Lo chiamo cosí perché mi ricorda questo personaggio della commedia dialettale. Ci assomiglia pure nel fisico e nell’abbigliamento. Ha piú di 60 anni,vive con la mamma,cocco suo,risparmia,mette da parte,frequenta pochi conoscenti,non ha amici. Per dire : se alle 3 di notte fosse in panne su una strada non saprebbe a chi ricorrere. L’unica che lo frequenta e che gli vuole bene é D.,sua amica dai tempi del liceo. Hanno avuto una piccola storia,millenni fa,poi solo amicizia. Ma lui,secondo me,ci spera ancora,ci ha sempre sperato,nonostante due matrimoni di lei,i figli che ha avuto,la sua vita che é andata avanti. Per quelli che non si rassegnano é dura,per lui durissima: la solitudine lo spaventa a morte,se mancasse sua madre finirebbe il suo equilibrio. Ma anche cosí,invece di intessere rapporti col mondo,si chiude,anzi si aggrappa a D.,considerandola di sua proprietá,pretendendo attenzioni che non gli si devono,arrabbiandosi per l’indisponibilitá. É una brutta situazione,mi fa anche un po’ paura,D.minimizza,pensa di poterlo controllare,dice che é un buono,ha pazienza. Ma in tempi di femminicidio,io cerco di vigilare su di lei,non vorrei mai……

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