L’ho sgridata,niente, lei é cacciatrice,voleva portarlo in casa come trofeo. Lo lasciava andare e poi lo riprendeva,braccandolo con le zampe. Il topo,poveretto era spaventato,voleva fuggire,terrorizzato. Gennaro e Miciolina assistevano indifferenti alla caccia: son gatti vecchi,con la pancia piena. Dopo 10 minuti di guerriglia,ho deciso : stavo dalla parte del topo. Con la scopa ho allontanato la killer assassina,la preda si é rifugiata sotto ad una montagna di foglie di araglia e poi chissá dove. La salvezza. Minnie ha continuato a cercare,cerca ancora adesso, non avrá un trofeo per oggi.

Oggi é bel tempo,siamo tutti a casa,la stufa accesa,giornata carina,ma….sono melanconica. Non so dire cosa ha scatenato ció,anzi sí,piú cose. Un prete vecchisimo che diceva Messa con tenacia,per contrastare gli anni che piegano,mi hanno fatto pensare al mio futuro disperato: mancanza di forze,solitudine,difficoltá e contare solo sulle tue poche risorse. Un cagnolino che correva felice,e io non avró piú cani da cui ricevere affetto,perché,vista l’etá,non posso allevare un cucciolo che da grande sarebbe poi un problema per gli eredi. Una foto,anzi uno squarcio su una vita felice,da cui sono esclusa per l’eternitá. Ma bisogna vivere,andare avanti,domani ricomincia la settimana. Concentrarsi sul presente per non soffrire,per non morire un po’ ogni volta.

Ho sempre avuto gatti neri,mi piacciono piú degli altri. Il primo si chiamava Napoleone,avevo 4 anni. Detesto invece i gatti bianchi. Ora ne ho 2 neri,una bianconera,6 tigrati in varie striature di grigio. Le gatte sono tutte sterilizzate e anche l’unico maschio nero. In paese mi parlavano tutti dietro per via della mia passione per i neri,manco fossi una strega. Chiaramente la dinastia dei black di mia proprietá non si é mai perpetuata,per via del controllo delle nascite che ho coscenziosamente operato. Casualmente,oggi scopro ben 3 gatti neri in paese,proprietá di gente che non abita nemmeno vicino,equaente distribuiti sul territorio. I miei non sono responsabili di questa diffusione,mi piace pensare che un progenitore venuto da fuori abbia vendicato la razza. Black power.

Tutti i santi giorni di Virzí. Finalmente un film alla cui uscita sei sereno! Carini i personaggi,trama insolita ma accattivante,buona ambientazione. Era parecchio che non andavo al cine,ho fatto bene ad uscire stasera.

Cosí verrá il Vescovo a farci visita,a noi, 90 anime vecchiotte,una mini chiesetta tenuta aperta con la forza di volontá. Lo ha deciso il suo staff,senza chiederci un parere. Domenica ci sará un incontro di preparazione con il parroco,non staró zitta. Sí,perché mai la Curia si é interessata a noi,con la chiesa parrocchiale chiusa da 40 anni e pericolante,lasciata andare a pezzi. Mai visto uno che abbia fatto un giretto,tanto per vedere la situazione. Come noi,anche la fatiscente casa parrocchiale del capoluogo,le altre strutture di culto tenute in piedi dal volontariato locale. Il Vescovo si é insediato nella nostra Diocesi da piú di 4 anni,gli ho scritto diverse lettere,pregandolo di venire personalmente a rendersi conto dello sfacelo dei suoi immobili: nulla. Ora peró viene,bisogna fargli trovare la chiesa agghindata,la gente plaudente,una busta spessa di euro. NO,NON CI STO. Dio solo sa cosa uscirá dalla mia bocca,prevedo scomunica immediata.