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Ecco,questo é l’ evento. Io sarò alla partenza,vorrei tanto partecipare,ma ho una certa età… chi può,lo faccia: sarà una corsa fantastica! Fantozzi, avanti tutta!

E ce la siamo levata, questa orribile giornata. Con febbre, mal di gola, raffreddore, tosse, gli auguri me li ha fatti mio marito, ma di pronta guarigione. Il mio pensiero alle mamme del cielo, sempre, non solo oggi. Le sento vicine, presenti, amorevoli, confortanti, mi rendono il cuore leggero nei momenti tristi. L’infanta, alle 20, mi ha fatto gli auguri e:” non ti ho comprato niente, tanto non saprei cosa” . Ecco, in questa frase l’annientamento, se mai ne avessi ancora bisogno, del mio ruolo di genitrice. Pazienza, indietro non si torna , e procedere é faticosissimo, e poi, chi ne ha voglia? Dove devo scrivere per dimettermi da mamma?

Un giro pazzesco, bellissimo ed estenuante. Non abituata a viaggiare con un tour organizzato, mi sono adattata abbastanza, ma non lo rifarei. La Sicilia é strepitosa, ogni aggettivo roboante le si adatta alla perfezione, ci si innamora di questa terra. Due erano i miei obbiettivi, li ho raggiunti con determinazione. Per vedere la Scala dei Turchi, ho prenotato un taxi alle. 6 di mattina, ma il godermela in solitaria non ha avuto prezzo. Mio marito mi ha frenata fino all’ultimo, ma sorda ad ogni argomentazione, me ne sono andata per i fatti miei, e ho fatto benissimo. A Catania, ho scelto di salire sull’Etna, invece di andare al Santuario per la Messa. Un po’di difficoltá me le ha create la capogruppo, a cui ho firmato una liberatoria che sollevava da ogni responsabilitá e copertura assicurativa. Con maritino e una coppia che si é aggregata all’ultimo, abbiamo vissuto una esperienza intensa, molto istruttiva. E per finire, con la cocciutaggine che mi appartiene , mi sono fatta portare a Taormina, Giardini Naxos, Isolabella, mollando i mariti in hotel e trascinando la titubante signora, che poi mi ha ringraziato per averla convinta. Si sa: ho la volontá di un asino da soma e la determinazione di un esploratore. Una perla che conserveró nel cuore é Aci Trezza, di memoria scolastica, di una bellezza sconvolgente. Non so se torneró in Sicilia, la salute mi sta limitando sempre di piú, faccio ormai fatica a tenere il ritmo e ne risento tantissimo, peró, se avró occasione, un giretto, piú limitato, lo farei volentieri. Per ora un bel ricordo ë custodito nei miei occhi e nel mio cuore, per sempre. 

    
 

…..in viggio, mi porto dietro cose che mi rassicurano. Anni fa non partivo mai senza un anello con ametista, comprato in Tailandia, ma con l’artrosi, non mi entra piú, così lo lascio a casa. Porto invece l’anello che mio nonno mi ha regalato il giorno del mio matrimonio e quello che ho fatto fare unendo le pietre di quello di fidanzamento che mio papá regaló a mia mamma ,e la pietra che mio zio regaló a mia nonna per ricompensarla della sua dedizione nella malattia. Ho le foto dei miei figli piccoli, quando erano adorabili, e quella di M. vestito da scolaretto, che mi fa tenerezza. Porto il sale beneaugurante , il laccio emostatico e dei vecchi occhiali da sole  di F.  Sono oggetti irrinunciabili, che mi fanno sentire come se portassi tutte le persone a me care in viaggio con me. Per il sale e il laccio, discorso diverso: il primo perché non si sa mai, il secondo perché potrebbe servire per sAlvare una vita, meglio averlo.

Mi rendo conto della differenza di atteggiamenti che si hanno, avanzando l’etá. Da giovani avevamo questo incipit al risparmio, a vivere secondo le nostre possibilitá, senza esagerazioni. Vivevo in un paese dove c’era la gara ad esibire l’ultima tecnologia, la miglior automobile, il vestito di marca, gente che faceva debiti e rate pur di poter apparire. Per cultura famigliare, non é mai stato il mio mondo. Abituata a fare i conti fino al centesimo, a mettere da parte per imprevisti e futuro , il prezzo piú alto lo ha pagato il mio primogenito. É stato l’ultimo ad avere il cellulare, tra i suoi amici, non gli ho mai comprato il Nintendo o la Play Station, le scarpe sportive solo se era necessario, e altre mancanze che a me sembrava il superfluo, per lui sono state un avvilimento nei confronti dei coetanei. Forse, invece di mandarlo in Inghilterra o in America nei mesi estivi, era meglio se lo avessi soddisfAtto in queste piccole cose. Oggi capisco e giustifico il suo rancore, anche per questo ha ragione a considerarmi una pessima madre e a non parlarmi piú: ho pensato a cosa era meglio per lui senza tenere conto dei sui desideri. Me lo sono meritato.

Ore 8, prima telefonata: – non so se prendere il piumino nero o quello blu.

