Questa era la frase che da 2 anni ripeteva Elvezia. Ai tempi d’oro,quando svernava a Sanremo con la sua badante Nina,quante volte ha desiderato andarci,ma non c’erano bus,solo treni che portavano lì,e lei,cieca e anziana,non se la sentiva di andarci con quel mezzo. Così Montecarlo é rimasto nei pensieri,nelle parole,e niente più. Ora,morta Elvezia, Nina desiderava con tutto il cuore visitare questa mitica meta vacanziera. Ieri,tornando da Malpensa,dove avevo accompagnato il mio archistar che partiva per l’India,dico alla Prof.:” e se facessimo una sorpresa alla tua fida ucraina?” . In 2 minuti organizziamo la gita,stamattina alle 8 siamo partite,quando é salita in auto:” dove andiamo?” -” ma a Montecarlo,naturalmente!”. Ommiodio,per tutto il viaggio ha alternato graziegraziecontuttoilmiocuore  a noncredosiavero a maiavreiimmaginatounacosacosí a parole ucraine a noi incomprensibili. Arrivati al Vistairo,credevo svenisse. Ha fatto 400 foto,ha giocato 10 eu alle slot,abbiamo pranzato al Café de Paris,ma lei per l’emozione ha toccato solo metà portata,abbiamo girovagato per le boutiques e poi:” mi porteresti a Sanremo ancora per una volta? Non so se vedró ancora cose cosí belle..” . Ed eccoci nella cittá dei fiori,a compiere un pellegrinaggio. Ha voluto rivedere i negozi in cui comprava,ha salutato molti conoscenti,che si ricordavano benissimo di lei e della sua badata,ha fatto la foto con la statua di Mike Bongiorno,fatto sosta al Casinó,altre 200 foto,e siamo tornate a casa. Che giornata da ricordare!

P

Annunci