Oggi chiudo questo blog. Non ha senso continuare, lo scopo per cui era nato é stato disatteso. Forse ne apriró un altro, con altre finalitá. Grazie a chi mi ha letta, a chi mi ha stolkerata, a me che ho capito quando é ora di smettere. Ciao,ciao.

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Compie gli anni,tantissimi. Vado a fare gli auguri e la trovo sul suo bel divano blu, sta rammendando cose di casa. Mi abbraccia con affetto,le faccio i complimenti.

– Dopo questa festa,mi ritiro. Questo’ inverno non sono stata bene e mio figlio e mia nuora ( quasi 80enne) sono quì da 4 mesi…non si fidano a lasciarmi sola. A Torino con loro non vado,non voglio disturbare e poi loro sono impegnati con 4 nipotine. Ieri sonno andata a vedere la casa di riposo delle suore e non mi é dispiaciuta: pulita, profumata e anche loro sembrano brave. Ero la prima di 3 sorelle e adesso sono l’ ultima…non voglio far tribolare nessuno”.

Grandissima Giulia del latte,saggia e lucida, che Dio ti protegga.

Quest’inverno ,mentre sfoltivo le piante grasse, mi é venuta l’idea sorgiva. Il nostro muretto, che maritino vorrebbe rifare in cemento armato, é in dissesto da anni, ma lo avrva fatto mio nonno, a secco e, fin quando reggerá, non verrá toccato. Le pietre si muovono, sembrano dover crollare a momenti, eppure reggono. Queste crepe le ho sfruttate cosí, e mi pare di aver fatto bene. Ricordo che siamo in Piemonte, non in Sicila, quindi doppio successo. 

   

Oggi sono andata al funerale di una cara amica, la piú bizzarra di tutte. Era simpaticissima, una macchietta,a volte, con battute sagaci e una risata allegra che dissimulava i suoi tormenti. Anna non ha avuto una vita facile, aveva dovuto combattere con molte sfighe, si era sempre ripresa, adattandosi a vivere sotto tono, tirando avanti, con un unico faro: vedere sua figlia felice. Tutto per lei, ogni atto, ogni pensiero erano per Francesca, citata come una litania in ogni discorso, in ogni modo. Aveva avuto la soddisfazione di vederla laureata, poi il lavoro, il matrimonio, tutto procedeva per il meglio…e quando le cose vanno bene, trac! La sfiga ci mette lo zampino.  Per il suo modo di fare, spesso, gli stolti la consideravano una donna da prendere in giro, snobbandola, mentre lei aveva un cuore grandissimo, una generositá enorme che spesso non si poteva permettere, anche generositá di tempo, affetto, sentimento. Era veramente un’anima buona, misericordiosa, sincera. Ti guardava con quei grandi occhi neri, spalancandoli e poi strabuzzandoli incredibilmente, e finiva sempre con una grande risata. Ti penso in un posto bellissimo, avrai giá organizzato un balletto con gli angeli e detto le tue famose battute: il Cielo si rotolerá dalle risate. Un bacione.

Ieri si é sposata G., sua amica d’infanzia, forse la sua prima amica, con cui ha diviso almeno 20 anni di pazzie, pianti, innamoramenti, delusioni, felicitâ, esaltazioni e abissi. Un riferimento, un appoggio, un pilastro…ma le cose cambiano. Strade e obiettivi diversi le hanno allontanate nella vita. Resta l’affetto per la persona che era, la ragazza sbarazzina con cui tuffarsi nella vita. Si cambia: una, felice mamma e ora moglie, l’altra spirito libero, lanciata nella carriera, non ancora appagata nella mente e nel cuore.  Festeggiare questo matrimonio é stato, credo, come vedere i pesci nell’acquario. Belli, splendenti e voluttuosi, ma tu sei fuori, in un altro mondo. E i mondi non combaciano, si guardano ma ognuno non invidia niente all’altro. Credo sia stato un arrivederci a piú in lá, quando tornerá un sentire comune, resta un grande affetto ma poco da dire….comunque l’infanta é sempre la migliore, splendidissima! 

 

Ho scelto Vasco per il mio ultimo concerto allo stadio. Ultimo perchë l’etá avanza, la mia e di quelli che mi piace ascoltare, perché l’anca sbilenca non regge piú di tanto ed é troppa fatica. Ho dovuto doparmi con 2 Aulin, sorreggermi ad un bastone, tribolare un tot. Sono comunque contentissima di esserci stata, anche se mi sentivo un po’fuori luogo, in mezzo a schiamazzi e fiumi di birra, siga e cannoni da stordire un elefante: io rispettosa delle regole, mi ero pure lasciata levare il tappo dalla bottiglietta d’acqua! Lo spettacolo ë stato grandioso, lui ha cantato le migliori, il pubblico tutto all’unisono, cantava con lui. Mi sono come sempre emozionata con Canzone e Sally, peró non ho pianto. All’uscita, arrancavo: mi avevano sequestrato una bacchetta di plastica a cui mi sorreggevo, giustamente. Cosí ho comprato una bella bandiera della Juve, con tanto di asta, che mi ha permesso di arrivare all’auto, a 2 km…. É stato splendido, come nelle favole, un giorno migliore,eh! 

