É mancato Alberto,50 anni,farmacista del paese. Di lui non dico niente,troppo dolore. Ho lavorato per 7 anni con suo padre,dott. Vittorio,medico della mutua e della Casa di riposo. Un uomo amante della vita,collezionista d’arte moderna,rapito dal fascino di Venezia,dove aveva fortemente voluto un buen retiro,sportivo,gioviale. Un medico competente,attento,amato dai pazienti. Al primo posto la sua famiglia,devoto alla moglie,distintissima signora,gioioso nel raccontare dei figli,i loro primi amori,i successi scolastici,anche le marachelle,che lo facevano arrabbiare. Anche oggi,a82 anni,la figura dritta di chi si tiene in forma non piú con lo sport ma con lunghe camminate,i capelli folti,gli occhi chiari,ironici,quando lo incontri,scappa sempre la battuta,il moto di spirito. Quell’uomo non c’é piú,schiacciato da un dolore assurdo,da una morte incomprensibile. L’ho visto al funerale di suo figlio,smarrito,lui che era la roccia,aggrapparsi alla moglie con vigore e disperazione. E poi un gesto,piú eloquente di mille parole: a chi gli si avvicinava per fargli le condoglianze,scuoteva la testa e metteva il dito indice sulle labbra. Non parlate,non c’é niente da dire,sono incapace di ricevere conforto.

Annunci