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A dir la veritá, ho dovuto guardare sull’atlante dov’é Macerata, perché non me lo ricordavo…quindi siamo al Sud, non profondissimo, ma giá distante da noi del Nord. Quí scatta la considerazione: mentalmente siamo sempre separati, noi e loro, Nord e Sud, siamo giá razzisti a casa nostra? Sí.  Non entro in merito ai fatti accaduti, troppo se ne é parlato, ma la domanda é: come mi sento? Come reagisco? Cosa posso fare? Mi sento molto triste, a disagio in mezzo a parole cattive e stupide, alla poca pietá, ai giudizi facili. Reagisco di cuore, con l’istinto e l’educazione che fanno parte di me. Cosa faró: niente riguardo ai temi dell’immigrazione, non é alla mi portata. Tutto ció che posso fare é impegnarmi contro i fascismi dilaganti, partecipare in ogni forma social e fisicamente ad eventi atti a contrastarli, tenere la schiena dritta e non piegarsi al becero opinionismo da bar, testimoniare il mio schifo davanti a questi rigurgiti destroidi. Mi impegno a dialogare con i profughi che incontreró, a portare loro un grande rispetto, ad accoglierli con un sorriso, una stretta di mano. Siamo tutti umani, non dimentichiamolo mai.

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C’é tutto: disagio, perdita del lavoro, gioco d’azzardo, tradimenti, crisi, fallimenti, riscatti, amicizia, volontâ….e potrei continuare per un bel po’. Ottimi attori, rendono scorrevole un film a volte difficile. Da vedere, per pensare a noi, oggi,2018.

No, non potete ridurmi Winston ad una macchietta! Mal impostato, con attori che, seppur bravi, sembrano cabarettisti. Si risolleva leggermente nel finale. Giudizio negativo.

Stufa di sentire contare balle, mi chiedo: crediamo davvero ancora alle promesse elettorali? Crediamo ai reality, ai disagi, alle finte dinamiche.? Crediamo al VAR?  Crediamo a Maria De Filippi? Ai farmaci antitumorali, che sono business e salvano ben pochi? Al fatto che adesso siamo tutti celiaci? Alle pubblicitâ dei prodotti dimagranti, anticellulite, antismagliature? Al bicchiere mezzo pieno? Alle compagnie telefoniche? Alle candidature delle cittá della cultura?

Immensi attori protagonisti, rendono leggero e soave un film tristissimo. Ottima ambientazione, fotografia, regia. Fa pensare, sorridere, alla fine vorresti avere anche tu il coraggio dei protagonisti…voto:9.

…e capisci perché ti ha guidato il tuo istinto. Ero stanca, notte insonne, ma avevo letto quella frase: la democrazia non si difende restando seduti sul divano. Sono andata, ho fatto bene. É stato straordinario vedere il teatro pieno di giovani, certo obbligati dai loro insegnanti, ma attenti e rispettosi come non mi aspettavo. Le celebrazioni istituzionali erano nella norma, Paolo Bonfanti ha fatto la differenza, con poche e chiare parole, con la sua disponibilitá, con il suo esempio. La conferenza sul fascismo ,approcciata filosoficamente, del prof. Meni é stata un godimento per le nostre orecchie. Ci ha ricordato che bisogna volare alto, altissimo, mettere coraggio e fare ognuno la nostra parte. Come Bonfanti, come i giovani, come i politici e come me: uscire, combattere, testimoniare, sognare per mantenere la democrazia.

