Dall’etá di 12 anni,mi occupo della pulizia della nostra chiesa. Ho iniziato come aiutante di nonna e zia,poi sono stata in coppia con la mitica Margherita dell’Andrea,che in inverno faceva riscaldare il secchio di zinco con l’acqua dentro,sulla stufa:ci volevano i guanti di amianto per maneggiarlo! Via,via,ho cambiato partner per far coppia e da 6 anni mi faccio 6 mesi da sola. Il lavoro consiste nel pulire la chiesa,occuparsi dei fiori,paramenti,messe ordinate,elemosine,ecc. In caso di matrimoni,pochi,e di funerali,tanti,c’é piú da fare. Penso che,anche un asino,dopo 44anni di mansioni ripetitive,sappia cosa deve fare. Scopro invece,che mi considerano cretina,inadatta a questo mestiere,tanto da dovermi controllare e,addirittura,sostituire per le feste importanti. A Ferragosto,Messa al campo,ci sará un’altra a preparare l’altare,anche se questi sono i miei 6 mesi: forse potrei mettere tovaglie a quadretti piuttosto che bianche? Mi sento offesa. Ho sempre dato molto a questa comunitá, non mi sono mai tirata indietro e per la chiesa mi sono sbattuta come non mai. Non ne valeva la pena: sono piú considerate quelle coi falsi sorrisi che quelle che lavorano sodo. Ok,sto zitta,finisco il semestre,poi daró le dimissioni da tutto e quello che capita oltre il mio cortile,non mi interessa più.

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