In gioventü eravamo la compagnia del paese: da 10 a 30 anni,tutti insieme sugli scalini della chiesa,estate ed inverno. Le nostre strade si sono divise,ognuno con i suoi malesseri,resta il sentimento di fratellanza e partecipazione all’altrui vita,anche se lontani. Ci si ritrova raramente per belle occasioni,più facilmente per i lutti. Quí sta la differenza: da giovani,i maschi erano sodali,le femmine più divise da gelosie,ripicche,piccoli screzi.  Osservo oggi : noi donne tutte insieme,rilassate,partecipi,legate con forza da un sentimento bello e atavico. I maschi: dopo una stretta di mano,due convenevoli di circostanza,marcano una divisione fisica evidente,dispersi solitariamente tra la folla,in silenzio,quasi assenti.  Questo fatto mi salta agli occhi con violenza e ne soffro. Vorrei poter ancora legare tra loro le persone a cui voglio bene,ma non c’é piú quel feeling,quell’emozione. Si é marcato il territorio,ognuno nella sua solitaria isola : poveri uomini,voi soffrirete di piú.

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