Alvaro Vitali, Barbara Bouchet, Laura Antonelli e compagnia briscola: gente che negli anni 70/80 aveva una discreta fama. Lavoravano con compensi cospiqui, erano riveriti, invitati, erano i VIP di allora. Certamente sono stati delle cicale se tutti lamentano miseria o sono finiti malamente. Appelli sul web, lamenti, piagnistei di costoro, mi fanno incazzare tantissimo: in un mese hanno guadagnato quanto i miei genitori in 10 anni, hanno vissuto in un lusso esagerato, non hanno rinunciato a niente, quando tutta l’Italia risparmiava lira su lira per campare una famiglia. Adesso si trovano in ” miseria” , come se un sacco di pensionati invece  se la passasse da miliardari….ma fatemi il piacere! Se oggi hai 500 eu di pensione, fai come tanti: tiri la cinghia. Non sará bello o giusto, ma non lo é nemmeno per l’artigiano o  il panettiere, quindi fatevene una ragione e considerate che , tanti anni fa, avete fatto una vita migliore di molti altri.

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Stanca,stanchissima, dolorante, preoccupata per la salute di due cari amici, poi la bomba:” cambio lavoro”. Oddio, iniziano le domande che mi faccio: sará un miglioramento? Sará una società affidabile? Si troverá bene? Bisognerá fare un altro trasloco, allontanarsi dagli amici,organizzarsi per bene….quando ci potremo vedere? Reggerâ la solitudine quando tornerá dal lavoro? Con chi si sfogherá? Sono felice e preoccupatissima, mille pensieri che mi fanno passare una notte tormentata e insonne. Stamattina un raggio di sole: alla luce di più esatte informazioni, si valuta meglio la situazione, c’é piú tempo per decidere. Il cambiamento é dietro l’angolo, ma adesso respiro un po’di piú.  Tutto é piú semplice se sei figlia del diavolo.

Quando ho aperto questo blog, l’ho fatto pensando di dare una mano agli altri. In tanti anni, solo una persona mi ha chiesto consigli, poi il nulla. Cosí si é trasformato in un diario personale, in uno sfogo , in un divertimento. Oggi pensavo alla mia tormentata vita e mi é venuta in mente che assomiglia ad un campionato di calcio. Sono da sola ma lavoro come una squadra, ho scontri diretti, a volte il vantaggio me lo danno gli scontri altrui. Ho vinto il campionato 3 volte: 2 quando ho avuto i miei figli, la terza volta é stata una vittoria sofferta, importantissima, che nessuno vuole riconoscermi, ma che ho cucita sul petto. Molte volte ho lottato per non cedere e retrocedere, per lo piú mi mantengo a metá classifica. Giocheró fino a quando lo sponsor mi foraggerá e il mio fisico ce la fará. Poi disferanno la societá e mi disperderanno come cenere.

Inaspettatamente, é stata una giornata bellissima. Organizzata all’ultimo,col timore di restare sola a pranzo…invece tutta la famiglia ha pranzato insieme. Maritino presente, infanta che voleva riposare e quindi non si ë mossa da casa, il figliolo ritrovato che all’ultimo ha deciso di unirsi a noi e la sempre benvenuta cugina Sandra, che mette buonumore solo a guardarla. Le mie amiche del cuore ,ognuna con un piatto, mi hanno regalato il pranzo prêt a porter. Mi sono rilassata, l’atmosfera era serena e allegra. Che bello, me lo meritavo, da tanto,troppo tempo. Auguri a tutti.

Compleanno di maritino, vintage ma giovanissimo nel cuore. Il primo felice dopo molti sotto tono. Circondato dai suoi figli, appagato, ha perfino festeggiato due volte, basta averli vicino. Non c’é stato maltempo, intoppo, dieta che lo ha fermato. Sono felicissima per lui, per me, per noi, per l’affetto rinnovato, per la sintonia e serenitá che ci offre questa famiglia, perché abbiamo supersto gli scogli e le distanze, perché é bello vederci tutti insieme sorridenti, perché adesso tutto ha un senso. 

