Quando un amico ci precede in cielo,si resta sgomenti,attoniti,tristissimi. Cosí é per me questa sera,inaspettatamente. Anzi no, me lo aspettavo,non cosí presto. Ci siamo visti mercoledí scorso, gli avevo portato i bigné, a lui che era un golosone, un uomo gioviale che gustava la vita con un sorriso. Ne aveva passate tante, una su tutte la morte dell’amata figlia Elena, eppure il suo buonumore, seppur velato di amaro, contagiava ancora tutti. Ci eravamo conosciuti anni fa, soci dell’Aeronautica e subito ci eravamo presi,a pelle. Quante gite, quante battute,specialmente sulle nostre stazze e la buona tavola, quanta allegria…sul cellulare lo avevo salvato come ” Modello” , per via di una sua sfilata con le tute da volo a Ghedi. L’ultima uscita a maggio, a Latina: io sarei stata operata dopo 4 giorni, con il terrore di non vivere più di 2 anni, lui con qualche piccolo sintomo ma ancora nessuna indagine. Eravamo stati bene, avevamo riso tantissimo, ma nessuno dei due aveva svelato i propri crucci di salute. A luglio ci siamo rivisti, io fra i due intervanti, lui con una risonanza in mano, ancora misteriosa. Anche questo ci accomunava: il non voler tediare il prossimo con i nostri guai. Poi gli eventi, per lui, purtroppo, sono precipitati. Conservava la speranza e la resistenza degli antichi contadini, ma anche la saggia ineluttabilitá degli eventi della vita , che bisogna saper accettare. Era tutto proteso verso la serenitá della sua famiglia, con l’arrivo del nipotino Vittorio, una grande felicitá lo aveva rasserenato. Ma le cose non vanno come desideriamo noi, anzi, dopo un momento buono arriva uno pessimo. Io non ci posso ancora credere, non voglio neppure pensare di non vederlo più con la sua bustina blú di sghembo sul capo, con la giacca dell’OVS comprata per fare la foto di gruppo, con la sua gigantesca corpororatura che depone la corona d’alloro al cippo dei martiri aviatori, giá mi manca ogni sua battuta o risata. Mi manca lo sguardo che rivolgeva a Paola, sua moglie, roccia con roccia, solidi e solidali alle intemperie del mondo, la fierezza del suo lavoro e l’orgoglio della sua famiglia. Mi mancano i suoi modi semplici e signorili,la sua affettuosa accoglienza, il suo sguardo ceruleo e stupito: guardava te e il mondo come fosse meraviglia primitiva. Arrivederci amico mio,vola davanti a noi ed indicaci il cammino.

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