Quando le auto sono senza carburante,me le lasciano,da rifornire. Vado al nuovo distributore,riaperto da poco. Non ha mai avuto molta fortuna,anche se ha il gas,dopo che una simpatica coppia di Rive lo aveva dato via. Si sono alternati ragazzotti e signori un po’datati,ma l’investimento non é mai andato troppo bene. Ora é una catena low cost di benzine,il gestore ha una Audi super mega galattica,é gentile,scherzoso. Unico cosa che disturba,su un omone di quasi 100 kg,tracagnotto,sono le sopracciglia depilate e ridisegnate come un tatuaggio. Mi fermo alla pompa,ha il servito allo stesso costo del self,non voglio avere le mani cho odorano di gasolio. Lui é nel suo gabiotto,seduto,con le gambe appoggiate ad un’altra sedia,sta parlando al telefono. Passano i minuti,lui resta in posizione,si vede che é alterato,continua a scartabellare certi registri. Accendo la radio,ascolto 2 canzoni,niente. Sono in imbarazzo: me ne vado o resto? Lui mi ha vista,sicuro,eppure continua a fare i suoi affari. Il dustributore piú vicino a questo dista 8 km,mi scoccia un po’allungare la strada…Vedo che si alza,forse ci siamo…invece no,mi gira pure la schiena,urla,non capisco cosa dice,parla in siciliano stretto. Va bē,me ne vado…no,ecco che tira il telefono in un piccolo lavandino e viene verso di me,imprecando nel suo idioma. Abbasso il finestrino,porgo soldi e chiavi,mi fa gasolio. Me ne vado,prendo la sopraelevata e lo vedo recuperare il telefono e continuare ad inveire…Che giornata nervosa,poveraccio.

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