Distrattamente faccio zapping e vedo questo programma. I personaggi dovrebbero essere famosi,ma io ne conosco 4/5, gli altri non li ho mai sentiti nominare. Piú li guardo e piú non capisco di cosa si alimenti questa effimera fama. Ci sono delle ragazzette piagnucolose,bruttine, che prenderei a sberle tutto il giorno, che si comportano da meretrici,hanno giá avuto un sacco di esperienze, ma a parte questo,famose perché? Altre donne anzianotte,tiratissime,rifattissime,che sono oche assurde, girano semi nude tutto il giorno,e non é neppure un bello spettacolo. Gli uomini fanno compassione: ex belli,ex noti, forse in bolletta,sono lí per tirare su 2 soldi. Un vero squallore. Eppure guardiamo questi spettacoli, magari per distrazione,magari perché non c’é di meglio. Mha….

La prima volta le é caduto ad Oropa,al ristorante, e il cameriere gli ha dato un calcio e ha dovuto cercarlo per tutto il salone, sotto ai tavoli. Tutti le abbiamo detto che deve andare dal dentista,sistemarsi la bocca, che sembra Provolino, niente…. Vuoi per pigrizia,vuoi per paura ed esborso economico,  non ci va. Ogni volta che usciamo a cena, sta attenta ai cibi, devono essere morbidi, ha paura di ingoiarlo o perderlo nuovamente.  Venerdí ,é andata a fare giardinaggio comunitario: una gentile signora, vedendola accaldata, le ha offerto un succo di mela, che é stato fatale. Mentre beveva, per cause sconosciute, é partito il famigerato dente. Le ricerche si sono fatte subito affannose, con tanto di setacciamento della ghiaia limitrofa, ispezione con la lente dei vasi:  niente,non si trovava il maledetto! Ormai rassegnata e piegata dallo sconforto, si stava avviando a casa,quando venne l’intuizione fatale: e se fosse caduto nel tombino a 20 metri?  Impossibile!  Ma tanto,cosa c’era da perdere? Sollevata la griglia, ecco il bianco oggetto della ricerca,adagiato su foglie marce e pattume vario. Recuperatolo,disinfettatolo,ora fa bella mostra di sé nella sua bocca, con la promessa di consultare il dentista quanto prima!

Vivere in questo paesino é come essere al cinema.

Il nostro Presidente é venuto,per un’ora, a visitare il parco Eternot,simbolo della lotta di una cittá contro le morti da amianto. Ha incontrato la Romana, la Presidentessa dell’Associazione Vittime Amianto,una donna straordinaria, agile, combattiva,resistente. Non so cosa si sono detti,ma il vederli vicini,a chiacchierare,mi ha dato una bella sensazione. Anche se non cambierá niente,anche se si continuerà a morire, a combattere, a soffrire,é importante questo omaggio istituzionale ai martiri di un lavoro tanto desiderato e cosí portatore di lutto. 

 

Primo step del trasferimento: oggi ha iniziato a pulire casa. É partita con stracci e prodotti, buona volontá, allegria. Va dove deve stare, dove é giá col cuore e la mente. Va a coabitare con il suo fratello/ amico/ mondo, con colui che l’ha voluta fortemente accanto,ha fatto il possibile e l’impossibile per averl a vicina. Sono felice, lui la capisce, la sopporta, la valorizza,la sprona, é la persona migliore per aiutarla a crescere e realizzarsi. É il fratello che desiderava, con cui avere un rapporto di simbiosi, capirsi senza parlare, stessi pensieri e velocitá. Non disturba la morosa di lui,non c’é conflitto, i rapporti sono chiari, nessun dubbio o ombra tra loro tre. Sará difficile conciliare lavoro, trasferimanti, due cani,un serpente, un’attivitá da gestire, mille cose da organizzare,ma ce la faranno. Tornerá sempre meno da noi, mi mancherá da morire,ma é il momento di spiccare il volo,di vivere, lavorare, magari innamorarsi di nuovo,chi lo sa? La vita é piena di sorprese e forse qualcuna bella accadrá anche a noi.

