Domenica,all’improvviso,mi dice:- vado a confessarmi. Non ci credo,non mi pento, ma vado: tutt’al piú faccio una chiacchierata.

Saranno 20 anni che mi sono confessata. Non ne sento la necessitá,non ho pentimento,non credo che parlare con un sacerdote mi possa in qualche modo essere di conforto. Parlo con tanti,mi apro con pochissimi,perché pochissimi sono coloro di cui mi posso fidare,che non mi giudicano,che sanno dirmi le parole giuste. Come potrebbe,uno che manco mi conosce,arrivare al nocciolo dei miei problemi e aprirmi il cuore?  Sono abituata ad arrangiarmi,ad autoconfortarmi,a non piangermi addosso,a tirare avanti,non voglio scavare troppo a fondo,non posso permettermelo,guardo al futuro. Con il passato ho chiuso i conti semplicemente standomene in silenzio,in disparte,non occupando piú la scena. Preferisco vivere di piccole cose,minimi obiettivi,fare passi corti. Tento di arrivare viva a domani,se Dio vuole,mi perdonerá delle mie mancanze,senza che io le confessi: essendo onnisciente,giá le sa.

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