   

Care donne di Brusaschetto, vi ho nel cuore, ad una ad una. Non con tutte ho un rapporto amichevole, non con tutte andrei a mangiare una pizza, ma poco importa. Fra queste poche anime, noi siamo la Resistenza. Ci aggrappiamo alla nostra tradizione, alla nostra famiglia, al nostro piccolo bricco collinoso e guardiamo avanti. Nessuna di noi é presa da sconforto per piú di un minuto, portiamo avanti la barca in acque a volte ostili, abbiamo ognuna il nostro bel caratterino, ma al momento del bisogno, ci siamo, tutte. Penso a tutte noi , quí, alle donne che non ci sono piú, a quelle che saltuariamente frequentano il nostro borgo, a chi vorrebbe restare di piú e non puó, a chi pensa di andarsene e non lo fa: siamo una strampalata armata di anime, forti, combattenti, generose, ingegnose, siamo le donne brusaschettesi, orgogliose e inaffondabili. Evviva noi.

Una botta che non mi aspettavo. Un mese fa eri venuta a suonrmi il campanello, affidandomi le chiavi di casa, preoccupata per la salute dei tuoi cugini. Eri bella come il solito, la risata squillante e coinvolgente, lo sguardo particolare, dato dal taglio un po’ orientale dei tuoi occhi: niente lasciava presagire il peggio. Dopo che Giuseppe se ne era andato, un anno fa, ti eri un po’ spenta, sola , anche se circondata da figli e nipoti. Per ben due volte eri venuta al paese da sola, avevi aperto casa, ti eri seduta al sole sulla panca di legno, sembravi assorta nei tuoi pensieri. Ho pensato che ti servisse un momento solo per te, tante volte non si puó piangere un marito e un padre come si vorrebbe, di fronte ai figli. Magari cercavi una quiete mentale, lontano dalla vita caotica di Milano. Mi avevi fatto tanta tenerezza. Eri fatta per stare in coppia, indivisibile da tuo marito, due parti di uno stesso mondo. Adesso, insieme, vegliate sulla vostra bella famiglia, sulle adorate nipoti, abbiate una meravigliosa  vita celeste,uniti e felici come siete stati quí in Terra.

Quando pensi di averne giá passate tante..tac! Ecco nuovi colpi. Ci vuole un fisico morale come il mio per non abbattersi, farsi scivolare le cattiverie, i dispetti, le bastonate. Ricordo peró che un vecchio proverbio diceva:” a forza di bastonare l’asino da soma, pure quello schiatta.”  Non schiatteró, peró ci resto ogni volta peggio, e non é bene.

La mia cuginetta con due cervelli parte volontaria in Senegal. Da un incontro fortuito, ha preso a cuore questo progetto di volontariato e accudirá bambini in un orfanatrifio. É entusiasta, volitiva, determinata, parte carica come una fionda, ha in mente molti progetti, vuol mettersi alla prova misurandosi con realtá lontani anni luce dalla sua condizione di madamin torinese. La sostengo con affetto, con il cuore saró con lei in Africa, ma oggi, parlandone, ho capito che io non potrei mai.  Non potrei mai occuparmi di bambini, perché non mi piacciono, con loro non ho feeling. Anzi, a dirla tutta , mi annoiano a morte. Sono stata una madre svaporata, pessima sotto moltissimi aspetti, e nemmeno con i miei figli piccoli, pur adorandoli, ho sentito quell’empatia che invece ho vissuto con loro adulti. Non so farli giocare, non ho pazienza, mi innervosisco a troppe richieste e ancor piú ai loro capricci. Non amo cucinare per loro, vedere cartoons, leggere libri, portarli al parco. Perció no, non potrei. Sono felice che lei, invece, adori i piccoli ospiti di quella struttura, saprá far bene e porterâ serenitā e sorrisi. Buon viaggio Betta.

Non riesco piú a tagliarmi le unghie del piede destro, causa artrosi e una schiena disastrata, proprio non ci arrivo. Non riesco a contorcermi per arrivare a tutte le unghie e il risultato é penosissimo: sembra sia passata una falciatrice su un campo di lava. Prenoto la pedicure da una nota podologa, con la mia sodale amica, afflitta dai miei stessi problemi. Una seduta soddisfacente, rilassante, che mi ha trasformata da bradipo a Carla Fracci( quasi!). Un meraviglioso pediluvio con idromassaggio, accurate bisturate su pelle morta, tronchesini di varie grandezze per dare forma, una fresa per levigare, olio per rinforzare: risultato strepitoso. Non abbandoneró piú questo momento di grande piacere e di indubbia utilitâ. É ora che mi coccoli come merito.