…..in viggio, mi porto dietro cose che mi rassicurano. Anni fa non partivo mai senza un anello con ametista, comprato in Tailandia, ma con l’artrosi, non mi entra piú, così lo lascio a casa. Porto invece l’anello che mio nonno mi ha regalato il giorno del mio matrimonio e quello che ho fatto fare unendo le pietre di quello di fidanzamento che mio papá regaló a mia mamma ,e la pietra che mio zio regaló a mia nonna per ricompensarla della sua dedizione nella malattia. Ho le foto dei miei figli piccoli, quando erano adorabili, e quella di M. vestito da scolaretto, che mi fa tenerezza. Porto il sale beneaugurante , il laccio emostatico e dei vecchi occhiali da sole  di F.  Sono oggetti irrinunciabili, che mi fanno sentire come se portassi tutte le persone a me care in viaggio con me. Per il sale e il laccio, discorso diverso: il primo perché non si sa mai, il secondo perché potrebbe servire per sAlvare una vita, meglio averlo.

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