Improvvisamente,so che ne devo parlare e so con chi. Sta telefonando,aspetto 10 minuti al cancello. Uno strano uomo,un po’ Peter Pan e un po’ filosofo,ma abbastanza coerente e molto leale,ha fondato un gruppo per il miglioramento del territorio,che poi gli é sfuggito di mano. Resta uno dei pochi interlocutori che ho ,con un sentire condiviso su ecologia e politica locale. Espongo i miei dubbi su un’opera in divenire che deturpa il paesaggio,lui si offre di indagare sui fini di tale progetto. Poi,logorroici entrambi,iniziamo a raffica ad analizzare diversi problemi che coinvolgono la popolazione locale. Le idee fluiscono e traboccano come da un vaso di Pandora,sogni che entrambi culliamo da tempo sembrano a portata di mano: stiamo costruendo la nostra societá utopica. Entrambi sappiamo che la realtá é ben altra cosa,ma divagare a ruota libera per un bel po’,ci ha fatto bene. Forse non cambieremo il mondo,almeno lo abbiamo immaginato.

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