Cara G., non so se sei mai stata a Ravello, mi auguro di sì. Come faccio a spiegarti, se no, cosa ti attrae di questo luogo? É il paese della musica,arrocato al monte sopra Amalfi, con vista incredibile ed incantatrice. É un luogo silenzioso anche se affollato,ben conservato,con una piazzetta piena di localini gradevoli. Capisco ora benissimo cosa lo faceva correre lí,non appena potesse. Me lo vedo aggirarsi con la sua aria furbetta e cordiale tra i tavoli dei bar,parlare con i suoi innumerevoli amici, respirare davanti al mare,piú sotto, ma di cui si sente il profumo fin lï. Capisco la scelta estrema, voler per sempre essere legato a quel luogo incantevole, riposare in quel mare cristallino e profumato di salsedine. L’ho omaggiato come sempre avevamo detto di fare e ,anche se tu non c’eri fisicamente, vi ho unito nel mio pensiero,mentre un’onda lambiva il molo, come a voler dire che é stato giusto cosí.

  

Tornata contenta,senza salti di gioia,ma contenta. Sono rimasta fulminata dalla bellezza di Sorrento,che non mi immaginavo cosí deliziosa. Anche se la canzone famosa qualche indizio me lo aveva dato, il vederla dal vivo é stato splendido. Capisco perché in tanti si siano ritirati lï,per pensare,ritemprarsi,gioire della bellezza della natura. Peccato che non sempre l’organizzazione sia all’altezza: le guide sono un po’carenti. Non ne sanno molto di storia o personaggi famosi,fanno spallucce e sviano le domande. Spero sia capitato solo a noi,magari tutte le altre sono in gambissima. Fortuna che il nostro taxista Gabriele ci ha adottati e ci ha reso superlativo il soggiorno. La sola visita di Napoli,accompagnati da un napoletano, colto,estroso, disponibilissimo,ma l’ha fatta amare ancor di piú. Addentrarsi nelle viuzze,dove lui conosceva tutti,aveva parenti che ti accoglievano calorosamente ,ti facevano gustare pizze strepitose, caffé imbattibili, é stato un regalo del cielo. Ci ha scorrazzato per la costiera amalfitana ( sopravvalutata, credetemi ), consigliando,prevenendo,aiutandoci con gentilezza.  Ischia é sempre bella,ma se non ci vai per cure mediche,una volta basta e avanza. Procida é un gioiello,in piú,accompagnati da Don Peppino, un microtaxista che ho conosciuto all’imbarcadero, abbiamo visto ogni angolo suggestivo possibile. Persino il suo orto,in posizione panoramica e casa sua. Ci siamo tornati per due volte ,e lui ci ha fatto scoprire angoli mozzafiato. Ora il ritorno,con giá le solite grane,il trantran quotidiano avvilente, non importa. É stata una vacanza di rivincita, la vita sulla morte, di grande e rinsaldato amore e di carica fino al prossimo tour!

Svegliarsi con le mani intrecciate alle tue . La mia, piú piccola , trattiene il tuo cuore, grandissimo. La tua,grande, accoglie il mio piccolo cuore. Così intrecciati sembriamo edera, bosco, inestricabili,indivisibili, uniti e perfetti. Respiriamo la stessa aria, dividiamo lo stesso spazio, occupiamo lo stesso posto. Procediamo uniti,resistenti, forti, tormentati, invincibili. Uniti siamo forza, muro, carro armato. La vita ha provato a dividerci, ma nemmeno la malattia ha vinto sulle nostra volontà. Il cammino, mi auguro, sarà ancora lungo, sempre più faticoso,ma con te a fianco non avró mai paura.


