Negli anni ’20-‘ 30-’40-’50, restare vedove prima dei 40 anni era una grandissima disgrazia,tutti avevano pietá per la donna e per i figli. Come oggi,i mariti morivano per malattia,disgrazia,incidenti,cause naturali,ma l’atteggiamento era diverso,sia per chi restava,sia per il contesto. Le donne non lavoravano,accudivano casa,restavano senza sostentamento. Se si risposavano,lo facevano scegliendo in famiglia,molto spesso il cognato o il cugino zitellone,il patrimonio non andava diviso e i figli sarebbero stati cresciuti da un consanguineo del marito. Ho davanti agli occhi decine di casi cosí,fra le mie conoscenze famigliari. Sposare una vedova era un atto nobile e altruistico,la societá e la famiglia approvavano in pieno.
Oggi tutto é cambiato. La vedova odierna,porta con sé un qualche alone di sfiga,non importa come e per quale causa lo sia diventata. Nessun uomo che io conosca si prenderebbe una vedova,se non attempati signori che,piú che una moglie vogliono una badante. Pensano:” se ne ha fatto fuori uno,io potrei essere il prossimo….”. Forse le cose sono leggermente diverse al Sud,altra cultura,ma dico forse….Meglio tirare su una divorziata,anche con figli,le vedove sono come il malocchio. E la societá,ormai con i valori azzerati,approva.

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