Archivi per il mese di: ottobre, 2017

La maleducazione mi irrita incondizionatamente. Oggi, in Duomo a Casale Monferrato, per l’entrata del nuovo Vescovo, erano previste moltissime persone. Noi siamo arrivate 2 ore prima, abbiamo trovato posto nella navata centrale, nei banchi non riservati. Piano piano, i posti migliori sono stati occupati. Le hostess, gentili, invitavano a sedersi nelle navate laterali, fatto salvo i banchi dedicati ai malati, confraternite, suore e clero. Nessun problema, fino a quando non é arrivata una rappresentante dei 5 stelle, che tronfia e ignorante come una scarpa,si é seduta nei posti riservati ai Sindaci e Autoritá civili. Piú volte invitata a spostarsi, prima ha detto che non poteva stare in piedi, poi ha iniziato una tiritera contro i privilegi dei politici a sfavore della gente comune, che lei di lí non si sarebbe mossa, ecc. una scena di maleducazione incredibile, di ignorante arroganza, da rimpiangere Bossi! Un imbarazzo cosí, sotto le stesse volte stellate, lo avevo provato solo al matrimonio di cazzoVale. Non si é comunque schiodata da quel banco, cercando con lo sguardo una approvazione tra i presenti, che le é stata negata.  E la maggior parte della cerimonia l’ha fatta in piedi, se no non vedeva nulla. La domanda é: bisogna sempre incassare la tracotanza altrui o 2 bei ceffoni in faccia risolvono e ti danno almeno soddisfazione? Che brutto mondo…..

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Siamo a fine ottobre, fa troppo caldo fuori e meno in casa. Ieri ho acceso la stufa a legna, tanto per… Ho quasi finito il tour dei cimiteri, con la solita rabbia che mi viene ogni volta, per svariati motivi. Mi resta solo addobbare chiesa, monumento caduti , tombe abbandonate del paese( e non é poco!). Vorrei andare al cine a vedere 3 film che mi interessano, e non ce la faró. Domenica fa l’entrata il nuovo Vescovo della Diocesi e, a ore impossibili, cercheró di trovare posto per me e amiche in duomo. Non so ancora chi ci sarâ a pranzo ai Santi, quindi non so che spesa fare… Andró a Roma e mia figlia ha deciso che verrá anche lei, meno male! Aspetto telefonate che non arriveranno , come stile di vita. Il mio commercialista, pure lui, mi ha dimenticata. Buona settimana.

Personaggi azzeccatissimi. Storia triste ma con risvolti comici, piacevole, ottima fotografia. Da vedere.

Una Gerini, evdentemente datata, se la cava in un filmetto divertente per svagarsi un po’. Peró adesso basta, cambia ruolo o pensiònati. Bisogna tener conto dell’anagrafe.

Mi viene subito in mente Lucio Battisti, poi penso al significato: pulita, immacolata, pura. Non esiste cosa piú bella che la chiarezza, la pulizia mentale, la purezza dei sentimenti, una tavolozza immacolata su cui incidere il futuro. É il nome giusto per una nuova arrivata alla vita, una speranza di grande portata. Accolta in una bellissima famiglia, con una sorella che la guiderá e la proteggerá, non mi resta che augurare ogni bene a questa frugoletta di un giorno: tieni fede al tuo nome, tenerissima Linda.

Alle 14 arriva la telefonata:” é caduto G., potresti portarlo all’ospedale?”  Come non correre, se chiamano i fratelli Berti! Li trovo entrambi sul marciapiede di casa, G. dolorante al polso e ferito alla testa. P., 84 anni,scorta il fratello all’auto, gli apre la portiera,lo sistema, con molta delicatezza. Arrivati al Pronto Soccorso, lo prende sottobraccio, lo accudisce, quasi gli dispiace non poterlo seguire oltre le porte oscurate. Attendiamo, poi lo accompagniamo alla Tac e agli Rx, loro sempre a fianco, si sfiorano con affetto. Lo accompagna in bagno, perché ha male al polso, vuole aiutarlo.  Poi ancora in attesa. P. é preoccupato, cerco di stemperare la tensione facendolo raccontare di vecchie storie del paese. Riconosciamo una signora i cui nonni erano di un paese limitrofo, e i racconti si fanno piú ricchi, le ore passano, ma ogni volta che si apre la porta del Pronto, lui é in allarme. Per ben due volte riesco a farlo entrare: parla con il fratello, gli prende la mano. Ci mandano a casa, lo dimetteranno dopo cena. P. insiste di voler venire con me a recuperare G., ma sapendo che va a letto a orari da pollaio, tipo le 20/20.30, gli impedisco di venire, dicendogli che fra una cosa e l’altra, faremo mezzanotte.  Alle 22 mi chiamano per  avvertirmi che lo dimettono, parto al volo. G. sta abbastanza bene, niente di rotto, solo una distorsione, meno male. Piange, si sente debole, si sente vecchio, ha 82 anni, mi fa tenerezza. Gli parlo della partita dell’Italia, si ditrae, chiacchiera volentieri. All’arrivo, troviamo P. ritto sul marciapiede, ci aspettava, sono le 23,30. Si abbracciano, due lacrime ognuno. -Perché sei quí fuori, con il vento che c’é?   -Aspettavo mio fratello. Ho detto tutto.

Film carinissimo, ottimi attori, storia fantasiosa con un finale americano. Bella serata.