Giá alle 7 pensavo alla caviglia di mia cugina, sperando non fosse rotta…serie di telefonate e aspettare notizie dal Pronto Soccorso. Nel frattempo arriva un’amica a farmi gli auguri in anticipo, sempre graditissimi: é bello quando si ricordano di te, vuol dire che sei incisiva, presente, fa piacere. Poi arriva il figliolo, a prendere gli scatoloni: fuga in Egitto al contrario. Mantengo un grande aplomb: discorriamo di politica, meteo,cose generali, va bene cosí. Noto che mangia con gusto, é vestito abbastanza consono..mha! Arriva maritino, divora il pasto con fretta esagerata, il fedele cane adorante non lo molla un minuto. Messaggio dalla cugina: é ora di partire. Con la fedele prof., su due auto , direzione Torino. Sul sedile posteriore il cane Oliver, abbaiante, scontento della situazione, fa sentire il suo disagio. Eccoci in via Ormea, accolti dalla donna con due cervelli, reduce da un allagamento nella casa materna. Non ci fermiamo che per un abbraccio, subito sulla via del ritorno, ai 40 km/ h, la prof. non teme i limiti di velocitá, é essa stessa il limite supremo! A casa. Arriva l’infanta, come sempre in ritardo, doccia lampo e via per un appuntamento col futuro, mentre noi restiamo a cenare con gli avanzi, fin che mai…quando viene lunedí?

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