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Ho paura a dirlo, ma questa é la vigilia perfetta. Tutto pronto, casa calda, cuore traboccante di gioia, aspetto la S. Messa con spirito pacifico come non mai. Ho fatto tutto, ho visto chi dovevo, ho ricevuto telefonate di auguri gioiose, ne ho fatte affettuose, tutte le persone che contano sono state contattate. Non ho piú gradi di separazione. Ho aperto cuore e mente allo spirito natalizio, non ho tensioni, persino il presepe in chiesa é venuto benissimo, con il genio dell’infanta architetta. É ora, puó iniziare uno dei Natali piú sereno di sempre. Auguri a voi tutti.

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Oggi ho ricevuto gli auguri piú belli e desiderati. Il primo da una donnina piccolina che ha quasi 102 anni, voglia di vivere da vendere, lucidissima, autosufficiente, un portento . Sempre si ricorda di me, mi regala i funghi secchi, ha un sorriso buono in un viso da bambola di porcellana. Mi abbraccia e mi bacia con amore e io ricambio, commossa. Il secondo da una donna meravigliosa e fortissima, che cresce due stupende figlie, che lavora intensamente ma riesce a mandare avanti una famiglia serenamente. Ci vogliamo molto bene anche se ci vediamo poco, ci aggiorniamo su wa, con foto e commenti. A queste donne straordinarie auguro ogni bene, sono le mie stelle polari, per motivi diversi, spero il meglio per loro e che trascorrano un Natale con i fiocchi, attorniate dalla famiglia e dagli affetti.

I dottori del mio ospedale erano Guaschino,Rondano, Boero, Ottavis e Francese. Affiatati fra loro, si punzecchiavano sempre, si stimolavano e si volevano un gran bene. Al pomeriggio, dopo le visite, si ritrovavano da Boero, a chiaccherare di lavoro e di amenitá. Erano dei buongustai, amavano la vita e il loro lavoro, pur essendo diversissimi. Guaschino era burbero e spiccio di modi, mani grandi e cervello finissimo, rude e di buon cuore come nessuno. Rondano era il piú glamour, modi raffinati e scienza da vendere. Francese era un viaggiatore instancabile, amava godersi la vita e con i pazienti aveva un rapporto quasi parentale. Ottavis , un signore: amante dell’arte, molto attento alla forma, fulmineo nelle diagnosi. Boero, un folletto gioioso, empatico, con la vista lunga su quello che sarebbe stata la Medicina futura. Sono stati anni molto belli, lavorare con loro era stimolante e arricchiva la mente e il cuore. Con la dipartita odierna del dott. Boero, resta tra noi il quinto moschettiero, che gode di ottima salute, per fortuna. In Cielo avranno giá organizzato qualcosa, me lo sento…e non dovrá per forza essere in relazione alla Medicina. Buona salute celeste a tutti voi….

Oggi una grande delusione. Piü per il mio consorte che per me. Quando ci speri un po’, tenti di respirare dopo una lunga apnea, ti illudi che i sentimenti, quelli belli e veri ci siano ancora, arriva il colpo basso. Sono la piú forte, quella che traghetta tutti in mezzo alle tempeste, che non si lascia andare a facili entusismi, che ha sempre dubbi e , come S. Tommaso, crede solo all’evidenza. Ora, piú agguerrita e realista, mi sento forte, da sola faccio muro invalicabile contro chi vuol farsi ancora beffe di noi. Difenderó i miei cari, non lascieró che si turbi questa atmosfera natalizia. Cureró con devozione il cuore ferito di mio marito, lo guariró e poi tiro su il ponte levatoio del mio castello e chi é dentro, meglio per lui, ma chi é fuori…

Cos’é la felicitá? Mha, non saprei….a volte mi faccio questa domanda e le risposte sono molteplici. Basta essere in salute, svegliarsi nel proprio letto, ogni mattina, con accanto l’amore della tua vita, sapere che i figli stanno bene, hanno la loro vita, indipendente. Avere un cane patatone che ti lecca con affetto, gatte bizzarre e indipendenti che ti sorvegliano tutto il giorno, una rete di amicizie solide e sodali. Vedere lo scorrere delle stagioni, invecchiare con allegria, avere il cervello funzionante e vivace…un sacco di cose per essere grati, ma mi manca qualcosa…mi manca il calore, l’affetto entusiasta e dimostrato, qualcuno con cui dividere gli affanni e gli entusiasmi, mi manca l’atmosfera che c’era e ora non piú. Forse sono ingrata, voglio troppo, mi dovrei accontentare e ringraziare. Ma nel mio cervello, una vocina continua a tormentarmi e non mi da pace, mi rammenta ció che avevo, che non avró mai piú, e quel pizzico di tristezza mi rovina tutto.

