Ricordo,prima del rientro pomeridiano delle elementari,con la paghetta settimanale,passavamo nella tua bottega a prencere i cicles o addirittura le patatine. Avevi introdotto nel nostro mondo bambino i formaggini Susanna: quanti ne avró mangiati per fare i punti e prendere quella orribile bambola col testone? Poi nei formaggini trovammo la mini pistola con i colpi: io ho trovato sempre solo i colpi,mai potuto spararli. E come tagliavi a mano il salame cotto o crudo,spesso o sottile a seconda del cliente,tutte le fette uguali. La tua cucina piena di salami appesi,ad asciugare,in inverno,e quell’odore salato che ti si appiccicava addosso,nei capelli e nei vestiti. Il tuo sorriso soddisfatto e felice nel vedere tua figlia che si sposa,bella come una bambola nel suo bianco abito di pizzo. Un nipote adoratissimo,amatissimo,curato e seguito,nonostante il tuo lavoro impegnativo. Una vecchiaia tutto sommato serena,qualche dolore,qualche cruccio,ma tanto amore dato e ricevuto. Un riferimento per la comunitá e per il tuo quartiere. 

Vederti in questo letto letto d’ospedale,stravolta nella fisionomia,col respiro pesante,senza conoscenza,mi fa male. Non rende giustizia alla tua vita non facile e operosissima. Mentre ti guardo penso: la Viola che vorrei quí é quella con la cappellina di paglia,alla moda delle mondine,che ci fa fare merenda nei filari della vigna della Rocca. Domani spero meglio,spero che tu combatta stanotte per tua figlia e per i miei bei ricordi. Arrivederci.

Annunci