Sono sempre andata a Messa, la domenica. Un’abitudine e anche una convinzione religiosa, mi portano a farlo. Purtroppo,al paesello,hanno cambiato orario,cosí devo andare in cittá,piú tardi, per non perdela. Da qualche tempo ,con maritino,frequentiamo una parrocchia in un ex quartiere operaio,ora gli operai sono tutti cassintegrati, che é sempre stato snobbato dai borghesi piccoli,piccoli. Una chiesa anni ’70, a navata unica,vetri mosaicati,affidata ad un sacerdote duro, cocciuto,un vero panzer. Giâ in altre occasioni lo avevo sentito tuonare e lanciare strali contro tutto e tutti. Ora sembrava essersi calmato . L’omelia di oggi é partita soft, con un bel ragionamento sul Vangelo,pacatamente, ma non é durato a lungo: é esplosa la solita guerra col mondo,con il sistema. Guardavo i volti degli astanti: indifferenti. Forse sono cosí abituati alle uscite esplosive che non ci fanno più caso. E anche non frequentano più la chiesa: su un quartiere di almeno 7/8000 persone, saremo stati in 60, alla Messa delle 11! Tante teste grigie,badanti, pochissimi under 20, un coro striminzito di 8 persone. Papa Francesco dovrebbe ,in primis, parlare ai suoi ministri,catechizzarli per bene, istruirli e mandarli fra la gente ad ascoltare,non a pontificare. C’é bisogno di parole amiche,confortanti,di una spalla a cui appoggiarsi,non a parole roboanti e di rimprovero: la vita ci bastona giá abbastanza.

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