– prevedono 30 gradi…io non porto niente, valigia estiva.

– non si sa mai. Poi non so per le scarpe, le magliette, i pantaloni …e quanto deve pesare..

– stai sui 20 kg, ma con la roba estiva, hai voglia…la cosa piú pesante saranno le scarpe, ma le indossi!

– porto i sandali e parto con quelle da trekking.

– e per fare cosa? Mica facciamo gli sterrati.

– comunque é meglio se vieni a farmi la valigia, ho troppi dubbi.

– nemmeno per sogno. Tu vuoi portare dietro la casa, io viaggio con l’essenziale, quindi arrangiati.

– e il costume lo porti?

– certo, e pure il vestito di Babbo Natale!

Guardo vecchi film in tv, vecchie foto di famiglia e mi chiedo: perché gli uomini non portano piú il cappello?  Non c’é foto di famiglia, anteriore agli anni 50 che non veda uomini con la lobbia o il borsalino o la paglietta estiva. Era un accessorio importante, comune, elegante, che completava sia l’abbigliamento formale che quello informale. E poi, che eleganza donava al maschio, lo rendeva piú autorevole, fascinoso, distinto. Ormai siamo abituati alla sciatteria, alle infradito e alle sopracciglia ad ali di gabbiano…non si lamentino quindi i maschi se noi donne non li prendiamo piú sul serio.

Ero avviata ad una festa un po’ triste, ma il destino é tornato a favorirmi e a farmi regali inaspettati. Innanzi tutto sono stata sepolta da regali da amiche e conoscenti, che mi hanno sorpresa piacevolmente: un piccolo presente significa che mi hanno pensata, considerata, ed é una bella gratificazione. Poi c’é chi ha esagerato, come i miei fratelli Berti, e ora ho il frigo pieno di leccornie!  La Venezia dal doppio cervello, era partita per un trekking Superga-Crea, di 4 giorni, ed eravamo d’accordo di vederci alla tappa finale per stare un po’ insieme. Per mia fortuna, dopo i primi 20 km su 100, si é rifatta viva la sua distorsione alla caviglia, bloccandola per strada. Subito da me recuperata, il trekking lo fará principalmente nella mia cucina, trascorrendo con me queste feste primaverili. Sono felicissima, con lei le comiche sono d’obbligo, unendo le nostre storditaggini. Non vedo l’ora, domani, di entrare al ristorante al suo fianco, considerato che l’unico abbigliamento che ha é il completo da canottaggio, con tanto di scritta cubitale” Armida Torino”! Faró bella figura, penseranno che sono con una VIP sportiva. Faremo lunghe chiacchierate, tante risate, renderá leggero e spensierato il tempo trascorso insieme.  Sará una Pasqua eccellente.

Nata juventina, in una famiglia bianconera, non saprei pensarmi altrimenti.  Nomi come Spinosi, Marchetti, Haller, Anastasi, Cuccureddu, Furino, erano pronunciati da papá e nonno con rispetto e devozione. La Vecchia Signora é nel mio DNA, tutto quí.  Ho sempre creduto nel suo bel calcio , nella grande regia che sta alle spalle della squadra, alle sue regole ferree ma giuste, a quel non so che di distintivo che non ha eguali. Stasera non ho visto il match, ho un pezzo di cuore morto e il restante non se la passa benissimo, quindi era meglio non rischiare. Maritino romanista é venuto ad annunciarmi il risultato, che mi rende stratosfericamente felice. E la notte sará dolcissima e corroborante.

Come Natale, anche Pasqua puó essere una faticaccia. L’incertezza del non sapere quanti saremo,cosa faremo, che tempo ci sarâ… Ho cercato di convincere i miei conviventi per un pranzo al ristorante e, apparentemente loro hanmo accettato…ma in cuor nostro, ognuno di noi non vorrebbe andarci. Maritino  nicchia perchè questi pranzi sono troppo lunghi e lui deve andare a passeggio con Rocco; l’infanta sará quí, ma con il cuore altrove, forse a Milano, forse  in Canada, non é dato sapere….; io  detesto vedere noi tre tapini festeggiare, quando nel cuore abbiamo solo tristezza e rimpianto. Fatto sta che devo ancora prenotare, cercheró un posto abbastanza vicino, dove ci sia un servizio velocissimo: levato il dente, levato il male. Per fortuna Pasquetta sará diversa, ognuno per suo conto. Io intercetteró la cugina Venezia camminatrice che si fa la Superga-Crea in 3 giorni: la recupereró alla basilica Mariana e staró con lei in attesa del treno per Torino.  Intanto sará una settimana intensa: da domani avró” ospite” il mio idraulico, che deve fare un lavoraccio all’impianto di riscaldamento. Devo poi allestire la chiesa per Pasqua, considerato che il giorno stesso festeggiano 5 anniversari di matrimonio, con rinfresco a seguire. Faró personalmente gli auguri alle amiche piú care, e solite incombenze quotidiane….domani faró mettere la cornice  al quadro della Madonna Pellegrina, cosicchè sia pronta per fine Aprile…. Insomma, verrá poi unmomento per rilassarmi? Ne dubito….