Quí é pieno di ucraine,badanti. Tutte preoccupatissime per quello che sta succedendo nel loro paese: hanno richiamato i giovani alle armi,c’é vento di guerra. Telefonate,internet,Cnn,tutto il giorno collegate,con la paura negli occhi e nei gesti. Le ho contattate,ho parlato con loro,ho cercato di rassicurarle: certo il mondo non permetterá una guerra in Europa,spero. Per alleggerire la situazione ho accompagnato una di loro a fare shopping,che é sempre un momento di svago,anche se momentaneo. Per tre ore non ha pensato a casa,provava le decine di capi che le passavo nel camerino,a raffica,senza darle tregua. É stato un vero lavoraccio,ne siamo uscite spossate: io per aver dovuto inventarmi improbabili abbinamenti di abbigliamento,lei per aver provato tutto,vestirsi e svestirsi decine di volte. Domani e dopo,a turno,contatteró le altre,le porteró un po’ in giro per svagarle. Lo faccio soprattutto per me,per la mia coscienza occidentale,perché nonostante tutto mi sento fortunata,perché non vorrei mai passare momenti cosí,con pensieri cosí,perché nei momenti tragici ci vuole un giullare,e io lo sono.

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