Archivi per il mese di: luglio, 2017

Lo so, mi conosco. Non cedo, tengo la schiena dritta, dico in faccia il mio pensiero, non sono da intrallazzi gotici. Essere diretti , oggi, é un difetto. Meglio la falsitá, i convenevoli, si va avanti cosí. Peró sono capace di farmi da parte, non scocciare, rendermi invisibile, eppure ancora sono un problema. Forse é piú comodo darmi addosso, tanto ho spalle larghe e so difendermi, che riconoscere la propria piccolezza. Se sono un macigno cosí grande, non so che fare. Mi sento come uno scoglio sferzato dalle onde violente del mare: lo erodono poco a poco, ma ci vorranno millenni.

Non voglio piú sperare. Non credo di dover piú sperare.

Questo é quanto scrive la mia cara cugina, donna volitiva e positiva. Sembrerebbe che la vita abbia piegato anche lei, so che non é  cosí. In realtá credo fermamente che la presa di coscienza della realtá ti apra gli occhi, ti faccia abbandonare le illusioni. C’é bisogno di concretezza, di vivere agganciati al mondo, portare avanti progetti personali anche difficili e scomodi, senza immaginare qualcosa che hai perduto o forse mai avuto. É molto bello sognare, lo facciamo tutti, per sconfiggere dolore e delusioni, ma é poco utile. Lasciamo comunque aperta la porta alla speranza, non si sa mai, la vita sorprende sempre e dobbiamo essere pronti, con il cuore accogliente.

Bella serata, grazie a chi c’é stato, ai nostri ospiti, all’organizzazione, ai balli, all’allegria. Sono tanti 60, ma c’é chi non ci arriva, o ci arriva malamente. Noi siamo gente di cuore, energia, combattenti indomiti, e ce la godiamo ancora, per nostra fortuna. Evviva noi. 

 

Sono astemia, piú o meno. Mi concedo un whisky dopo cena e ogni tanto le bollicine. Ma ieri sera mi sarei scolata una botte di Pommery  Sur Glace, la cosa migliore che io abbia bevuto. Accompagnato da gustosi stuzzichini, che ho replicato più volte , e speciale compagnia. Una serata perfetta.

 

https://youtu.be/PfWRgctK00AMentre guardiamo Techetecheté, mi sfiora la mano e dice:” la miglior canzone che hanno scritto. Perfetta per noi”.  Eh, giá, mi ha sorpreso.

Appena a casa, mi prende lo sconforto: lavatrici, fiori, animali,mille piccole incombenze. Poi telefona P., la spia che viene dal freddo:” hai le luci della macchina accese”.  Giá, maritino sotuttoio, ha lasciato le chiavi inserite, da 6 ore: batteria da buttare. Ennesimo incazzo, come far finire le ferie imprecando. Adesso guardiamo il positivo: mille nuove idee per la testa. Ho visto cose…realizzabili. Molte idee per il paese, ma questo é giá piú difficile, non ho manovalanza e da sola posso ben poco. Qualcosa, in piccolo faró, se riesco, per i sogni medi, vedremo… Invece per la mia casa ho idee fantastiche. Inizieró subito con una prima fase, di assaggio, dovró aspettaare un anno per portare a termine il progetto che ho nella testa. Spero sia un piccolo seme, che stimoli qualcuno ad imitarmi, anche se forse susciteró l’ilaritá generale, all’inizio. Col tempo, spero venga apprezzata questa mia nuova iniziativa, che crei degli adepti: staremo a vedere. Per il momento, se passate davanti a casa mia, di sera, dalla prossima settimana, sorridete, grazie.

Non ha mai voluto venire in montagna d’ estate. ” si va a sciare o niente”. Poi invecchia,ha voglia di relax. Lo invito a scoprire le terme spettacolari dei Vecchi Bagni: non voleva più uscire! Se l’ é goduta un
mondo, felice,sereno. Un bellissimo inizio di vacanza..

Mi guardavo oggi,con lui,mano nella mano. Mi aspetta mentre cammino adagio, mi offre il braccio,mi indica le buche del terreno,in spiaggia mi accompagna in mare,resta con me in acqua, e io rivedo i miei anziani zii. Erano sempre insieme,uniti,solidali,un affetto enorme e l’ esempio di una coppia indissolubile,pur con caratteri diversissimi. Da piccola sognavo una vecchiaia come la loro,con un po” di fortuna e di salute,ci riusciró.

Domani sono 28 anni che ho una stella nel cuore. Il che mi porta ad altre storie,storie di regali, come é stata questa figlia. 

Ancor prima di metterci insieme,Natale 1975, il mio futuro marito mi fece recapitare,dalla mia assoluta migliore amica,un braccialetto di perline, manufatto da una compagna di scuola. Con questo gesto,mi conquista.  Persi il braccialetto su un autobus a Pavia,lo cercai in tutti i modi,andando anche al deposito dei bus,non lo ritrovai. Poi mi regalò l’ anello di fidanzamento,  scelto da sua madre e da sua sorella, che ne vollero uno simile per non essere da meno. Pur piacendomi, non l’ ho mai amato per i suddetti motivi. Alla nascita del primogenito, un bracciale in oro con 3 stelle: perso anche quello,sarà stato un presagio? Alla nascita Dell’ Infanta, con un guizzo tutto suo,mi regalo un diamante,solitario,molto bello. Questo é il gioiello che amo di piú,sia per il significato che per il gesto coraggioso che lo ha portato al mio anulare. E questo anello ora ha sostituito la fede nuziale falsa che mi ha regalato l’ orrida cognata come regalo di nozze. Questo anello non mi lascerà più,contiene l’ amore di mio marito e celebra il regalo migliore che ho mai avuto: mia figlia.