Un altro amico colpito dal male di amianto. Una notizia che mi ha sconvolta,al punto tale che adesso scrivo queste righe per alleggerire il peso che ho nella mente e nel cuore. Non ci voglio credere,non mi sembra possibile che proprio lui,il ritratto della salute,un cuore grande come una casa,allegro,disponibile,che mai é stato in contatto con la fabbrica maledetta,sia aggredito dal male. Penso a parole come accettazione,conforto,rassegnazione,destino,fatalitá,ma ho solo RABBIA. Urlo silenziosamente contro tutto,dal Cielo in giú,urlo perché non é giusto,non c’é una logica,non posso accettare. L’istinto é di lottare,con lui e per lui,sapendo di perdere,di soffrire il doppio,di uscirne straziati. Non so cosa faró per lui,per i suoi cari,per me,viaggeró a vista,guidata dal dolore che adesso mi esce persino dai pori della pelle. Il destino ha sbagliato,ancora una volta,e se ne fotte di tutti noi.

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