 

L’infanta ha trovato il lavoro dei suoi sogni, a 1000 e 1000 km da me… Ho avuto un colpo basso iniziale, poi ho razionalizzato e pensato che da questa svolta dovevo prendere il meglio. Con maritino , abbiamo fatto un viaggetto fino al luogo designato: posto incantevole, neppure cosí lontano come da carta geografica. Abbiamo provato due itinerari in andata e al ritorno e , sí, ce la possiamo fare! Naturalmente non potremo andare ogni settimana, ma una volta al mese é fattibile. Dicevo, luogo bellissimo, rilassante, un pochino umido, ma per noi che viviamo in mezzo alle risaie, fa ridere. Ottima urbanizzazione, servizi adeguati, verde pubblico curato, molti anziani.Chissá che non tocchi anche a noi invecchiare sul Lario….non sarebbe niente male, diciamocelo.

Cominciamo dall’allegria: l’infanta é stata assunta per il lavoro dei suoi sogni. Non si ë mai risparmiata, ha dato molto al suo lavoro, lo fa con grande passione. Purtroppo le cose belle finiscono, la sua cooperativa non si occuperá piú dei richiedenti asilo. Lei ha cercato, sostenuto colloqui, ha trovato altri lavori, ma non era soddisfatta. Un curriculum inviato distrattamente un venerdí sera, le ha procurato un appuntamento il martedí: si sono capiti al volo, stessa lunghezza d’onda, li ha convinti ed é stata assunta.  É un avanzamento di carriera, molte soddisfazioni la attendono, ma……é un posto,lontanissimo! Da quí la tristezza. Mentre lei é presa dai preparativi del trasferimento , io , sola nella mia cucina, fisso il tavolo che, da ora, avrá solo due posti. Vago per la casa e rimpiango il casino che la accompagnava, il suo disordine, le scarpe in mille posti…e piango. Piango perché la vita non si ferma, perché é giusto che vada dove il lavoro la richiede, perché mio marito fa troppo il duro per non piangere anche lui, perché mi mancherá da morire, mi mancherá la quotidianitá, il cazzeggio, il suo tenermi viva ed aggiornata, il suo coinvolgente caos…e poi mi preoccupo: sará sola, con chi si sfogherá? Su quale spalla piangerá? Chi le dará un abbraccio e un bacio? Se fossi piú giovane e in salute, andrei volentieri a metá settimana a trovarla, ma adesso non me la sento piú di guidare per 3 ore e poi altre 3, per vederla 1 ora. La nostra vita cambierá, per lei in meglio e per me in peggio, devo farmi coraggio e accettare questa rivoluzione, sperando di non starci troppo male e aspettando con trepidazione ogni sua visita. Che vitaccia di m….

Care galline, oggi é l’ultimo giorno che stiamo insieme. Domani mattine per due di voi sará esecuzione capitale, le altre seguiranno in settimana. Siete state una bella compagnia, allegra, impegnativa,affettuosa. Mi riconoscevate ed eravate intelligenti: non solo capivate i miei movimenti ed i miei tempi, ma mi facevate capire i vostri desideri. Ad esempio che l’acqua per bere andava messa in un determinato posto e non altrove, che in estate volevate la vaschetta larga e bassa per rinfrescare le zampe, che certi mangimi vi facevano schifo, che il pane era sempre gradito. Quest’inverno la faina aveva fatto strage di ben 6 vostre compagne e il rifiuto di rientrare nel pollaio, alla sera, é stato un segnale per dirmi che, libere nel cortile, potevate scappare e difendervi: vi ho assecondate e siete sopravvissute. Purtroppo il tempo é tiranno, voi siete vecchiotte e io e i fratelli Berti lo siamo di piú. Dobbiamo diminuire i nostri impegni e, se non fosse stato per me, eravate giá morte da un po’. Con malinconia vi dico addio, non ci saranno sostitute dopo di voi, resterete sempre un gran bel ricordo. 

    
   

Ha deciso, proprio in questi giorni che una cara amica mi ha annunciato la gravidanza della propria fuglia.

– ” Morosi non riesco a trovarne, men che meno l’uomo della mia vita, perció ho deciso che avró un figlio nel 2020.”

-” Facile a dirsi, ma non a farsi…devi trovare un donatore, poi dovrai allevarlo da sola, senza che lui accampi diritti, voglia fare il padre, rompa le balle. Ti prego, non farglielo riconoscere, porterá il tuo cognome.”

-” tranquilla, ci ho pensato bene e ho giá trovato l’uomo giusto. Lui é d’accordo, iniziamo a provare da aprile 2019″.

-“Deve essere sano, senza tare in famiglia….” 

-” Tranquilla, é YX, lo sai chi é: belloccio, intelligentissimo, bizzarro come me. Faró un figlio magnifico” 

-” ah, meno male! Approvo il donatore, inizio il corredino…”

Alcuni giorni dopo, a cena, annuncio questa cosa bellissima al resto della famiglia. Padre:” mha..non mi esprimo” – Figlio:” bellissimo, e lui mi sta simpatico. Ottimo, divento zio!” 
Questa é la teoria, vedremo se tra un anno si traduce in pratica..