Quest’anno lavora il giorno di Natale. Mi dispiace e ancor di più spiace all’infanta,che arriverá da Gaeta per l’occasione. Lei ci tiene moltissimo al Natale, specie ora che siamo rimasti solo in tre. So che patisce e da anni sogna una festa di famiglia che non c’é. I miei cugini sono al mare,altri parenti non festeggiano per errate convinzioni,quindi…probabilmente andremo a pranzo con due amici messi male come noi,ma sará triste lo stesso. Da bambina,il Natale era una festa meravigliosa,con casa piena di gente e famigliari,pranzi e cene sontuose. Molto é cambiato,ci si deve adeguare. Fosse per me,non me ne importerebbe molto,mi dispiace per mia figlia. Non avrà un bel ricordo della sua giovinezza da legare alle festivitá. Quindi mi devo impegnare,rendere questa giornata importante e piacevole,farle sentire l’affetto e la serenitâ che merita.  Da stasera ,cervello in fermento: bisogno assoluto di idea strepitosa,eclatante,fattibile. Pensare che basterebbe le facessero una telefonata di auguri,un invito per un caffë…che rabbia. Porta una colpa che non ha, non posso farci niente. Buon Natale.

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