Quest’anno le mie piante di albicocche hanno fatto una produzione immensa. Peccato che,essendo grandinato quando i frutti erano piccoli,siano tutti un po’ rovinati adesso che sono maturi. Il sapore è ottimo,l’estetica lascia a desiderare. Non farò i soliti quintali di marmellata,in parte perchê le esigenze famigliari sono diverse,in parte perchè non ho voglia. Nemmeno posso metterle sotto sciroppo,troppo rovinate,non si può fare. In compenso,avendo tre piante,con qualità diverse, godrò dei frutti per un mese. L’albero che aveva piantato mio nonno,mezzo rinsecchito,che tutti mi consigliavano di tagliare,è stato il primo a maturare. La qualità e ” armugnac” ,un sapore che ormai si è perso,che mi riporta l’infanzia. Poi sono maturate quelle dell’albero che ha piantato mio figlio: mangiarne e soffrire è tutt’uno. Per ultimo godrò di quelle della pianta messa a dimora da mio papà:i frutti sono come lui,pieni,succosi,avvolgenti,non troppo dolci e delicati,un sapore che resta in bocca a lungo. Strano che ,casualmente,ogni pianta,assomigli a chi la ha piantata,saranno coincidenze,forse solo mentali,mi va bene così.

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