Minuta,discreta,sempre in ordine,mai sopra le righe,la vedevi passeggiare con il suo bastone  su e giú per il paese. Entrava in tutte le case,andava a trovare amici e conoscenti di una vita ,una presenza fondamentale per chi é solo : con quella visita,quel contatto,restavi aggregato alla comunitá. Possiamo dire che era il collante del paese,sollecita,gentile,si interessava e ti interessava con i suoi discorsi.  Da giovane aveva aiutato il marito macellaio,ma non credo le fosse piaciuto,anche se non aveva paura di lavorare. La ricordo in campagna,nel frutteto,mentre sceglie e mette a posto le pesche,ma mai in primo piano,fino a che non é rimasta vedova. Seguiva il marito come un’ombra,sempre defilata: lui era piú dinamico,si esponeva volentieri,non gli piaceva la seconda fila. Bianca era l’ombra ferma e ristoratrice per il suo grande marito. Poi si era dovuta inventare un ruolo da protagonista ,e aveva scelto di essere comunque poco visibile ma fondamentale nei rapporti che intratteneva. Lo sconcerto della nostra comunitá,che ha vissuto con dispiacere la sua lunga malattia, é tutto nelle parole della sua piú cara amica:” ho resistito per lei,e adesso? Posso mollare anch’io”. Una nuova vita l’attende, una comunitá celeste la aspetta per ritrovarla come amica preziosa,noi invece siamo ammutoliti nel vedere il grande vuoto che lascia.

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