Dal 1958 vado in Liguria a fare le ferie. É la regione che si affaccia al mare piú vicina a casa mia e poi ho ereditato un bilocale a Sanremo. I miei prozii,senza figli, lo avavano comprato quando sono nata,sulla carta. Quel palazzo era l’ultimo di via Agosti: mi ricordo,da piccola ,che vedevo dal balcone i contadini che coltivavano ortaggi e fiori in piccoli appezzamenti a terrazze. Noi si andava a comprare da loro,come se fosse il nostro orto. La cittá é cambiata,si é ingranita,l’immigrazione crescente,ora in quella via ci sono molti africani,parecchi cinesi e rumeni. I negozi storici,che hanno contrassegnato tutti i miei soggiorni marini,sono via via spariti,solo macellerie Marraches e borsette orientali. Ha chiuso Anna Mode,boutique tanto sospirata,dove mia mamma mi ha comprato il mio primo vestito”da grande”. La celebre pasticceria San Romolo,produttrice dei baci di cioccolato piú buoni del mondo,ora é un bar di tendenza: l’algida proprietaria che comandava a bacchetta le sue commesse,con piglio fermo e gentile,ha ceduto per etá. É sparito Cremieux,aveva 3 punti vendita con vestiti di Emilio Pucci che mi hanno fatto sognare per tante estati. Altri negozi di scarpe,borse,caramelle,bar con gelati da sogno,hanno ceduto i locali a multinazionali di reggiseni o telefonia. Anche alla mia spiaggia,dove la prima fila di ombrelloni era prenotata da un anno all’altro sempre dalle stesse famiglie,la clientela ora é prevalentemente composta da riccastri dell’Est. Eppure,tutte le volte che torno lí,sono felice: ho conosciuto persone con cui ho ancora rapporti amichevoli,i miei figli si sono tanto divertiti nella loro adolescenza,quella é la casa che considero il mio rifugio,dove,con mio marito,ritroviamo l’equilibrio se siamo in affanno con la vita. Dopo un periodo di rifiuto,ora anche mia figlia riscopre la bellezza del buen retiro,e questa,per me,é la cosa migliore per dimostrare la continuitá dell’amore che aleggia in quelle poche stanze.

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