Pranzo da famigerata cognata. Carichiamo mia suocera,piú suonata del solito,che inizia a raccontar palle a random. Io zitta. Non tace un secondo,parla a vanvera e dopo 10 km mi dice:” sei arrabbiata?”. Elegantemente,mordendomi la lingua dico:” No!”. Arriviamo a questa casa ,che loro chiamano LA REGGIA,tralascio di commentare,ma vi dico solo:100 mq. Ci accoglie il nipote farlocco,135 kg,con voce da coro dell’Antoniano. Nel salone(!!!!!) c’é la sua capricciosa figlia,che per altro a me non sta né simpatica né antipatica: moine,cazzatine,ecc….Da furba,le ho portato un regalino,cosí non rompe. Certo si aspettavano una busta di soldi,ma non sempre la vita va come vorresti. Il cognato cucina,molto concentrato,a pelle capisco che nemmeno a lui fa piacere questo convivio: solidarietá. Visita guidata della casa di Barbie,messa a lucido come da rivista patinata. Mi esce solo un :” Luminosa.”, altro non riesco a dire. Il menu é sontuoso,molto buono,mangio con parsimonia,del tipo non ti voglio offendere rifiutando il cibo,ma sono giá sazia dal mio pranzo di Natale. Suocera dorme davanti al camino,cognato e nipote spazzolano una chilata di paste fresche portate da noi,é ora di andare. Al ritorno non tocchiamo nessun argomento critico,io e marito ,e tanto meno del tempo appena trascorso: lui sa che non deve provocarmi. A mia suocera non ho portato nessun dono,anche se se lo aspettava,ma si sa che la sua congregazione non riconosce il Natale e io opero la mia piccola vendetta. Ho portato,peró, cesti a tutti i suoi vicini,e lei,salita in auto,si aspettava qualcosa. Non ho dato soddisfazione alla famigerata,mi sono limitata ad una buona educazione,che,esercitata in un certo modo,diventa maleducazione. Non ho ricambiato l’invito,non ho detto che ci rivedremo presto, non ho proprio detto niente. E anche questa é andata!

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