Una settimana di ospedale. Iniziata domenica, con S. che si é fatta una distorsione. Per fortuna se l’é cavata con un gambaletto rigido e un po’di riposo, che non fa. Lunedí cade G., si rovina il volto,naso rotto, 8 punti di sutura e tanto spavento. Ho l’auto in panne, con la sodale prof. organizzo i soccorsi. Il fratello di G. mi presta la sua Panda, seconda serie, che ha un difettuccio di accensione: infatti bisogna essere Maciste per metterla in moto. É la classica auto per andare in campagna, modificata opportunamente, senza sedili posteriori, ma con un robusto piano di ferro, confenzionato ad hoc, per supportare pesi, prodotti della terra, macchinari ,ecc. Nell’abitacolo aleggia un forte odore di zolfo, che ti impregna i vestiti, quando scendi ti scambiano per Mefistofele… Martedí visita di controllo ORL, ma nella notte gli si é gonfiato un braccio, quindi rx per constatare che non c’é frattura, é solo la botta. Prenotiamo anche visita cardiologica, effettuata ieri, con la sorpresa amara che qualcosa non va. Domani installano il pacemaker, con degenza di 2 giorni.  Pensate sia finita?no. Giovedí accompagnamo C. a fare il day hospital, con l’ambulanza, perché non puó sedersi in auto. La seguiremo con il marito e li aiuteremo fino al pomeriggio…mi é saltato il vascolare a Milano , per sabato: meno male! E giá, perchë poi ci sará operazione di C., magari la prossima settimana, lunedí vado a prendere A. al mare, deve tornare per la fisioterapia e mi preparo per l’IEO a fine febbraio , f. dovrá embolizzare una bella metastasi al fegato.  Direi che come servizio di Croce Rossa non é male, e poi qualcuno mi dice:” dovresti fare la volontaria da qualche parte!” . Mi basta farlo per il mio paesino, sono a posto cosí.

Giá alle 7 pensavo alla caviglia di mia cugina, sperando non fosse rotta…serie di telefonate e aspettare notizie dal Pronto Soccorso. Nel frattempo arriva un’amica a farmi gli auguri in anticipo, sempre graditissimi: é bello quando si ricordano di te, vuol dire che sei incisiva, presente, fa piacere. Poi arriva il figliolo, a prendere gli scatoloni: fuga in Egitto al contrario. Mantengo un grande aplomb: discorriamo di politica, meteo,cose generali, va bene cosí. Noto che mangia con gusto, é vestito abbastanza consono..mha! Arriva maritino, divora il pasto con fretta esagerata, il fedele cane adorante non lo molla un minuto. Messaggio dalla cugina: é ora di partire. Con la fedele prof., su due auto , direzione Torino. Sul sedile posteriore il cane Oliver, abbaiante, scontento della situazione, fa sentire il suo disagio. Eccoci in via Ormea, accolti dalla donna con due cervelli, reduce da un allagamento nella casa materna. Non ci fermiamo che per un abbraccio, subito sulla via del ritorno, ai 40 km/ h, la prof. non teme i limiti di velocitá, é essa stessa il limite supremo! A casa. Arriva l’infanta, come sempre in ritardo, doccia lampo e via per un appuntamento col futuro, mentre noi restiamo a cenare con gli avanzi, fin che mai…quando viene lunedí?

Luigina ha chiuso gli occhi e anche la leva del ’20. Se ne é andata in una notte d’inverno, quando tutti noi la credevamo immortale…un donnino secco, sempre affaccendato, come quei personaggi di Hugo, che si affannano e corrono per ogni dove, senza che nessuno,tranne loro stessi, ne sappia lo scopo. Non mi viene alla mente nessuna sua immagine con il volto disteso, anche se poi era una persona dai lati comici, molto tenace e attaccata alla vita. Come non ricordarla, con il borotalco e una canotta fresca di bucato, rincorrere il minore, che andava come il vento con la bici, e sudava, e avrebbe potuto ammalarsi: pensieri di mamma. La vita per lei era la sua famiglia. Dopo la morte del marito, solo il pensiero dei due figli la teneva vitalissima e attiva. Ha avuto una vita come tante del dopo guerra, con tribolazioni, emigrazioni( abitare a Trino era come andare in America), gioie e dolori, ma ha avuto accanto a sé, fino alla fine  i suoi ” bambini”.  Adesso, con Severino,passeggeranno nel ” Prá arbest” del Paradiso, andando ad ingrossare le fila della Brusaschetto Sky.

Invecchiando, resta imprigionato nel suo ruolo. Un Verdone gradevole, pacato, regge bene una storiella comica. Film per passare due ore tranquilli.