Avventura su avventura. Io e prof, Ninuzza e Paola,partiamo per Montecarlo,annuale visita agli addobbi spettacolari di Natale. Giá partiamo in affanno: prof deve portare il marito a fare le analisi,arriva appena in tempo per partire ad un’ora decente. Passiamo a caricare Paola, e a farle lasciare a casa il suo fardello di dolore. Parola d’ordine: solo risate. Autogrill:” ragazze,mettiamoci avanti. Fate pipí e,mangiate qualcosetta..” Ma no…figuriamoci,teniamo fin lá. Non sará cosí,complice il freddo e il calo di zuccheri. Giro farlocco per arrivare alla Rocca, mille foto, Duomo e tombe dei reali e subito a pranzo, la fame é tanta. Stranamente prof non perde il dente, nonostante la croccantezza del panino. In compenso non si riesce ad aver accesso al bagno,se non dopo 1 ora!  Al Casinò non giochiamo,troppo tirate con il budget, peró ci facciamo un the al Freemont, fra lo stupore dei camerieri,che vorrebbero cacciarci via…i saldi al Metropole non sono alla nostra portata, peró é un bel vedere. Cazzeggiamo ancora un po’ e alle 17,30 ripartiamo, indecise se cenare a Varazze o a Vercelli…la prof:” anche Venezia inizia per V..perché non tiri dritto?”  E questa idea inizia a prendere quota, ma un terribile incidente a Genova ci mette di malumore e allora puntiamo a casa. Cenetta nella pizzeria di fiducia, telefonate a casa ai parenti,tutto normale. E invece no! Davanti casa di Paola,sento l’auto che sbanda..lei scende e a momenti resta stesa in terra: tutto ghiacciato! Ci avviamo al paesello, in seconda,piano piano…iniziamo la salita,si scivola ma riusciamo a salire, fino a quando mi trovo 2 auto ferme davanti. Mi fermo anche io e l’auto,inesorabilmente scivola di traverso verso il burrone. Prof, come don Chisciotte, prende il comando: tutti a terra! Se l’auto precipita, lo faccia senza di noi. Fuori -8, Nina senza guanti e con stivaletti Pittarello, mette il paio di calze di scorta, di colore turchese, sopra gli stvali,come fossero ghette. Prof agitatissima. Non riescono a stare in piedi. Io telefono a maritino,abbastanza seccato, poi esco dall’auto con numerose contorsioni. Decidiamo di andare nel fosso,unico posto dove non si scivola. Partono telefonate all’Aci,ai pompieri,ai Vigili: tutti ci dicono di non poter intervenire e abbandonare il mezzo. Ci riuniamo con gli occupanti delle altre auto e facciamo un consulto. Arrivano 2 ragazzi rimasti fermi piú sotto e mio marito e il padre di un guidatore. Si decide che i ragazzi,che si faranno recuperare da Trino, chiuderanno l’accesso alla strada dalla pianura e noi risaliremo a piedi a chiuderemo la strada dal paese. In fila indiana, al buio, nel fosso risaliamo tra imprecazioni,risate, scivolate, smadonnamento: una vera avventura. Fortuna che non incontriamo cinghiali! Entro in casa a mezzanotte, congelata. Mando un wa al Sindaco, che non si era fatto trovare, per avvisarlo delle auto ferme sulla strada, e mi metto a letto. Due battute con maritino,che ora é cordiale e l’ha presa sul ridere e non dormo tutta la notte. Stamattina siamo riusciti a recuperare l’auto alle 10, ma la fantastica giornata non potró piú dimenticarla!

Annunci