Archivi per il mese di: ottobre, 2016

Non avevo voglia di andare a teatro ,stasera, lo spettacolo non mi convinceva…invece! Una straordinaria performance di un cantante in lingua piemontese,con recupero di canti che non sentivo più dalla mia infanzia, mi ha emozionata. Lo spettacolo strabiliante dei burattini della famiglia Niemen di Vercelli,mi ha divertita,stupefatta, ammaliata. Una serata molto particolare,coinvolgente, deliziosa. Bravissimi tutti e bravo il teatro di Moncalvo che scova chicche preziose da regalare al suo pubblico.

Non sono ossessionata dal denaro,mi serve per vivere e nulla piú. Ricordo i miei genitori che parlavano di Bot, Buoni fruttiferi,Pronti contro termine, cose dell’altro mondo,ormai obsolete. Si fatica a non far debiti,altro che investire! Le Banche ti fottono,sempre,quindi il mio rapporto con loro é di mal sopportazione. Ieri,dopo aver pagato un sacco di bollette,tiro fuori la carta di credito tutta sbrindellata, probabilmente mi si era sfilata dal portafoglio e , a spasso nella borsa, non aveva fatto una bella fine… L’impiegata dice che bisogna chiedere il duplicato,se la fa consegnare e : ” Signora,é scaduta a marzo! Non ha ricevuto quella nuova? -” No-”  . Controlla in cassaforte,caso mai fosse in giacenza da loro,niente. ” Non ha ricevuto quella nuova per posta? Qui non c’é”-” guardi,ora a casa ricontrollo. Potrebbe anche darsi,non apro mai le vostre lettere.”-” perché non le apre?”-” perchë annunciano solo guai e disgrazie”. 

Non ho ancora controllato se la carta di credito mi é arrivata a febbraio o marzo,ma dato il periodo,potrei benissimo averla bruciata nella stufa a legna…..

Riprende la stagione al cine con le amiche stagionate. Avevamo visto Woody Allen la settimana scorsa,che non ho recensito perché non c’era bisogno…. Questa sera un piacevolissimo film con il duo Cortellesi-Ramazzotti. Un film delicato,divertente,ottimo rimedio ad una serata uggiosa. Soddisfatta.

Succede che  ventilano di rifare il Camposanto,con esumazioni e ripristino del manto erboso. La tomba di un lontano parente é nel lotto indicato,ma io ho perso contatto con quell’ala della famiglia paterna da 30 anni. Nell’era del digitale,mi metto a cercare su internet e trovo un nipote acquisito,che mi da amicizia su Fb, ma non risponde alle mie domande. Cerca e ricerca,scopro che sua moglie é morta da 10 anni,allora cerco il fratello. Trovo che ha pubblicato libri,fino a qualche anno fa,poi il nulla. C’é un indirizzo di email,scrivo,niente. Ieri mi arriva la risposta,é vivo e vegeto,non vede l’ora di parlarmi. Segue scambio di n.telefonici,oggi ci siamo sentiti,aggiornati in parte sulle nostre vite,viene il we dopo i Santi a trovarmi. Sono strafelice! E rigrazio mia figlia che mi ha introdotta in questo nuovo mondo virtuale,molte volte stupidino e noioso,altre volte utilissimo per trovare informazioni e persone.

L’infanta mette le mani su tutto e se lo accaparra. Mia madre la chiamava ” la gazza ladra” ed é vero: maglie,foto,oggetti,chiavi.se la chiedi:” hai preso tu..” Nega vigorosamente,dopo mesi trovo o nelle sue mille borse di plastica o nell’armadio quel che da mesi vado cercando. Oggi ho sbarazzato la sua auto,visto che si prospetta uno scambio di mezzi a breve. Bonificando l’abitacolo ho ritrovato un paio di occhiali da sole Persol,i primi occhiali da sole di suo fratello. Mi sono commossa,pensando a quando splendeva il sole a casa mia…

Per la precisione,gli occhiali da sole erano tre paia,oltre a quello sopra citato,c’erano uno mio e uno suo.

Un mini bilancio ,dovuto,in seguito ad un pensiero che mi arrovella da giorni. Un lieto evento che mi tange,non troppo,perché? Forse qualche anno fa avrei fatto salti di gioia,mi sarei fiondata in ospedale…ma le cose cambiano. Un tempo frequentazioni quotidiane,un forte legame con la capostipite,che ancora considero una delle mie maestre di vita,poi l’interruzione. Non ci si vede piü,niente telefonate,incontri. Al momento del bisogno,io ci sono stata: con la presenza ,con i consigli, col fatto che ho ribadito che su di me ci si puó contare. Non l’ho fatta lunga,non é da me. I travagli della loro famiglia li sapevo e sono stata zittissima,negando l’evidenza a chi me ne chiedeva conto. Siccome non sono una stupida,anche senza parole,ho capito che dovevo sparire,lasciarli ai loro crucci,e cosí ho fatto. Da questo é scaturito un ragionamento sui miei affetti,che comunque ho ben saldi,sulle amicizie,che ho selezionato moltissimo,e sulla mia vita affettiva. A conclusione di ció,posso affermare che per la metá della mia vita sono stata felice,in un arco che comprende giovinezza,maturitá,senilitá. Certo non é stata una felicitá continuativa, ma la somma degli anni buoni é una bella cifra. Questo é un anno no,assolutamente, ma considerando la legge dei grandi numeri , il 2017 sará passabile.

