Mia figlia e suo padre si parlano poco. Lei dialoga molto con me,ma solo perchè la interrogo insistentemente. Mi parla dei suoi progetti,col contagocce. A volte non so cosa le frulla in testa. Capita così che decida di riprendere gli studi,un vero ribaltone,altri ambiti professionali,altra città dove frequentare l’università. In casa ne parliamo,ma suo padre non ha ben presente cosa si prospetta. Stasera,a fronte di una imminente decisione,dice la sua,giustamente. E lei entra in crisi,piange,scappa dl suo moroso, in lacrime. Fa sempre così,non le si può dire niente,mette su l’abito della fragilità,ben giocata,e non se ne parla più. Eppure,quando serve,è determinatissima,un vero mulo di montagna,però suo padre ha ragione da vendere. Un lavoro come quello che vorrebbe fare,le rovinerebbe la vita : è troppo sensibile e generosa,ne sarebbe travolta emotivamente. Ma non possiamo impedirle di rovinarsi,se vuole farlo: ha l’età della ragione da un pezzo. Nell’attesa,soffriamo,Zantac alla mano,pronti al peggio.

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