Archivi per il mese di: gennaio, 2016

I vostri figli
I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.

Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.

Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.

Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perchè la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perchè la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.

Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.

L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suoi vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.

Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.

Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-7735&gt;

Sta con me da 14 anni. É arrivato appena salvato da una brutta fine: gli avevano spezzato le zampine con un badile perché girovagava in un orto. Operato,dopo la convalescenza ci é stato affidato e ci siamo innamorati. Un bel gattone maschio,nero,con un pelo di seta,elegante,affettuoso,geloso,possessivo peggio di un amante. Sempre con noi,in bagno,a tavola, a letto,il,terzo elemento del mio matrimonio. Per lui non siamo andati al mare,troppo stress il viaggio,anche se libero nell’abitacolo,ma l’appartamento non era di suo gradimento: é rimasto 3 giorni sotto le coperte del lettone,senza mangiare,e cosí siamo tornati dalle vacanze per paura che morisse! Sempre appiccicato o aggrappato alle nostre spalle,sempre addosso,per sentire il nostro calore,come fosse un colletto di pelliccia,anche in estate.  Ora,vecchio,malato,é ridotto a pelle e ossa,fatica a camminare,a respirare,emana un mefitico odore…eppure,da qualche notte,é tornato a dormire nel lettone. Lo sento che sale le scale,faticosamente,verso mattino,miagola in maniera sgraziata,si aggrappa al piumone e si tira su,con la poca forza che gli rimane. Si accoccola sul mio fianco,lo accarezzo e gli sussurro parole carine e anche d’amore sconfinato,lui fa le fusa,mi sternutisce in faccia,mi lecca un po’e poi dorme con me fino a quando mi alzo. Certi amori non finiscono mai.

I rumors sono da tempo in atto,casini,assemblee,cortei per chiedere quello che giá tutti accettiamo in generale. Non fa più scandalo una coppia gay,al massimo qualcuno è un po’trattenuto,ma se i comportamenti in pubblico sono educati,cosa c’é da ridire? Abbiamo tutti amici ” diversi” ,perché i diversi non sono piü così tanto diversi,ma sono inglobati nella societá,nel lavoro, nel quotidiano. Ognuno vive come gli pare,ama chi vuole,conduce la sua vita in libertå,ci mancherebbe altro! Lo Stato non deve far altro che codificare quello che la societá ha giá accettato da un pezzo. È giusto che il compagno di una vita abbia gli stessi diritti di una moglie o di un marito,acceda all’ereditá,possa seguire nella malattia o in carcere o sulla luna l’amore della sua vita. É giusto che possa continuare una relazione parentale con i figli della coppia,per non distruggere un patrimonio d’amore costruito negli anni. Siamo uno stato retrogrado,troppo condizionato da Vescovi e preti,quando l’unico faro dovrebbe essere: amatevi gli uni con gli altri. Spero che la laicitá e soprattutto l’amore prevalgano sui giochetti di potere. W l’Italia.

Riflessioni amare sulla vita,capita quando non sei molto in forma. Evitando di fare bilanci,mi interrogo sul futuro,su cosa si prospetta per me. Non sono molto ottimista, mi rendo conto che non si torna indietro e bisogna guardare avanti,ma i pesi che mi porto sulle spalle si trasformano in macigni ad ogni passo che faccio. Arranco e resisto,ho volontá da vendere,ma invecchio. Eppure un pensiero,una sensazione positiva ,si fa strada nel mio cuore,attendo una trasformazione che é lí che mi aspetta da qualche parte: una cosa bella a cui ancorarmi per proseguire. E io sono molto sensitiva,quindi ho fiducia in me.

Quasi fuori da una dolorosa malattia,faccio un piccolo bilancio. Quando si é malati,bisogna aver la fortuna di essere lucidi. Se io non lo fossi stata,mio marito mi avrebbe ricoverata,sottoposto a Tac,risonanza,endiscopia,ecografia e forse mi avrebbe anche portata in sala operatoria. Questo perché lui si perde se io sto male, vuole indagare,sezionare,rivoltare il corpo come una federa,ma io,che non ho fiducia nella medicina,per fortuna mi oppongo. E devo farlo da sola,perché mia figlia sbarra quei suoi occhioni e aspetta dal padre una soluzione di guarigione. Penso invece che il corpo,se non é una cosa gravissima,guarisce da solo,o con poco aiuto,ci mette solo più tempo e io tempo ne ho. Seconda cosa,ribadisco,bisogna avere un avvocato al fianco,che difenda le tue volontá,che tu sia cosciente o no. Nonostante il mio male,ho condotto una vita quasi normale,solo più sofferente,ho fatto le solite cose,ho assolto ai miei diveri,stringendo i denti. Eppure,quanto mi sarebbe piaciuto restare a letto per un giorno,farmi servire e coccolare…ma a casa mia peró,non in ospedale! Chiosa finale di maritino:” brava,sei a posto. Posso darti un’occhiata,per controllare?”  Eh no ,vade retro! Non sia mai che non mi trovi in forma perfetta e ricominci la giostra!

Si dice: basta il pensiero. É vero,nel 99/100 dei casi.  I regali possono piacere oppure no,ma li ricevi sempre con gradimento,vuol dire che una persona ti ha pensato,si é sforzata di essere carina,di farti sentire la sua vicinanza in un particolare momento.Questo che racconto,non é successo a me,non ho nemmeno i fori ai lobi. 