Ho gioito per il Nobel a Bob Dylan. Conosco solo 4/5 canzoni, ma mi ha sempre interessato il personaggio: coerente,fuori dal coro, indipendente, sprezzante delle regole borghesi. In prima persona ha dato un contributo a tante battaglie, ha affiancato i movimenti liberari degli States senza paura,con la forza delle sue idee.  Il mio amico americano invece ride grasso di questa scelta, continua a dire : ma é un cantante! Cosa c’entra con la letteratura? Non da valenza poetica ai testi, non gli riconosce un bel niente,é solo un cantante. Mi fa notare che ci sono mille altri compositori i cui testi sono piü impegnati,piü poetici, insomma,il Nobel a Dylan non lo digerisce proprio. A mia volta sottolineo che questo premio é una cosa Svedese, sono loro che decidono e tirano fuori i soldi. Anche gli Americani  prendono sonore cantonate con gli Oscar, dati a film francamente noiosi e bruttini, eppure nessuno dice niente: é cosa hollywoodiana , al resto del mondo importa relativamente.

É il terrore di mio marito.Quando compare sul cellulare , va nel panico. Urla ,impreca, chiede aiuto fino a Huston! Di solito l’infanta riesce a rimediare,ma adesso non é piú quí. Sabato, entra come una furia:” di nuovo questo cazzo di omino verde! Dammi il tuo telefono che sono reperibile!” . Seguono attimi di panico perché non sa accenderlo,telefonare,rispondere. Segue breve e intensivo corso per usare il misterioso oggetto di mia proprietá, piú una bella mezzora per riuscire a spegnere il suo. Consulto a distanza con la figlia ,che promette di risolvere quando verrá a trovarci,tanto per adesso un cellulare ce l’ha… Fortuna che io ne ho due,di cui uno in disuso che tengo attivo solo per le sue emergenze.  Ieri pomeriggio,con calma, vedo se riesco a capire il problema :” guarda,lo vedi,tutti sti triangoli lí sopra! Sono quelli che fanno venire l’omino verde!” . E ti credo! Sono mille e mille aggiornamenti che lui non fa mai,convinto di sprecare i giga di internet,nonostante abbiamo il wifi a casa. In un minuto aggiorno tutto e il telefono funziona.” Come hai fatto? Solo a me fa girare le scatole,sto maledetto..” . Drammi tecnologici.

Sono sempre andata a Messa, la domenica. Un’abitudine e anche una convinzione religiosa, mi portano a farlo. Purtroppo,al paesello,hanno cambiato orario,cosí devo andare in cittá,piú tardi, per non perdela. Da qualche tempo ,con maritino,frequentiamo una parrocchia in un ex quartiere operaio,ora gli operai sono tutti cassintegrati, che é sempre stato snobbato dai borghesi piccoli,piccoli. Una chiesa anni ’70, a navata unica,vetri mosaicati,affidata ad un sacerdote duro, cocciuto,un vero panzer. Giâ in altre occasioni lo avevo sentito tuonare e lanciare strali contro tutto e tutti. Ora sembrava essersi calmato . L’omelia di oggi é partita soft, con un bel ragionamento sul Vangelo,pacatamente, ma non é durato a lungo: é esplosa la solita guerra col mondo,con il sistema. Guardavo i volti degli astanti: indifferenti. Forse sono cosí abituati alle uscite esplosive che non ci fanno più caso. E anche non frequentano più la chiesa: su un quartiere di almeno 7/8000 persone, saremo stati in 60, alla Messa delle 11! Tante teste grigie,badanti, pochissimi under 20, un coro striminzito di 8 persone. Papa Francesco dovrebbe ,in primis, parlare ai suoi ministri,catechizzarli per bene, istruirli e mandarli fra la gente ad ascoltare,non a pontificare. C’é bisogno di parole amiche,confortanti,di una spalla a cui appoggiarsi,non a parole roboanti e di rimprovero: la vita ci bastona giá abbastanza.

Sei arrivato da noi dopo una travagliata e sofferente esistenza, nessuno ti voleva,noi sí. Un pelo vellutato,morbidissimo,tu coccolone e affettuoso,meglio di un famigliare. Bravissimo,pretendevi e donavi un amore smisurato,ci seguivi anche nella doccia,dormivi sotto le coperte nel nostro letto. Se alla sera uscivamo,ci aspettavi sul primo gradino della scala, quasi a rimproverarci di essere rientrati tardi e tu che avevi sonno! Eri la nostra ombra,casalingo,bravissimo, precedevi le nostre mosse,ci conoscevi meglio di noi stessi. Avevi la Fiv, ma ,curato adeguatamente, non hai avuto grossi problemi. Mangiavi di gusto,umido e secco, ti allungavi al sole per scaldarti,avevi i tuoi posti preferiti. Da un anno eri dimagrito molto,neppure le leccate di Minnie ti davano sollievo,il respiro affannoso e il raffreddore costante. Quando siamo andati in ferie, sei stato male, ma al nostro ritorno ti eri ripreso. Sapevamo da tempo che era l’ora di lasciarti andare,ma l’attaccamento reciproco ha prolungato il lungo addio. Le ultime 24 ore sono state dure,dignitose ma dure. Sei morto davanti alla stufa,il tuo posto preferito in inverno: ora non ci sará piú il guardiano del fuoco,come ti chiamavano. Ci hai scaldato il cuore,ci hai insegnato ad amare gli animali come fossero umani, ci hai riempito la vita lâ dove si creava un vuoto. Siamo tristissimi, sereni solo perché non soffrirai piú,ma é dura non averti piú in braccio….