Tirato fuori la valigia,forse non basterá, come al solito porteró troppa roba… Ho voglia di vacanza,me la merito dopo un’estate difficile. Faró il tagliando mercoledí,ma indipendentemente dagli esiti istologici,da quello che sará l’ecografia,io partiró. La mia mente deve ricaricarsi, sono quasi all’ultima tacca. É il viaggio meno organizzato di tutti, non ho informazioni,viaggio alla ventura. Non ho fatto scalette,itinerari, programmi. Magari non vedró tutto,non importa,voglio cazzeggiare,girovagare,ascoltare il mare,odorare gli agrumi,mangiare bene,stare in ottima compagnia. Mi sono accorta stasera che non ho abbigliamento giusto,chissenefrega. Metteró i soliti straccetti che mi seguono di viaggio in viaggio da circa 10 anni: in qualcuno ci entro a malapena,in altri sembro un cotechino,ma tanto ,chi mi conosce? Non faró foto,se no mi capita come per la visita del Vescovo,che viene ogni 7/8 anni: in ben 3 foto,che coprono almeno 15/18 anni,ho sempre lo stesso completo bianco e blú. E non me ne sarei mai resa conto,se non fosse che hanno pubblicato le foto incriminate per confrontare come era cambiata la popolazione,e io lí,come un totem,con lo stesso vestito!  Non capiterá ora,spengo la fotocamera e amen.

   

Ero distratta,di corsa,oggi mi sono resa conto di quanto siano cresciuti i miei polli in 10 giorni.. Erano pulcinotti,spaventati,incapaci di trovare cibo e da bere,in un attimo sono belli pasciuti e vivacissimi. Chi dice che le galline non hanno cervello,sbaglia. Non so come funziona per i pennuti da grande allevamento,ma per i miei , ruspanti e amatissimi,posso garantire che il cervello lo hanno e sono furbissimi. Nel loro recinto hanno fatto sparire l’erba,di cui sono golosi,cosí hanno trovato il modo di evadere,scorrazzare per il prato e razzolare indisturbati sull’erba proibita. Ci ho messo un po’a scoprire come facevano a scappare,non trovando aperture nella recinzione. Dopo una serie di appostamenti, li ho visti,prima la capofila ovaiola,gallina di rara furbizia, si appiattiva contro un palo di sostegno e a poco a poco scivolava tra le maglie allentate della rete in quel punto. Lei ha insegnato alle altre come si faceva,ovvio che ci riuscivano solo le più magre. Quelle belle grassottelle guardavano invidiose, sapendo di perdersi un bel divertimento. A ora di colazione e cena,sanno giá la scaletta dei miei movimenti,mi aspettano e mi seguono in fila,sanno e precedono ogni mia mossa. Mi guidano a dove hanno deposto le uova,sembrano contente quando vado a raccoglierle. Da piccola ero terrorizzata dalle galline,forse perché non le capivo,ora le amo e le difendo dai fratelli Berti che vogliono mangiarsele. Strana la vita…

Spolvero i banchi della nostra chiesetta e penso: quante mani si sono aggrappate a questo legno? Sulle spalliere e sulle sedute ci sono le impronte e il DNA di tutto il paese,di almeno 3 generazioni. Mi ricordo i banchi vecchi quando ero piccola,poi il nostro falegname Michele,ha fatto quelli nuovi. Noi bambini passavamo interi pomeriggi nel suo laboratorio a vederlo piallare e inchiodare.  Una volta c’era un posto fisso per ognuno,donne a destra,uomini a sinistra. Il primo banco era per noi bambini. Dietro a me,mia mamma,la maestra del paese. A sinistra,nel secondo banco,gli uomini che cantavano la Messa degli Angeli: mio nonno,Cesare,Silvio,Ditti,Manu,erano la colonna portante del coro. Le cose,pian piano sono cambiate,le donne si sono mescolate agli uomini,ma nel primo banco a sinistra,contro il muro,sedeva Sandro,lontano da sua moglie,in terza fila,con Rita. Ultimo banco a destra per Pierino,Alfredo e sua moglie ,qualche volta Rosapalmina,ora non piú…

Cosí,scorrendo sul legno con lo straccio,rivedo tutti,giovani e vecchi ,che sono passati di quí,e tengo un tocco leggero,quasi avendo paura di cancellare le tracce della nostra storia,per conservarle per sempre nella nostra chiesetta.