Nina é rimasta senza lavoro. Si aprivano due prospettive: tornare in Ucraina o tentare sulla piazza di Milano,dove aveva qualche contatto. Per il mio paesello é stata una risorsa fondamentale in questi anni: sempre disponibile,correva di casa in casa se c’era bisogno,aiutava, piantava fiori e piante,teneva in ordine la chiesa ed il circolo ricreativo,migliorava la nostra qualitá di vita. Grandissima lavoratrice e grande cuoca,se avevi un problema:” chiama Nina!”. Eravamo tristi alla prospettiva di perderla,ma al momento nessun anziano aveva bisogno di una badante. Iniziavano ad arrivare offerte di lavoro da paesi limitrofi e anche da più lontano,perché chi la conosce ne parla benissimo e offre referenze,quindi si va a colpo sicuro con lei. Nina era combattuta,le spiaceva andarsene,dopo 15 anni,ma il lavoro le serve…in tutto questo tormento,si é diffusa una consapevolezza paesana: non bisogna lasciarsela scappare. Cosí é partita una ” cordata” di datori di lavoro: R. la ospiterá,dandole un piccolo stipendio,con contribuzione di legge, altre famiglie le hanno offerto ore lavorative,in regola,in modo da risolverle i problemi abitativi e di stipendio,e lei ,felice,ha accettato. Venerdí si trasferisce,a 20 mt. dall’attuale residenza,continuerà a far parte della nostra comunitá,a lavorare con noi e per noi. Sono orgogliosa del mio paesello.

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