Compleanno di X,le amiche,come da copione,fanno un pensierino. Da segnalare che,fra le 3 amiche ” regalanti” , 2 non hanno ricevuto nulla negli ultimi anni,tranne gli auguri. Y si incarica dell’acquisto,trova orecchini che completano una parure giá in possesso della festeggiAta,in più sono scontati del 50/100.  Tutto bene,consegna del dono,X offre aperitivo. Alcune sere dopo,vanno a ballare,X offre da bere alle amiche. Fin quí tutto procede bene. X fa un giro in centro,scopre che gli orecchini donatele sono stati comprati per la metá del loro valore,e parte il pippone. Sms alle incriminate amiche,ree di essere tirchie,di considerarla una persona di serieB,vuole cambiarli ma dovrebbe aggiungere altri euro,insomma una lamentela lunga un km,il tutto infarcito da” ma non é per i soldi!”. Le povere ragazze,investite da tanta veemenza,si scusano,  propongono di pagarle una cena di riparazione danni,niente. X sempre piú livida di rabbia e allora scatta l’autodifesa,con rinfacciamento a palla di regali di m…. ricevuti da lei. Fine di un’amicizia.

Il giorno prima,ho levato dal profilo fb la data del mio compleanno. Ebbene,subito,il giorno fatale,due amici virtuali mi hanno fatto gli auguri, gli amici che contano mi hanno contattata in privato,altri 3 ,curiosando sul mio profilo si sono aggregati. Non avevo certo bisogno di questo riscontro,ma,per dire,cosa contano gli auguri sui social? Sono niente meno che una becera processione per contare quanti siamo,quanto si é popolari? Preferisco pochi ma sinceri auguri,di gente che si é ricordata di me con affetto,non perché glielo ha detto il computer. Arrivata alla soglia dei ….anta,mi circondo solo di chi stimo,chi mi vuole bene davvero. La mia famiglia mi ha sorpreso,mio marito mi ha riempito di carinerie,mia figlia ha centrato in pieno i miei desideri,mio figlio non si é fatto sentire,per caritá,é giusto cosí. Affronteró un altro anno con grinta,tenendomi stretta la salute che ho ancora,ignorando gli acciacchi,informandomi cone fare a morire in Svizzera quando sarà il momentoFfaró tutto il possibile per restare viva,per divertirmi,per aiutare,per donare affetto,per sevire il prossimo e poi sará quel che sará……

Mi arriva una lettera dal comune di S. ,Appennino ligure,in cui mi si informa che ho pagato la tassa Imu a loro,pur non avendo immobili sul loro territorio,il fatto risale al 2011. Non capisco niente di tasse,fa tutto il mio commercialista che,informato del fatto,si prende un giorno per pensare. Arriva la sua email,devo esibire la ricevuta del pagamento,per ricostruire il disguido. PANICO! Tengo sempre tutto, ma  tra le mie scartoffie mancano il 2011 e il 2012! Rivoluziono la casa,con l’infanta,niente,non si trova il faldone ricercato. Tutta la notte a pensare cosa possa essere successo,stamattina altra rivoluzione,altri armadi svuotati,scaffali rivoltati e a mezzogiorno trovo uno scatolone,con dentro il 2011. Chissà per quale strana ragione era nascosto lí,inspiegabile,ma S. Antonio mi ha aiutata come al solito,gli devo 10 euro. Sií,perché,come mi aveva informata tempo fa una vecchia cugina, è un santo venale: se paghi ti aiuta,e io pago…..ben contenta. Telefonata al commercialista,deve risolvere la banca presso cui ho pagato,che nel frattempo,da Cassa Di Risparmio di A., è diventata Banca di L., e poi Banca P. …….mi vedo già immersa in un casino di burocrazia e di rimpalli di responsabilitá. Invece……lo stesso cassiere che mi riceve,è quello che 5 anni fa ha commesso l’errore! Si prende subito la colpa e promette di risolvere la questione. Meno male! Peró,solo a me capitano ste cose?

Credevo che il film piú brutto  visionato nella mia vita fosse ” le biciclette di Pechino”, fino a questa sera. Attratta al cine da amiche,mi sono fidata,ignorando che Laura Morante fosse protagonista e pure regista di questo lavoro ,se no nemmeno uscivo di casa! Il film più noioso,depressivo,fastidioso,spaccapalle e altre negativitå che io abbia mai visto. Ho persino rivalutato Checco Zalone,il che é  tutto dire!

Nina é rimasta senza lavoro. Si aprivano due prospettive: tornare in Ucraina o tentare sulla piazza di Milano,dove aveva qualche contatto. Per il mio paesello é stata una risorsa fondamentale in questi anni: sempre disponibile,correva di casa in casa se c’era bisogno,aiutava, piantava fiori e piante,teneva in ordine la chiesa ed il circolo ricreativo,migliorava la nostra qualitá di vita. Grandissima lavoratrice e grande cuoca,se avevi un problema:” chiama Nina!”. Eravamo tristi alla prospettiva di perderla,ma al momento nessun anziano aveva bisogno di una badante. Iniziavano ad arrivare offerte di lavoro da paesi limitrofi e anche da più lontano,perché chi la conosce ne parla benissimo e offre referenze,quindi si va a colpo sicuro con lei. Nina era combattuta,le spiaceva andarsene,dopo 15 anni,ma il lavoro le serve…in tutto questo tormento,si é diffusa una consapevolezza paesana: non bisogna lasciarsela scappare. Cosí é partita una ” cordata” di datori di lavoro: R. la ospiterá,dandole un piccolo stipendio,con contribuzione di legge, altre famiglie le hanno offerto ore lavorative,in regola,in modo da risolverle i problemi abitativi e di stipendio,e lei ,felice,ha accettato. Venerdí si trasferisce,a 20 mt. dall’attuale residenza,continuerà a far parte della nostra comunitá,a lavorare con noi e per noi. Sono orgogliosa del mio paesello.