Parlo con O. dei figli. Lei é una madre attenta,si sbatte un casino,si é fatta un mazzo tanto per le creature. Io non ho l’istinto materno,sono stata mamma per caso la prima volta, consapevole la seconda,ma l’istinto no,non ce lo avevo proprio. Tutti mi imputano un grande fallimento in questo ruolo,ma io non la vedo cosí: già a monte non ero adatta. Ho educato la prole come mi veniva caratterialmente,in maniera che oggi so sbagliata,li ho nutriti,lavati,stirati,accompagnati a scuola,ecc,. Una serie di doveri che uno fa,appunto,per dovere,ma senza istinto. Questo non vuol dire che non ami i miei figli,per caritá,anzi,forse tutti gli errori sono generati da un eccesso di amore,che é sbagliato. Li ho protetti troppo? Troppo poco? Non so,in ogni modo non é stato il modo corretto. Oggi é tardi per rimediare,mi prendo le mie accuse e taccio: ha ragione la prole. La famiglia,questa famiglia,non l’hanno scelta loro,é stato il destino a dargliela. Poteva anche andare peggio,ma io non mi sento avvilita. Ho cercato di dare quello che potevo,non esistono istruzioni e nel mio navigare a vista mi accorgo,oggi,di essere stata guercia,quantomeno!

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