É successo una settimana fa. Voleva ornare un ripiano con un vaso,é salita su una scaletta,é caduta a schiena indietro. Ora ,con infrazione della vertebra,é sul divano in cucina ,immobile. Per i primi giorni,assistita dalla figlia,si é crogiolata nel dolore.poi,rimasta sola col marito,si é avvalsa dell’aiuto di una signora che aiutava un po’, ma é andata in crisi,e il marito ottuagenario,piú di lei. Lui non sa cucinare,é incapace di gestire la situazione,si dispera. La figlia vive lontano,puó venire quí qualche giorno,poi deve tornare dal marito e dal figlio : oggi mi ha telefonato per chiedere aiuto. Innanzi tutto le ho portato la mia fantastica ventriera,per sostituire il busto ospedaliero,orrendo,che le avevano dato. Un attrezzo di tortura,made in Torquemada,che nessun essere dotato di cervello indosserebbe: bisogna essere in 2 o 3 per metterlo,soffocante e immettibile. Si sa che i medici consigliano cose che loro,per primi,mai farebbero o metterebbero. Giá si ë illuminata,l’ha provata,si é alzata,ha capito che puó gestirsi da sola. Dalla mia borsa di Mary Poppins ho tirato fuori indirizzi e telefoni e contatti per trovare una donna che venga ad assisterla secondo i suoi ritmi. Quando me ne sono andata,avevo predisposto un piano per agevolare la vita a queste persone,trovando pure in prestito girello,tutore,sedia comoda,e altri ausilii medici. Sono contenta di essermi resa utile,una giornata spesa bene.

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