Spolvero i banchi della nostra chiesetta e penso: quante mani si sono aggrappate a questo legno? Sulle spalliere e sulle sedute ci sono le impronte e il DNA di tutto il paese,di almeno 3 generazioni. Mi ricordo i banchi vecchi quando ero piccola,poi il nostro falegname Michele,ha fatto quelli nuovi. Noi bambini passavamo interi pomeriggi nel suo laboratorio a vederlo piallare e inchiodare.  Una volta c’era un posto fisso per ognuno,donne a destra,uomini a sinistra. Il primo banco era per noi bambini. Dietro a me,mia mamma,la maestra del paese. A sinistra,nel secondo banco,gli uomini che cantavano la Messa degli Angeli: mio nonno,Cesare,Silvio,Ditti,Manu,erano la colonna portante del coro. Le cose,pian piano sono cambiate,le donne si sono mescolate agli uomini,ma nel primo banco a sinistra,contro il muro,sedeva Sandro,lontano da sua moglie,in terza fila,con Rita. Ultimo banco a destra per Pierino,Alfredo e sua moglie ,qualche volta Rosapalmina,ora non piú…

Cosí,scorrendo sul legno con lo straccio,rivedo tutti,giovani e vecchi ,che sono passati di quí,e tengo un tocco leggero,quasi avendo paura di cancellare le tracce della nostra storia,per conservarle per sempre nella nostra chiesetta.

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