Un territorio allo stremo, senza lavoro, ignorato dai trasporti, degradato il tanto che basta…peró spocchioso e autocompiacente, cosí da essere cieco alla sua agonia. Mentre gli amministratori si pavoneggiano nelle loro piccole realtá, non si accorgono che le idee stanno morendo. Ripropongono sempre le solite feste e kermesse, da 20 anni, immutabili e imbalsamate, senza avere quel guizzo di genio che pretende il cambiamento. Giâ, manco si prova piú a cambiare…i pochi che cercano di farlo sono osteggiati e derisi. Non si puó nemmeno mettere in mostra l’arte di cui é pervasa questa terra, se manca la benedizioni dei soliti stoccafissi accreditati, senza i quali nulla si deve muovere! Da 20 anni subiamo Riso & Rose, che ha fatto il suo tempo, andrebbe rifondata e riorganizzata proprio come evento in sé, svecchiandola e modernizzandola, ma guai a dirlo…. E mi mette tristezza vedere che si vive solo sempre nel passato, fra mercatini e risotti in piazza: come pensate di attrarre la gioventú?  Le poche cose buone, quelle innovative, un po’ goliardiche, vengono ignorate. Questa mattina, alla partenza della Coppa Cobram, eravamo in pochi. L’evento é stato quasi ignorato dalla stampa locale e non, dal Comune, dalla societá bon ton. E hanno fatto male! Pochi ardimentosi, che sulle orme Fantozziane, ripropongono una classica del ciclismo, andavano sostenuti, Applauditi, incoraggiati: sono il nuovo, la vitalitá, il divertimento oltre gli schemi. Cosí come per Galleggia o non galleggia, che alla prima tornata é stata sotto tono, mi auguro che si possa ripetere questa competizione, e che la prossima volta si apprezzi la novitá, linfa vitale per rimettere in moto il territorio. 

    
    
 

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