Atmosfere festanti, pacchi dono, auguri, é Natale. Il mio cuore, per certi versi é felice, in po’ stanco, ma lieto. In una parte di esso chiudo la mia tristezza, per altri Natali, quelli trascorsi con la mia famiglia, con chi non c’é piú. Parenti, amici, persone conosciute che mi hanno donato qualcosa, che ora sono in cielo.  Di loro mi ricorderö sempre, ma non voglio che la malinconia abbia il sopravvento. Mi concentro sulle mille cose che ho ancora da fare, non riusciró a vedere tutti quelli a cui vorrei fare gli auguri….basterá una telefonata. Mi aspetta una settimana tostissima, senza tregua. Fortuna che ho trovato posto per il pranzo del 25 in un buon ristorante, che ha riscosso il plauso di maritino. Da stasera inizia una giostra di impegni che mi terrá occupata , e devo trovare tempo per me, per la famiglia, per il trantran quotidiano. Passeranno in fretta le feste, mi lasceranno esausta. Mi auguro solo di reggere fisicamente e moralmente, come da 20 anni a questa parte, anche se é sempre piú difficile e si aggiungono macigni all’anima…

In genere, a Natale, tra noi non ci facciamo regali, solo all’infanta, cose piccoline, pensieri. Ma quest’anno, facciamo 60, il fisico inizia a cedere. Avevamo pensato di comprarci un bel materasso rigido, abbiamo rinviato a dopo le feste. Stamattina, il lampo di genio. Leggo di un pullman per Milano, per andare a vedere una compagnia teatrale che ci piace molto: c’é ancora posto, prendo due biglietti. Soddisfatta, anche mio marito lo ē. Girando per la cittá, mi viene in mente: VASCO. Telefono alla sodale socia di concerti: che dici, provo? Ok. Entro dal mio procuratore di biglietti, esprimo le mie richieste e lui:- ehhhh, le prevendite partono giovedí, é difficile..( parte un pippone di 15 minuti)..- va bene, tieni un acconto, i miei dati e ricordati che mi va bene qualsiasi data, prezzo, posto. – allora ti telefono giovedí pomeriggio per avere la conferma?- allora, potrebbe essere il mio ultimo concerto, e forse l’ultimo anche per Vasco. Cosa vuoi che me ne importi del prezzo? Confermo giā da subito, telefonami solo per il saldo. 

Insomma, VASCO é VASCO. E poi chissā in che stato saró a giugno2018…. Meglio approfittare.

Festeggiamo la nostra Patrona, Madonna di Loreto, con una Messa solenne in una delle piú belle chiese che ci siano quí intorno. Addobbata in maniera eccellente, un Parroco giovane e accattivante, tanti amici ritrovati con cui scambiersi gli auguri. Pranzo delizioso, in collina, una bella tavolata con menú rigorosamente monferrino. É l’occasione per festeggiare il compleanno di G., che compie gli anni domani, ma le facciamo una sorpresa. Sempre bello ritrovarsi con persone care,  chiacchierare in scioltezza, mangiare bene e bere ancora meglio. La sorpresa finale é stata una rosa rossa, donataci da un socio, sua propria sponte: gesto gentile, che fa piacere, una conclusione perfetta. Anzi, ancora di piú, si é messo a nevicare, evviva! 

 

Correte a vedere questo film! Divertente, leggero, spiritoso, una storia fantastica. Bravissimo Gigi Proietti che, finalmente, fa un ruolo e non una caricatura. Ottimo Papaleo, ormai una certezza e sempre un bel vedere Alessandro Gassman! Si esce con il sorriso sulle labbra e un’allegria che dura un bel po’. Ottimo.

Incredibilmente ce l’ho fatta: stamattina ho finito di fare i regali di Natale. Non lo avrei mai creduto possibile. Sono partita con il morale a terra, pensando di girare a vuoto. In un secondo, elenco dei beneficiari alla mano, ho trovato tutto. Si tratta di piccole cose utili, allegre, per dite ” ti voglio bene, ti ho pensato”. Ed é stato cosí, come se su ciascun oggetto ci fosse scritto il nome di chi doveva riceverlo. Provo grande soddisfazione, come arrivare in volata al traguardo. Stasera impacchetto, dispongo sulla cassapanca e poi distribuiró, con l’intimo piacere di averci azzeccato. Auguri a me.